WALL STREET VOLA SULLA FIDUCIA DEI CONSUMATORI

27 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

La giornata di contrattazioni sulle borse USA si chiude con un trionfo per il Dow Jones, che spinto dal dato sulla fiducia dei consumatori in marzo chiude oltre quota 9.900 punti.

Dallo scorso venerdi’ l’indice delle Blue Chips americane ha guadagnato quasi 900 punti, pari al 9,4% (in valore, si tratta di circa $ 1000 miliardi), nonostante nell’ultima ora di contrattazioni di oggi sia scattato il blocco degli ordini automatici di acquisto.

Molto positivo anche il Nasdaq, che ha guadagnato oltre il 2% ha chiuso a un soffio da quota 2.000 punti, persa il 13 marzo 2001.

Il Nasdaq ha chiuso a 1.972,23 (+2,80%), il Dow Jones ha chiuso a 9.947,54 (+2,68%), l’ S&P 500 a 1.182,18 (+2,56%) e il Russell 2000 a 452,88 (+1,23%).

A scatenare la valanga di acquisti e’ stato il dato sulla fiducia dei consumatori relativo al mese di marzo, nettamente al di sopra delle attese, che ha creato negli investitori la speranza di un rapido recupero dell’economia USA, e nella fine di uno dei piu’ lunghi periodi di bilanci societari negativi che si ricordi.

L’indice che misura la fiducia dei consumatori americani e’ salito in marzo a quota 117 punti; lo ha comunicato questa mattina il Conference Board, una societa’ privata di ricerca di New York.

Il dato e’ arrivato inaspettato, con i principali economisti di Wall Street che si attendevano un ennesimo ribasso dovuto principalmente alla difficile situazione in cui si trovano i mercati azionari USA.

Come ha spiegato Lynn Franco, direttore del Conference Board, “il rialzo della fiducia dei consumatori americani e’ legato alla crescita delle aspettative economiche e di impiego nei prossimi sei mesi. La percentuale di chi si attende una ripresa nei prossimi sei mesi e’ cresciuta in marzo di 4,1 punti portandosi al 15,4%”.

Peter Cardillo, chief strategist e direttore della ricerca per Westfalia Securities, ritiene che “finalmente abbiamo una notizia positiva macroeconomica accettata bene anche da Wall Street. La percezione e’ che si possa avere un recupero dell’economia nella seconda meta’ dell’anno”.

Non tutti gli analisti condividono l’ottimismo di Cardillo. Secondo Terry Danish, technical strategist per Investec Ernst & Co, “quello che stiamo osservando e’ solo un rimbalzo da una situazione di profondo ipervenduto”.

Danish aggiunge che “c’e’ comunque ancora un considerevole spazio a disposizione del Dow per crescere, dato che le resistenze piu’ vicine non iniziano prima dei 9.983 punti”.

Il rinato spirito di fiducia degli investitori ha permesso di passare oltre le speranze deluse di un prossimo taglio dei tassi d’interesse USA, e le ennesime cattive notizie dal fronte societario, con il settore high tech ancora sotto i riflettori.

In mattinata un discorso del presidente della Federal Reserve Bank Alan Greenspan, all’interno di una conferenza organizzata a Washington D.C dalla National Association for Business Economics, non ha dato alcun segnale di un intervento d’urgenza sui tassi.

Greenspan ha evitato l’argomento monetario, ribadendo la tesi gia’ nota secondo cui vi e’ bisogno di ulteriori analisi sullo stato dell’economia USA prima di ulteriori interventi sui tassi.

Ancora sotto pressione il settore semiconduttori, dopo i ‘profit warning’ di ieri da parte di PMC Sierra e Conexant e i ‘downgrade’ fioccati sui titoli del comparto.

Oggi e’ toccato a Vitesse, altro gigante del settore, abbassare le proprie stime relative agli utili del secondo trimestre. Gli utili per azione di Vitesse saranno pari a 10-11 centesimi, e non a 21-22 centesimi come previsto in precedenza.

Cattive notizie anche dal settore telefoni cellulari. Nokia, il primo produttore al mondo di telefoni cellulari, e Ericsson, il terzo produttore, hanno annunciato licenziamenti rispettivamente per 400 e 3.300 dipendenti, nel tentativo di tagliare i costi, di fronte alla riduzione delle vendite causata dal rallentamento economico.

Il generale clima di euforia ha permesso pero’ al Philadelphia Semiconductor Index, l’indice piu’ rappresentativo del settore, di chiudere la giornata leggermente in attivo.

Sui listini in generale hanno mostrando una tendenza al rialzo il settore archiviazione dati, servizi di telecomunicazione, infrastrutture per le telecomunicazioni, personal computer, software, cartario.

In calo invece il settore auto, grande distribuzione, infrastrutture per le comunicazioni, servizi petroliferi.

Tra i titoli che oggi hanno strappato rialzi d’eccezione sulle borse americane:

1) Leslie Fay Company (LFAY – Nasdaq) – +51,00%;
2) EDEN Bioscience (EDEN – Nasdaq) – +34,75%;
3) Braun Consulting (BRNC – Nasdaq) – +34,41%;
4) Parsight (PHST – Nasdaq) – +34,09%;
5) Repligen (RGEN – Nasdaq) – +32,43%.

I ribassi si sono invece particolarmente accaniti contro:

1) Warnaco Group (WAC – Nyse) – -59,05%;
2) Supergen (SUPGZ – Nasdaq) – -48,08%;
3) META Group (METG – Nasdaq) – -32,69%;
4) HomeBase (HBI – Nyse) – -31,25%;
5) UFP Technologies (UFPT – Nasdaq) – -27,78%.

Tra i principali titoli in movimento quest’oggi a Wall Street:

Nel settore delle telefonia:

Continua il periodo negativo per i produttori di telefoni cellulari. Dopo l’americana Motorola (MOT – Nyse), anche la finlandese Nokia (NOK – Nyse) e la svedese Ericsson (ERICY – Nasdaq) hanno annunciato tagli alla forza lavoro, rispettivamente per 400 e 3.300 unita’. Il titolo Ericsson ha chiuso la seduta in rialzo di quasi il 15%, il titolo Nokia ha chiuso sostanzialmente invariato, mentre il titolo Motorola ha perso oltre il 2,5%.
(Vedi Tlc: Ericsson e Nokia annunciano licenziamenti)

Il titolo AT&T (T – Nyse) ha guadagnato oltre il 2,5%. Secondo il Wall Street Journal il gigante delle tlc USA sarebbe in trattativa con British Telecom per una fusione delle rispettive divisioni operanti nei servizi per la clientela business.

Nel settore delle infrastrutture per le telecomunicazioni

Il titolo Cisco Systems (CSCO – Nasdaq) ha chiuso le contrattazioni in rialzo di oltre l’ 1%. Ieri le azioni del gigante delle infrastrutture per le telecomunicazioni avevano toccato il nuovo minimo sui 12 mesi, finendo la seduta a quota $17,6.

Il titolo Lucent Technologies (LU – Nyse) ha perso oltre il 2%. L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha annunciato che considerera’ le emissioni obbligazionarie della societa’ alla stregua di “junk bond”, fino a quando Morgan Stanley, la banca d’affari che assiste Lucent, non sottoscrivera’ almeno $1,6 miliardi del debito della societa’. Lo scrive il Financial Times di martedi’.

Nel settore industriale:

Il titolo General Electric (GE – Nyse) ha chiuso in rialzo di quasi il 5%. Secondo il Wall Street Journal, la societa’ lussemburghese Societe Europeenne des Satellites (SES) sarebbe vicina all’acquisizione della divisione di GE operante nella realizzazione di satelliti geostazionari. L’operazione avrebbe un controvalore di $5 miliardi.

Nel settore dei semiconduttori:

Il titolo Vitesse (VTSS – Nasdaq) ha terminato la seduta odierna in ribasso di quasi il 16%. Questa mattina la societa’ ha annunciato un ‘profit warning’ relativo al secondo trimestre dell’anno. Vitesse si attende adesso un utile per azione compreso tra i 10 e gli 11 centesimi, contro la precedente stima degli analisti di Wall Street pari a 20 centesimi per azione.

Nel settore dei beni di largo consumo:

Johnson & Johnson (JNJ – Nyse) ha annunciato ufficialmente l’acquisizione della societa’ farmaceutica Alza (AZA – Nyse) per un controvalore complessivo di $10,5 miliardi. L’operazione avverra’ tramite scambio azionario. Johnson & Johnson offrira’ 0,49 azioni proprie ogni azione di Alza. Il titolo JNJ ha perso il 3%, mentre il titolo Alza ha chiuso sostanzialmente invariato.