WALL STREET VEDE ROSSO: EURO GIU’, NERVI TESI

6 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Partenza all’insegna delle vendite alla Borsa americana penalizzata dall’instabile situazione fiscale dei Paesi periferici dell’area euro. Moneta unica che, colpita dalle parole di Moody’s sulla minaccia reale di un contagio della crisi del debito ellenico, e’ scivolata sotto quota $1.27 per la prima volta dall’11 marzo 2009. Al momento la valuta si e’ stabilizzata in area $1.2740.

Il Dow Jones cede lo 0.26% a quota 10839.63, il Nasdaq lo 0.48% in area 2390.86, mentre l’S&P 500 lascia sul campo lo 0.32% a 1162.13 punti. Il Dollar Index nel frattempo si e’ issato sui massimi di 52 settimane.

Intervenendo subito dopo la decisione della Banca Centrale Europea di mantenere lo status quo sui tassi della moneta unica all’1%, Trichet nel frattempo ha voluto rassicurare tutti sul pericolo di contagio della crisi fiscale greca, precisando che il Portogallo non e’ nella stessa barca. Gli investitori sembrano pero’ non credergli.

Anche perche’ Moody’s ha lanciato un nuovo allarme, segnalando che la minaccia di un’espansione a macchia d’olio della crisi ellenica, che rappresenta una pericolo molto serio per i sistemi bancari dell’Europa periferica, potrebbe diventare “un tema comune”.

L’agenzia, che si e’ presa tre mesi di tempo per valutare se bocciare o meno il rating sul credito del Portogallo, ha detto che i sistemi finanziari dei PIIGS, cosi’ come del Regno Unito, insomma degli STUPID, stanno “spostando sempre piu’ il focus dei mercati”.

Nel frattempo il numero uno della Federal Reserve Ben Bernanke ha sottolineato che ci sono ragioni per essere ottimisti sull’outlook delle attivita’ di prestito degli istituti finanziari statunitensi.

Restando all’interno dei confini Usa, le richieste di sussidio di disoccupazione hanno deluso le attese, ma sono diminuite per la terza settimana di fila. Domani il governo annuncera’ le cifre relative al rapporto mensile sull’occuopazione nel settore non agricolo, da cui gli analisti si attendono in media la creazione di 187 mila posti di lavori e un tasso di disoccupazione invariato al 9.7%. La produttivita’ ha invece mostrato un rialzo del 3.6% nel primo trimestre, che e’ stato migliore del previsto.

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In Europa sono invece tornati, anche se non senza qualche esitazione, gli acquisti, nonostante restino le proccupazioni sul debito sovrano di Grecia e altri paesi dell’Eurozona, Portogallo e Spagna in primis. Intanto S&P non ha commentato le voci che circolano nel mercato di una possibile bocciatura per l’Italia.

Non a caso l’euro continua ad indebolirsi contro il dollaro, segno che gli investitori continuano ad avere dubbi sulla reale capacita’ di Atene nel tenere fede a un piano di austerita’ approvato questa mattina. La valuta europea viaggia ai minimi di 14 mesi. Ora l’attenzione e’ rivolta alle dichiarazioni del numero uno della Bce, che ha da poco confermato i tassi di interesse all’1%.

C’e’ da dire che Madrid ha superato la prova del mercato con l’asta odierna di titoli di stato a 5 anni da $3 miliardi, che ha registrato una forte domanda anche se il rendimento che deve pagare e’ il piu’ alto dal 2008: e’ pari al 3.532%, lo 0.716% in piu’ della stessa asta realizzata 9 settimane fa.

A livello di notizie societarie, nel complesso deludono le vendite delle principali societa’ retail, come Target, Costco Wholesale e JC Penney, che in aprile hanno fatto peggio del previsto.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio perdono quota. I futures con consegna giugno subiscono un calo di $0.58 attestandosi a quota $79.39 al barile. L’oro guadagna $7.80 in area $1182.80 circa. Il rendimento sul benchmark decennale si attesta al 3.54% dal 3.5500% di ieri.