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WALL STREET: UN’ALTRA SEDUTA POSITIVA PER L’AZIONARIO

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Un’altra seduta positiva per gli indici azionari statunitensi, sulla scia del dato sul Prodotto Interno Lordo che ha abbassato le possibilita’ di futuri rialzi dei tassi d’interesse nei prossimi mesi. Il Dow Jones e’ avanzato dello 0.11% a 11382, l’S&P500 ha chiuso invariato a 1304, il Nasdaq ha guadagnato lo 0.62% a 2185. In netta ripresa anche il comparto obbligazionario; recupera nel finale il petrolio dopo aver toccato un minimo di cinque mesi durante le contrattazioni.

La seconda lettura del Prodotto Interno Lordo relativo al secondo trimestre ha evidenziato un incremento del dato, al 2.9% dal 2.5% della stima preliminare, risultando tuttavia leggermente inferiore alle attese, che erano pari al 3%. Il fatto ha da un lato affievolito i timori di un brusco rallentamento economico, dall’altro diminuito le chances che il costo del denaro possa essere aumentato nei futuri meeting della Fed.

Con riferimento alle pressioni inflazionistiche, la componente dei salari orari e’ risultata in aumento di oltre un terzo sulla precedente stima, ma altre voci chiave (come i prezzi “core”) sono risultate in diminuzione.

A caratterizzare il trading giornaliero e’ stata anche la comunicazione dei dati sulle scorte di petrolio. Nella settimana conclusasi il 25 agosto, le scorte di greggio sono aumentate di 2.4 milioni di barili (in misura superiore alle attese), e sono risultate in aumento anche le riserve di benzina e prodotti distillati. Dopo aver raggiunto un nuovo minimo di diversi mesi, a quota $68.65, i futures con scadenza ottobre hanno invertito rotta, riconquistando la vetta dei $70 e chiudendo in progresso di 32 centesimi a $70.03 al barile.

A far scattare gli acquisti sul comparto sarebbe stato l’avvicinamento della data sull’ultimatum offerto a Teheran relativo alla sospensione del programma nucleare. Stando alle ultime notizie, l’Iran sarebbe ancora decisa a portare avanti le operazioni di arricchimento dell’uranio, sollevando preoccupazione e sconcerto tra gli investitori.

Contenute le notizie societarie degne di nota. Al colosso dell’auto General Motors non e’ stato sufficiente l’aggiornamento offerto da Rick Wagoner relativo alle strategie adottate dal gruppo, lasciando sul terreno circa l’1%. Il Ceo di GM ha affermato di ritenersi soddisfatto dei progressi compiuti negli ultimi mesi, ed ha aggiunto che gli sforzi dell’azienda continueranno ad essere rivolti al taglio dei costi e agli investimenti in nuovi prodotti.

In calo anche la societa’ retail Costo che, nonostante un incremento delle vendite comparate del 7% ad agosto, e’ costretta a scontare un profit warning lanciato a causa di oneri fiscali e deludenti margini di profitto.

Bene, invece, la conglomerata del tabacco Altria, dopo aver rivisto al rialzo il dividendo trimestrale da 80 centesimi a 86 centesimi. Sugli scudi anche il colosso informatico Apple Computer, grazie all’entrata nel Consiglio di Amministrazione del gruppo del Ceo di Google, Eric Schmidt.

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Sul valutario, ancora in progresso, seppur leggero, l’euro. Nel tardo pomeriggio di mercoledi’ a New York il cambio rispetto al dollaro e’ salito a $1.2834. L’oro ha chiuso in rialzo. I futures con scadenza dicembre sono avanzati di $7.00 a $626.10 all’oncia. In netto rialzo, infine, i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.763%.