WSJ: L’Italia ha le armi per resistere alla tempesta dei bond

3 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Italia rimandata a settembre. Può resistere alla tempesta dei bond, ma deve assolutamente avviare riforme per rilanciare la crescita. Questo è il succo dell’editoriale di Richard Barley, pubblicato oggi dal Wall Street Journal.

L’Italia potrebbe farcela, ma deve assumere misure più forti per gestire la situazione. “La struttura del debito italiano fa in modo che il paese abbia il tempo per rivedere i problemi strutturali e di competitività. Se usasse questa opportunità, revisionando il mercato del lavoro e il sistema istruzione, i rendimenti potrebbero iniziare a cedere”.

“Il paese può sopravvivere anche al forte rialzo dei tassi di interesse registrato”, che ha visto ieri raggiungere il 6,15%, in rialzo di un punto e mezzo percentuale circa da inizio anno. “Anche rendimenti al 7% sarebbero gestibili. Il problema principale è la crescita e la paura degli investitori”. L’aumento del costo del prestito del governo si sta riversando direttamente su quello delle società e delle banche, rischiando di trascinare ulteriormente al ribasso la crescita economica.

L’Italia ha un rapporto debito/Pil del 119% circa, con una crescita appena dello 0,1%. Secondo Morgan Stanley il debito paga interessi del 4% circa è ha una scadenza media di 7 anni. Fitch stima che se i rendimenti dovessero raggiungere il 7%, gli interessi salirebbero al 6,1% del Pil nel 2015, rispetto al 4,8% attuale. Il vantaggio del paese è che il bilancio primario (dunque non contando gli interessi) è in surplus.

“Nel mentre, il mercato rimane fragile a seguito del bailout alla Grecia, che ha creato un precedente per imporre delle perdite a chi investe in bond governativi. Moody’s può trovarsi costretta a ridurre il rating dell’Italia, visto che i dati sull’economia continuano a preoccupare. Anche la Spagna è in pericolo, e il problema si può presto allargare”.