WALL STREET VOLATILE, TRIMESTRE CONTRASTATO

30 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

L’incertezza e la volatilita’ continuano a dominare sui mercati azionari americani, come dimostrano i recenti movimenti disordinati del listini, causati dalle alternanti fasi rialziste e ribassiste di brevissimo termine. Gli indici hanno chiuso la seduta in leggero rialzo, dopo essere arrivati a segnare pesanti perdite a meta’ giornata.

Il Dow Jones (sceso fino ad un minimo intraday di 12242 -106 punti) ha guadagnato lo 0.05% a 12353, l’S&P500 ha ceduto lo 0.12% a 1420, il Nasdaq e’ avanzato dello 0.16% a 2421. Le performance trimestrali dei tre indici sono rispettivamente di -0.9%, +0.2%, +0.3%.

Contrastati i numerosi dati macro diffusi in mattinata, mentre la situazione geopolica resta ancora molto dubbiosa tra Iran e Inghilterra per via dei 15 marinai catturati alla fine della scorsa settimana. Un nuovo annuncio da parte del Dipartimento del Commercio Usa, destinato ad alterare i rapporti di scambio tra Stati Uniti e Cina, ha inoltre costituito un ulteriore elemento di preoccupazione per gli operatori.

Gli ultimi numeri macro hanno evidenziato una ripresa dell’attivita’ manifatturiera, accompagnata pero’ da un’ulteriore impennata dell’inflazione e da un calo della fiducia dei consumatori.

Nel mese di febbraio sia la spesa al consumo che
il reddito personale sono saliti entrambi dello 0.6% oltre le attese degli economisti (pari a +0.3%). L’indice “core” dei prezzi al consumo e’ pero’ cresciuto dello 0.3% battendo le stime del mercato che erano per un rialzo piu’ contenuto pari a +0.2%. Il rapporto non e’ da ritenersi di certo rassicurante in relazione alle decisioni di politica monetaria da parte della Fed, in quanto ha mostrato un’accelerazione imprevista e indesiderata della dinamica dei prezzi oltre il tetto di tolleranza stabilito dalla Banca Centrale (2.4% vs. 2%).

Bene l’indice Chicago PMI, cosi’ come la spesa per le costruzioni, rivisto al ribasso, invece, il dato sulla fiducia Michigan ai minimi livelli degli ultimi sei mesi.

A far scattare le vendite sui listini a meta’ giornata sono state le dichiarazioni del Dipartimento del Commercio Usa relative all’applicazione di dazi sulle importazioni di carta dalla Cina.

La notizia ha avuto ripercussioni anche sul comparto valutario, con il dollaro indebolitosi nei confronti delle principali valute internazionali. Il calo del biglietto verde potrebbe bloccare l’acquisto di asset americani (prevalentemente bond) da parte dei cinesi gravando sulla crescita economica e sui consumi. Nel tardo pomeriggio di venerdi’ a New York l’euro viene scambiato in rialzo contro il dollaro a quota 1.3356 (massimo intraday 1.3402), a sua volta scambiato in ribasso contro lo yen a 117.85.

Nel comparto energetico il petrolio ha ceduto parte dei recenti guadagni chiudendo la sessione giornaliera in calo. I futures con consegna maggio sono arretrati a $65.87, segnando cosi’ il primo calo in otto sedute. Restano nettamente positive le performance settimanale e mensile, rispettivamente di +5.8% e +4.5%.

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Sul fronte societario, tra i titoli del Dow Jones i maggiori rialzi sono stati segnati da Caterpillar ([[CAT]]), Verizon ([[VZ]]) e AT&T ([[T]]), questi ultimi due spinti dal contratto voluto dall’Amministrazione Generale dei Servizi Usa per nuovi progetti sulle telecomunicazioni (selezionato anche Qwest Communications ([[Q]]) tra i fornitori). In ribasso, invece, Genarl Motors ([[GM]]), Exxon Mobil ([[XOM]]) e Boeing ([[BA]]).

Nel comparto hi-tech, in evidenza il calo di Dell ([[DELL]]) (arrivato a cedere il 6%, ridimensionatosi nelle ore successive fino a -0.90%) causato dal posticipo della presentazione del rapporto annuale (10-k) per via di errori contabili.

In forte rialzo (+11.43%) invece le azioni della societa’ di chip PMC-Sierra ([[PMCS]]) grazie all’annunciato piano di ristrutturazione interna che permettera’ al gruppo una considerevole riduzione dei costi (visita la sezione Titoli Caldi per i dettagli).

Il gigante dell’acciaio U.S. Steel ([[X]]) ha esteso i propri interessi nel settore petrolifero attraverso l’acquisizione di Lone Star Technologies ([[LSS]]) per $2.1 miliardi.

Sugli altri mercati, l’oro ha chiuso in leggero progresso: i contratti con consegna giugno sul metallo prezioso sono avanzati di $1.40 a $669.00 l’oncia. In calo i titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.6480% dal 4.6320% di giovedi’.