Wto: Esportazioni 2006, Italia ottava nel mondo

13 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

L’Italia si piazza all’ottavo posto nella classifica mondiale degli esportatori nel 2006, con un volume di beni venduti pari a 410 miliardi di dollari. E’ quanto risulta dalla classifica stilata dalla Wto, l’Organizzazione mondiale per il commercio, che ha sede a Ginevra in Svizzera, diretta da Pascal Lamy.
Al primo posto si conferma la Germania con 1.112 miliardi di dollari di esportazioni, seguita dagli Stati Uniti con un volume 1.037 miliardi di dollari e dalla Cina con 969 miliardi di beni esportati. Al quarto posto il Giappone con 647 miliardi di dollari di esportazioni e al quinto la Francia con un export da 490 miliardi. Seguono i Paesi Bassi (462 miliardi di dollari) e il Regno Unito (443 miliardi di dollari). In coda alla top ten il Canada con 388 miliardi di esportazioni e il Belgio con 372 miliardi.
Settimo posto per l’Italia nella graduatoria degli importatori con un volume di 436 miliardi di dollari. Al primo posto gli Stati Uniti con 1.920 miliardi di dollari di import, segue la Germania con 910 miliardi e la Cina con 792 miliardi. Il Regno Unito al quarto posto con un import da 601 miliardi di dollari e il Giappone al quinto posto con 577 miliardi. La Francia precede l’Italia con 533 miliardi di beni importati, mentre chiudono la top ten i Paesi Bassi (416 miliardi), il Canada (357 miliardi) e il Belgio (356 miliardi).
Dall’ultimo rapporto della Wto, emerge che la crescita globale del commercio subirà un lieve rallentamento nel 2007 scendendo dall’8 per cento del 2006 al 6 per cento quest’anno. A determinare la flessione sono i rischi sui mercati finanziari e immobiliari e i forti squilibri dell’economia, che aumentano l’incertezza e le prospettive di una congiuntura economica e di un’espansione del commercio più debole negli anni a venire.
La crescita economica nel 2007 è prevista pari al 3 per cento, in calo rispetto al 3,7 per cento dello scorso anno. Nel 2006 l’economia e il commercio sono cresciuti “vigorosamente”, sottolinea l’Organizzazione mondiale per il commercio, e l’espansione del commercio all’8 per cento ha segnato il secondo massimo dal 2000. La crescita del Pil è stata più forte delle attese in Europa e in Giappone, mentre l’economia cinese e giapponese continuano a viaggiare a livelli record.
I Paesi in via di sviluppo, osserva ancora la Wto, sono cresciuti a livello record del 30 per cento, trainati dai più alti prezzi del petrolio e la Cina è ancora in testa. “La forte performance nel 2006 è una buona notizia, soprattutto per i progressi dei Paesi in via di sviluppo e meno sviluppati – afferma il direttore generale della Wto – ma deve esser consolidata. Le incertezze che restano di fronte ci mettono in guardia dal non perdere di vista la necessità di continuare a riformare l’economia mondiale”. Lamy sottolinea, inoltre, che “una conclusione positiva dei negoziati del Doha Round (per la liberalizzazione degli scambi a livello mondiale, ndr) rappresenta un grande potenziale per aumentare la crescita e ridurre la povertà”.
d. r.