Wikileaks svela anticipazioni su trattato libero commercio

5 Giugno 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – WikiLeaks torna a colpire. L’organizzazione di Julian Assange ha rilasciato 17 documenti segreti che rivelano nuovi dettagli, oltre ad altri già svelati nei mesi scorsi, sulle trattative sul Tisa, ovvero il Trade In Services Agreement, un accordo di liberalizzazione che coinvolge Stati Uniti, Ue e altri 23 paesi mondiali – tra cui Israele, Pakistan e Turchia – nell’ambito del mercato di servizi fondamentali, come trasporti, commercio, sanità.

Si tratta di testi che avrebbero dovuto rimanere nascosti per cinque anni.

L’accordo in questione è oggetto di forti critiche. Secondo la Federazione internazionale dei lavoratori dei trasporti (ITF), nei documenti TISA “non sarebbe presente alcuna discussione sugli standard di sicurezza”. Inoltre favorirebbe gli Stati Uniti, creando al contempo vuoti nelle economie europee e nipponica.

Le nuove disposizioni in materia di privacy e trasferimento di dati degli utenti, impedirebbero agli stati membri UE di richiedere alle aziende americane come Google e Facebook di conservare dati su server localizzati nel Vecchio Continente e quindi sottoposte alla normativa di accesso e conservazione locale i dati dei cittadini europei.

Il Giappone, per esempio, esprime perplessità circa la possibilità prevista dal TISA che professionisti stranieri offrano i propri servizi in un paese senza bisogno di una presenza fisica sul territorio nazionale: un obbligo spesso richiesto per assicurare la protezione del consumatore.

Per quanto riguarda la regolamentazione locale, secondo un gruppo di Ong riunite in Ourwolrdisnotforsale.org, l’obiettivo del testo punterebbe invece a “le leggi e i regolamenti statali che rendono più difficile per le multinazionali vendere i loro servizi in altri paesi, dominando così il mercato locale e massimizzando i propri profitti”.

L’accordo, che è oggetto di discussione a porte chiuse dall’inizio del 2013, copre un mercato, quello dei servizi, che secondo Wikileaks rappresenta oggi quasi l’80 per cento delle economie degli Stati Uniti e dell’Unione europea.

(mt-DaC)