WALL STREET: UNA SETTIMANA NEL SEGNO DELLA FED

8 Maggio 2006, di Redazione Wall Street Italia

Contenute variazioni per gli indici americani, con gli operatori gia’ proiettati alla giornata di mercoledi’ in cui verra’ comunicata la decisione della Federal Reserve sui tassi d’interesse. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0.06% a 11584, l’S&P500 ha ceduto lo 0.08% a 1324, il tecnologico Nasdaq e’ avanzato dello 0.10% a 2344. Le numerose notizie di fusioni e acquisizioni societarie, e il nuovo calo del greggio, non hanno prodotto la spinta necessaria per una convinta estensione dei recenti rialzi.

Mercoledi’ prossimo e’ atteso l’incontro della Banca Centrale Usa relativo alla decisione sul costo del denaro. Anche se e’ ampiamente scontato un rialzo dei fed funds di un quarto di punto percentuale, dall’attuale 4.75% al 5%, gli operatori sono alla ricerca di nuovi segnali ed informazioni che possano indicare l’atteggiamento futuro di Bernanke e& Co in ambito di politica monetaria.

I forti dubbi che circondano l’incontro di giugno stanno mettendo un freno agli investitori, ignari delle future mosse della Fed. Il tanto atteso stop al ciclo rialzista potrebbe gia’ materializzarsi nel prossimo mese, ma nulla toglie che i dati macro, che verranno rilasciati da qui alla data della prossima decisione, non constringano la Fed a proseguire sulla via delle strette creditizie.

Per la giornata odierna, in assenza di dati macro, gli operatori hanno potuto seguire con maggiore attenzione gli sviluppi societari e l’andamento del comparto energetico. Numerose le operazioni di M&A, tipiche del lunedi’.

Berkshire Hathaway, la societa’ d’investimento capeggiata da Warren Buffett, ha raggiunto un accordo per l’acquisizione dell’80% del gruppo israeliano Iscar per un corrispettivo di $4 miliardi. L’oracolo di Omaha (come viene soprannominato Buffett) ha annunciato ulteriori investimenti in Europa e Giappone per il prossimo anno.

La banca d’affari Wachovia, la quarta maggiore degli Stati Uniti, ha annunciato che acquisira’ il gruppo californiano Golden West Financial. L’operazione si aggira intorno ai $26 miliardi, da pagarsi in titoli e contanti. Il titolo Wachovia ha perso piu’ del 6%, mentre GDW e’ arrivato a segnare un rialzo massimo intraday del 7.8%.

Nel comparto tecnologico, infine, Thermo Electron e Fisher Scientific International, due societa’ sviluppatrici di apparecchiature mediche, hanno annunciato una fusione attraverso un’operazione valutata circa $10.6 miliardi.

Relativamente all’andamento dei singoli titoli, molto bene il colosso dei semiconduttori Intel, che ha beneficiato di una serie di upgrade. INTC ha messo a segno un rialzo del 3.12%, risultando il miglior componente del Dow Jones.

Bene anche il gigante delle bibite, Coca Cola, i cui ricavi, a giudizio degli analisti di Bank of America, cresceranno grazie ad una sostenuta crescita organica ed un aumento dei volumi di vendita.

Nel comparto energetico, il greggio ha ripreso a cedere terreno grazie all’apertura dell’Iran ad una risoluzione della crisi internazionale, testimoniata dalla lettera inviata dal presidente iraniano Ahmadinejad al presidente degli Stati Uniti, George W.Bush. Il greggio ha chiuso ai minimi di un mese, a quota $69.77 al barile, cedendo lo 0.6% (42 centesimi). Va comunque segnalato che durante le contrattazioni e’ arrivato a toccare un minimo di seduta di $68.25.

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Sugli altri mercati, l’oro ha interrotto la serie di rialzi, durata ben sette sessioni consecutive. I contratti futures con scadenza giugno sono arretrati di $4.40 a $679.90 all’oncia. Sul valutario, euro in lieve flessione al dollaro. Nel tardo pomeriggio di lunedi’ a New York il cambio e’ a quota 1.2711. In calo i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 5.119%.