Wlademir Biasia: bullish su euro e azionario dei mercati emergenti

27 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

“Siamo bullish sull’euro che, precisamente tra la fine dell’anno e gli inizi del 2011, potrà arrivare a toccare il target a 1.40-1.45 dollari, e riteniamo che anche l’oro continuerà a inanellare nuovi record (target 1.350-1.450 dollari l’oncia)”. Le stime sono di Wlademir Biasia, partner di WB Advisors.it, intervistato da Wall Street Italia, che vede “positivo” anche il mercato azionario.

“In questo contesto, siamo sicuramente bullish sui mercati azionari asiatici e dell’America Latina, in particolare su India, Brasile, Argentina, Indonesia, Malesia, Corea”.

Nel caso specifico di Piazza Affari, anche qui “siamo positivi -seppur in termini comparati la performance sarà meno forte rispetto ad altri listini, e per il Ftse Mib abbiamo un target a quota 22.500 punti entro la fine dell’anno”.

A chi si interroga sulla ripresa dell’azionario in generale, l’esperto risponde affermando che i mercati stanno scommettendo in generale su quelle misure di quantitative easing che il Fomc, nella sua ultima riunione del braccio di politica monetaria, si è detta pronta ad adottare ancora, in caso di bisogno. “Le misure di quantitative easing tendono a riflazione tutto il mercato, a portare inflazione. Le aspettative sull’inflazione tendono a una rivalutazione dei beni reali, e dunque delle azioni e dell’oro (che stanno infatti salendo entrambi”.

Ma queste manovre di iniezione di liquidità da parte della Fed ci saranno davvero? Per Biasia la risposta è positiva.

“L’economia Usa non sta andando bene, e in generale anche nel resto del mondo occidentale non si può parlare di una crescita robusta”, afferma Biasia. Guardando nello specifico agli Stati Uniti, la prova del nove è “nell’elevato tasso di disoccupazione. Dunque, le misure di quantitative easing ci saranno, in quanto la Fed è praticamente costretta a intervenire. E noi prevediamo che la prossima mossa, attraverso l’incremento della base monetaria, ci sarà dopo le elezioni americane”.

Tutto ciò “nuoceràovviamente al dollaro”. Di qui, la forza dell’euro, che beneficia più che altro della “debolezza strutturale” del biglietto verde. “Basta guardare al Dollar Index, che recentemente ha dato segnali preoccupanti, e che da area 79 punti in cui si trova ora potrebbe arrivare nel medio periodo a scendere a 73 punti, riavvicinandosi ai minimi dello scorso anno testati a dicembre”, continua Biasia.

Le stime di un euro/dollaro a 1.40-1.45 potrebbero “essere riviste dunque anche al rialzo. Bisogna ricordare tuttavia che permane il problema dei debiti sovrani in Europa, e che il trend della moneta unica dipenderà anche da questo fattore”. Dunque, “nel breve periodo è possibile che, raggiunta quota 1.40 sul dollaro, l’euro farà una breve pausa con correzione verso 1.37-1.33”.

In generale, però, la moneta unica continuerà a salire; e lo spettro di un aumento dell’inflazione continuerà a essere scontato anche dai metalli preziosi e dalle materie prime, in quanto è anche qui che gli investitori continueranno a rifugiarsi.

Infine, fermo restando che ci saranno anche “attività speculative, nel medio termine i prezzi dell’argento, che ora viaggiano in corrispondenza di 21,22 dollari, potranno arrivare a toccare un valore anche doppio rispetto a quello attuale, tornando a testare nel medio periodo quei valori di inizi anni ’80, pari a 41 dollari”.