WALL STREET VERSO L’ALTO, ANNULLA PERDITE

5 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Dopo quasi due ore e mezzo dall’avvio delle contrattazioni Wall Street si allontana con decisione dai minimi di giornata portandosi al top intraday. Anche i listini europei hanno tentato di arginare le perdite che restano di un certo peso per Atene, che ha chiuso con un calo del 4%, Madrid ha ceduto circa il 2% mentre Lisbona ha perso l’1.5%.

Il Dow, dove titoli energetici e risorse di base si difendono mentre le costruzioni figurano tra i settori peggiori, cede lo 0.01% a 10925 (-2 punti), il Nasdaq limita le perdite a un -0.2% a 2419 (-5 punti) mentre l’S&P 500 scivola passa in positivo a 1175 (+1 punti) guadagnando lo 0.08%.

La parola chiave resta sempre Grecia (e relativo rischio contagio ad altri paesi del sud Europa) ma gli operatori americani tornano a concentrarsi su risultati societari e i segnali della ripresa a stelle e strisce in atto. “Gran parte delle notizie arrivate dal fronte societario sono positive e forniscono segnali che stanno andando nella giusta direzione”, ha detto Kevin Kruszenski, direttore nazionale di KeyBanc Capital Markets.

Ad aver gettato all’inizio della seduta nuovamente nel panico gli investitori e’ stata la notizia che Moody’s potrebbe peggiorare il suo giudizio sul debito del Portogallo (attualmente pari a AA2), attualmente sotto osservazione. Non e’ escluso un declassamento di due gradini. L’analisti durera’ al massimo tre mesi ed e’ legata al peggioramento delle finanze del paese.

Le pressioni restano anche sulla Spagna, all’indomani delle smentite da parte del premier Zapatero e dell’Fmi su voci di una richiesta di aiuti da 280 miliardi di euro. Lo stesso Zapatero e’ tornato oggi alla ribalta ribadendo l’impegno a ridurre il deficit pubblico al 3% entro il 2013 contro l’attuale 11.2%. Sul fronte delle spese pubbliche, ha aggiunto, gia’ per il 2010, ci saranno risparmi per 5 miliardi di euro. Il mercato resta scettico, visto che gia’ stamane il costo per assicurarsi contro un default dei due paesi aveva toccato nuovi record. Di conseguenza l’euro si spinge ben sotto i minimi dell’aprile 2009 raggiunti ieri, sfondando non solo quota $1.30 ma anche $1.29.

Intanto in Grecia sono aumentate le pressioni contro un piano di austerita’ che si dubita verra’ rispettato. Il bilancio delle proteste e’ al momento di almeno tre morti.

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Tornando alle trimestrali americane, Time Warner batte le attese (ma il titolo cede lo 0.46%) grazie all’andamento di box office e tv via cavo. Gli utili per azione hanno raggiunto $0.62 da $0.55 dello stesso periodo dell’anno scorso, meglio di $0.49 attesi dal mercato.

Delude, e di molto, il produttore di navigatori satellitari Garmin (-8.58%), che gia’ cedeva il 12% nel pre-mercato. I profitti scendono a $0.19 da $0.24. Flessione dell’1% a $431 milioni per i ricavi. Giu’ anche News Corp dopo risultati non piaciuti ai broker.

Nel settore farma, cede terreno Intermune (-76.21%) dopo il crollo del 77% ieri nell’after hours. La Fda ha chiesto ulteriori dati per il farmaco Esbriet dedicato a pazienti con fibrosi polmonare. Nel comparto petrolifero, promozione per BP al centro di una crisi legata al disastro nel Golfo del Messico. Il broker Panmure Gordon ha portato il giudizio a Buy da Sell sostenendo che il mercato a reagito in maniera spropositata alla marea nera che il gigante britannico sta tentando di fermare.

Tra i titoli finanziari, Goldman Sachs guadagna lo 0.78%. Fitch ha confermato il rating di lungo termine ma tagliato a negativo l’outlook. Citigroup invece cede l’1%.

Sul fronte macro, positivo e’ stato il dato sul settore privato che ha creato 32 mila nuovi posti di lavoro. Invariato, invece, l’Ism Servizi. Settore, quest’ultimo, che raccoglie l’80% della forza lavoro Usa. Buone notizie dal settore immobiliare: l’indice sui mutui la settimana scors è salito del 4%. Le richieste di prestiti per l’acquisto di case sono cresciute del 13%, ai massimi da ottobre.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio perdono quota. I futures con consegna giugno subiscono un calo del 2.59% (-$2.14) attestandosi a quota $80.64 al barile. Sul valutario la moneta unica viaggia a $1.2884 (-0.80%). L’oro guadagna $3.20 (+0.27%) in area $1172.40 circa. Il rendimento sul benchmark decennale si attesta al 3.5400% dal 3.6130% di ieri