WALL STREET: VERSO UN’ALTRA BOLLA?

1 Febbraio 2001, di Redazione Wall Street Italia

I titoli high-tech hanno perso gran parte del loro valore con il crollo del Nasdaq, e ora potrebbe essere giunto il turno dei titoli della vecchia economia.

Miliardi di dollari sono infatti stati ridiretti verso i soliti favoriti, quali farmaceutici e nomi riconoscibili – Coca-Cola e Gillette – e li hanno fatti balzare a livelli record.

I farmaceutici hanno ora raggiunto le valutazioni piu’ alte dell’ultimo decennio con il rapporto prezzo utili di Schering-Plough (SGP – Nyse) ad esempio a 36, in aumento da aprile del 38%, quello di Eli Lilly (LLY – Nyse) a 35, in crescita del 30% e quello di Merck (MRK – Nyse) a 34, il 31% in piu’.

Il settore della biotecnologia e’ a livelli anche maggiori e sebbene l’indice Standard & Poor’s 500 abbia un rapporto prezzo/utili di 25, ben 73 societa’ sono scambiate a oltre 40 volte gli utili. Coca-Cola (KO – Nyse) e’ venduta a 80 volte, Colgate-Palmolive (CL – Nyse) a 37 e Gillette (G – Nyse) a 42.

“Se cadiamo in una recessione, lo S&P e’ ancora troppo elevato”, mette in guardia Leon Cooperman dei Omega Advisors.

Anche alcuni titoli high-tech rimangono sopravvalutati nonostante la caduta.
Cisco Systems (CSCO – Nasdaq) ha perso il 50% del valore, ma viene comunque scambiato a 93 volte gli utili, Qualcomm (QCOM – Nasdaq) a 96, Siebel Systems (SEBL – Nasdaq) a 214 e Juniper Networks (JNPR – Nasadq) a 432.

Alcuni operatori, basandosi sul fatto che il Nasdaq e’ sceso del 50% dai massimi di marzo, ma che lo S&P 500 e’ in calo solo del 13% e il Dow Jones dell’8,8%, considerano un declino altamente possibile – dopo una ripresa del 15%-25% seguente le vendite per ragioni fiscali. Il Nasdaq potrebbe scendere a 1800 se gli utili del 2001 fossero deludenti.

La ripresa, poi, potrebbe richiedere – secondo dati storici – da 8 mesi a 15 anni.

Secondo Gerald Frey, gestore di portafoglio di Delaware Group, il Nasdaq impieghera’ 3-4 anni per tornare a quota 5000.

Preoccupa l’indebitamento per l’acquisto a margine che, a $219 miliardi, rimane molto alto – oltre il livello euforico del novembre 1999. Il che significa che gli investitori ad alto rischio non hanno abbandonato il mercato.

Non solo. I fondi comuni sono riusciti ad aggiungere $8,8 miliardi a novembre; un calo del 54% rispetto al mese precedente, ma non una fuga dal settore.

L’analista Harold Ehrlich paragona il declino a quello che successe nel 1961-62 quando quasi il 25% dei titoli della Big Board persero il 50% dai loro valori massimi e parecchie societa’ non riuscirono a rifarsi delle perdite fino alla fine del decennio.