WALL STREET: TRADING VOLATILE, ANCORA INCERTEZZA

16 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

Dopo l’avvio in leggero rialzo, originato dagli ultimi dati macro che hanno evidenziato inflazione sotto controllo e produzione industriale in forte crescita, sui listini americani sono scattate le vendite che hanno causato un’inversione di rotta e il passaggio in territorio negativo. A meta’ seduta il Dow Jones cede lo 0.26% a 12182, l’S&P500 lo 0.17% a 1389, il Nasdaq arretra dello 0.27% a 2372.

Il tono negativo e la grande incertezza restano sui mercati all’indomani dei deludenti dati economici che avevano confermato un’impennata delle pressioni inflazionistiche associata ad un rallentamento dell’attivita’ manifatturiera.

Gli aggiornamenti diffusi in mattinata hanno comunque in parte smorzato le recenti preoccupazioni. Nel mese di febbraio i prezzi al consumo sono saliti dello 0.4%, appena al di sopra delle attese, ma la versione “core”, salendo dello 0.2%, ha rispettato le stime degli analisti.

Inoltre la produzione industriale ha registrato un balzo dell’1% netto, ben oltre le previsioni del mercato (+0.3%) dopo essere scesa dello 0.5 % a gennaio.

Il quadro inflazionistico continua a rappresentare un elemento di preoccupazione per gli investitori, intimoriti dal fatto che la Fed potrebbe continuare a posticipare il tanto atteso taglio dei tassi, al momento pari al 5.25%. Bernanke & Co. si riuniranno la settimana prossima per decidere sul costo del denaro.

Leggermente inferiore alle stime invece il dato sulla fiducia dei consumatori stilato dall’universita’ del Michigan. L’indicatore, che monitora il sentiment delle famiglie americane, e’ scivolato a quota 88.8 punti dai 91.3 di febbraio (consensus 89).

A contribuire alla volatilita’ odierna e’ anche il cosiddetto “giorno delle quattro streghe”, che segnala la scadenza di quattro diversi tipi di contratti su futures e opzioni.

A livello settoriale, si stanno spingendo al rialzo i titoli delle societa’ recentemente colpite dalla crisi del settore dei mutui. La vendita di $2.7 miliarid in prestiti da parte di Accredited Home Loans ([[LEND]]) e l’estensione del credito per Fremont General ([[FMT]]) hanno disteso il clima sul comparto.

Tra gli altri titoli, salgono quelli del comparto minerario, in rosso quelli dei settori brokeraggio, semiconduttori e biotecnologie.

BORSA: NEW YORK IN CALO, TORNANO INCERTEZZE SUI TASSI

La borsa di New York sembra avviata a chiudere negativamente l’ ottava, appesantita dal riproporsi di una situazione di grande incertezza relativamente alla dinamica dei tassi d’ interesse.

Il dato odierno sull’ inflazione a febbraio, in effetti, ha attestato una crescita dei prezzi al consumo nell’ ordine dello 0,4%, contro il +0,3% previsto; al tempo stesso in ogni caso l’ indice ‘core’ (depurato da cibo e petrolio) è risultato in linea con le stime. I dati macroeconomici odierni hanno segnalato inoltre una crescita della produzione industriale sempre a febbraio nettamente oltre le attese (+1,0%), mentre la fiducia dei consumatori quantificata dall’ indice Reuters/università del Michigan è scesa a 88,8 (peggio di quanto non ci si aspettasse).

Le notizie dal versante macroeconomico hanno avuto appunto riflessi negativi sul mercato azionario, già fortemente penalizzato questa settimana dalle vicende del credito ‘subprime’, cioé le insolvenze in presenza di prestiti concessi alla clientela particolarmente a rischio. Le incertezze sui tassi pesano sui finanziari, con il relativo indice sceso dello 0,4%. American Express perde l’ 1,4% a 55,31 dollari, Citigroup 44 cents a 49,69 dollari. Franklin Resources, holding cui fanno capo alcuni fondi mutualistici, a sua volta arretra di 3,25 dollari, a 114,18.

Un analista di Goldman Sachs in questo caso ha tagliato la valutazione sul titolo a ‘neutral’ da ‘buy’, cioé comprare. Fra i tecnologici, Hewlett-Packard guadagna 27 cents a 39,97 dollari, dopo aver annunciato un’ operazione di buy-back, cioé di acquisto di azioni proprie, fino ad otto miliardi di dollari di controvalore. Nella grande distribuzione commerciale è in rialzo Wal-Mart, +13 cents a 46,13 dollari; gli analisti di Merrill Lynch hanno rivisto al rialzo la valutazione sul titolo, al livello di ‘buy’.

Nel comparto minerario, in grande evidenza Newmont Mining, il secondo produttore mondiale di oro, +83 cents a 42,97 dollari in vista di una possibile offerta che potrebbe essere lanciata sul suo conto da Barrick Gold. A sua volta quest’ ultimo titolo è stabile, +1 cent a 28,09 dollari.

Attorno alle 18.15 ora italiana l’ indice Dow Jones segna -0,33% a 12.119,46 punti, il Nasdaq composite -0,26% a 2.372,45 e lo S&P 500 -0,28% a 1.388,45.