WALL STREET: UN DEBOLE AVVIO DI SETTIMANA

15 Settembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Apertura di settimana a velocità ridotta per Wall Street. Sulla prima Borsa mondiale si sono fatti sentire, in prima battuta, gli effetti di dati macroeconomici non troppo esaltanti e, in seconda, i timori per l’avvicinamento dell’uragano Isabel alla costa Est del Paese.

L’arrivo di Isabel, atteso per giovedì prossimo, ha già iniziato ad allarmare le compagnie assicurative, preoccupate dai danni che l’uragano – stimato dai meteorologici di una potenza devastante – si appresta a disseminare sul versante orientale degli Stati Uniti.

Oltre ad Isabel – a 24 ore dalla riunione della Federal Reserve che al meeting del Fomc di martedi’ 16 dovrebbe lasciare invariato il costo del danaro – il mercato newyorchese ha subito alcune considerazioni congiunturali apparse decisamente contrastate.

Se, nel mese di settembre, l’indice Empire Manufacturing (ossia quello che misura l’andamento del comparto industriale nello Stato di New York) si è attestato a quota 18,4, ben sopra le attese degli analisti, il risultato del secondo trimestre per quanto concerne il disavanzo della bilancia delle partite correnti statunitense è salito a 138,7 miliardi di dollari dai 136,1 miliardi del trimestre precedente, sotto le previsioni degli esperti; mentre la produzione industriale ad agosto ha registrato una crescita dello 0,1%, inferiore alle stime ferme sullo 0,3%.

Dalla commistione tra Isabel e congiuntura sono emersi, così, indici sotto il segno meno: il Dow Jones ha ceduto lo 0,24% a 9.448,81 punti, lo S&P 500 lo 0,38% a 1.014,81 punti e il Nasdaq lo 0,50% a 1.845,70 punti.

Tra i diversi comparti, pesante quello assicurativo. XL Capital è apparso in calo di circa due punti percentuali mentre Allstate (penalizzata anche da alcune previsioni negative sui profitti da parte di Lehman Brothers) ha registrato perdite intorno al punto percentuale, come Chubb, mentre American International Group è scesa di quasi due punti percentuali.

In crescita, invece, la grande distribuzione, in particolare quella per la casa. Home Depot è salita sui 4 punti percentuali, Lowés vicino ai 3 punti percentuali e Wal Mart è avanzata intorno al punto percentuale dopo avere comunicato che le vendite a settembre stanno andando nel migliore dei modi, verso un incremento del 5%.

Deboli, infine, i produttori di auto, dopo che la sola Daimler Chrysler ha raggiunto un accordo con le organizzazioni sindacali sul contratto collettivo per i lavoratori del settore, mentre Ford e Gm continuano a negoziare.