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Wall Street vira in positivo, chiude la settimana in rialzo

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New York – Wall Street vira in positivo, mettendo per un giorno da parte i problemi dell’Europa evidenziati dagli ultimi dai macro, che non dicono in fin dei conti nulla di nuovo, ma confermano il momento di debolezza del Vecchio Continente e dunque l’impatto negativo per l’intera ripresa economica globale. Il tutto in vista di un fine settimana di fuoco, in cui verra’ messo in moto il piano di salvataggio delle banche spagnole e in cui saranno annunciati nuove cifre macro dalla Cina.

Il tentativo di rimonta e’ favorito dalle parole del presidente americano Barack Obama che ha affermato che l’Europa puo’ farcela e che il Vecchio Continente ha il sostegno degli Stati Uniti. L’indice Dow Jones ha registrato un avanzamento dello 0,74% a 12553,75 punti. Il mercato americano ha virato in positivo dopo il discorso del presidente Barack Obama che ha invitato il Congresso Usa ad agire subito per rafforzare l’economia americana. In rialzo anche il Nasdaq che ha guadagnato lo 0,97% a 2858,42 punti.

A livello settoriale, fanno meglio del mercato tecnologici e small cap. Particolarmente colpiti dalle lettera sono i titoli energetici, mentre i gruppi di telecomunicazione si muovono in buon rialzo. Tra le blue chip, McDonald’s e Bank of America accusano i cali piu’ consistenti. Il paniere industriale cerchera’ di estendere la striscia positiva di tre sedute.

Intanto materie prime sotto pressione, con il petrolio che si rende protagonista della serie settimanale negativa piu’ lunga degli ultimi 13 anni. Male anche l’euro, che scivola in area $1,2450.

In Usa tutti sanno che il debito pubblico e’ enorme. Quello che sorprende e’ che le cose stanno migliorando e non peggiorando. Pian piano, l’economia maggiore al mondo sta riducendo il peso debitorio, mettendo riparo ai danni compiuti in 10, 20 o 30 anni di eccessi. Il rapporto tra debito e Pil e’ sceso dal 3,73 volte a 3,36, calando al ritmo piu’ sostenuto dal 1950.

Il gap della bilancia commerciale si e’ ristretto in aprile, con le importazioni che hanno offuscato il primo calo delle esportazioni negli ultimi cinque mesi. Il deficit si e’ ridotto del 4,9% a $50,1 miliardi dai $52,6 miliardi di marzo. Le attese erano in media per una cifra pari a $49,5 miliardi.

L’indice S&P500 dovrebbe comunque chiudere la settimana in positivo, con la migliore avanzata settimanale dell’anno. Ad ora il listino è su +3,2%, la migliore variazione nell’arco di una settimana dal 23 dicembre. Dal picco toccato nel 2012 comunque, il 2 di aprile, l’indice si trova sotto -9,9%.

Le esportazioni tedesche hanno registrato un calo oltre le attese degli analisti, mentre la produzione industriale italiana ha subito un crollo in aprile, con -9,2% su base annua. Si tratta del calo peggiore dal novembre del 2009. Rispetto a marzo, la produzione è scesa -1,9%, mentre nella media dei tre mesi inclusi tra febbraio e aprile l’indice la flessione è stata pari a -2,5% rispetto al trimestre precedente.

Nel ricordare il momento di difficoltà attraversato dal sistema bancario iberico, il governatore della Banca di Spagna ricorda che i forti problemi di finanziamento continueranno ad essere un fattore pericoloso per la stabilità del paese nel medio periodo.

Intanto un rappresentante della Commissione europea dichiara di non aver alcune notizie su richieste di aiuti da parte della Spagna. Nella giornata di ieri l’agenzia di rating Fitch ha declassato il merito di credito del paese a BBB, citando il maggiore costo per andare in soccorso alle banche spagnole, da €90 a €100 miliardi, in uno scenario di stress.

Tra i titoli societari, in calo Exxon Mobil, soffre della ritirata registrata dal greggio in giornata, che al momento cede circa 3 punti percentuali.

Male anche i principali titoli bancari, quali Bank of America, Citigroup e JPMorgan,, in calo di circa l’1%.

Dal fronte economico degli Stati Uniti, attesi i dati sulla bilancia commerciale alle 14.30, insieme alle rilevazioni sul tasso di disoccupazione. Alle 16.00 scorte di magazzino dei grossisti.

In ambito valutario, l’euro cede lo 0,76% a $1,2468 e lo 0,83% sullo yen a JPY 99,23. Dollaro/yen -0,08% a JPY 79,60.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures -2,44% a $82,75. Quotazioni oro -0,50% a $1.580,10 l’oncia. Quanto ai Treasuries, i rendimenti sul decennale cedono 5,3 punti base all’1,59%.