Wall Street torna sui massimi 2008. Treasury giù e greggio in rialzo

1 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Wall Street prosegue la giornata di contrattazioni all’insegna degli acquisti, confortata dal trend delle borse europee e anche da alcune informazioni positive che sono arrivate dal fronte economico degli Stati Uniti.

In chiusura l’indice S&P500 sale +8,41 punti (+0,62%) a 1.374,09. Il Dow avanza di +28,23 punti (+0,22%) a 12.980,30, mentre il Nasdaq registra +22,08 (+0,74%) a 2.988,97 punti.

Gli indici riducono i guadagni dopo la pubblicazione dei dati relativi al settore edilizio e manifatturier.

Decisamente deludenti entrambi gli indicatori. In particolare, l’Ism manifatturiero è calato a febbraio a 52,4 punti, peggio delle attese del consensus, che lo davano in rialzo.

Male anche le spese per costruzioni , che hanno segnato a gennaio una flessione -0,1%, contro il +1% stimato. Si tratta inoltre della prima flessione su base mensile dal mese di luglio.

Sotto i riflettori anche le richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione e i redditi e spese personali, comunicati prima dell’inizio della giornata di contrattazioni.

Il numero dei lavoratori che ha fatto richiesta per la prima volta per ottenere i sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 25 febbraio è sceso a 351.000 unità, meglio del consensus, attestandosi al minimo dal marzo del 2008. “Il mercato del lavoro continua a migliorare e il ritmo dei licenziamenti sta moderando il passo”, commenta a Marketwatch Peter Boockvar, strategist dell’azionario presso Miller Tabak.

Meno confortanti i dati sui redditi e sulle spese personali, cresciuti rispettivamente +0,3% e +0,2%, al di sotto delle previsioni.

Da segnalare il trend dei Treasury a dieci anni, che scendono per il terzo giorno consecutivo, portando i rendimenti a 10 anni in crescita al 2,026%.

“I dati economici dagli Stati Uniti sembrano muoversi due passi in avanti, per ciascuno che fanno indietro”. Così ha riassunto la situazione a Bloomberg Kully Samra, di Charles Schwab Corp. “Il rialzo del prezzo del petrolio è una minaccia per la crescita, ma siamo ottimisti sul fatto che il miglioramento del sentiment manterrà la ripresa in atto”.

In questo contesto l’indice S&P500 è in rialzo del +8,6% da inizio 2012, proprio grazie alla forza degli ultimi dati sulla ripresa economica del paese. I titoli tecnologici e finanziari risultano i migliori. Il Dow Jones ha chiuso il mese di febbraio in rialzo per il quinto mese di fila, arrivando a superare quota 13.000 per la prima volta dal 2008.

Tuttavia, fa notare Fawad Razaqzada, strategist di mercato presso GFT Markets:
Il Dow Jones continua a far fatica a rimanere sopra quota 13.000, mentre la soglia a 1.370 punti rappresenta ancora una barriera per lo S&P”. Dunque, “questi livelli devono essere superati in modo decisivo affinchè nuovi acquisti si riversino sul mercato permettendo agli indici di puntare ancora più in alto. Se invece continueranno a confermarsi aree di resistenze, allora potremmo aspettarci una combinazione di short selling e di prese di beneficio , con i trader che punteranno a una correzione più significativa”

Intanto, a sostenere il sentiment degli investitori è sostanzialmente l’allentarsi delle tensioni sui titoli di stato europei, in particolare italiani, all’indomani della forte ondata di liquidità messa in circolo dalla Banca centrale europea con l’ultima operazione LTRO. I rendimenti dei BTP italiani a 10 anni, in particolare, sono scesio sotto la soglia del 5%, mentre quelli dei bond a 2 anni cedono oltre il 12% all’1,866%.

Positivi tra l’altro i dati economici giunti dalla Cina, con il dato ufficiale Pmi (purchasing managers’ index) sull’attività manifatturiera cinese, che sale a 51, oltre le attese di 50,7 e il 50,5 registrato a gennaio. Miglioramento anche dalla lettura finale dell’indice Pmi stilato da HSBC, a 49,6. Nonostante sotto l’importantissima soglia dei 50, che demarca espansione da contrazione, è in rialzo rispetto al 48,8 di gennaio.

Il presidente della Fed Ben Bernanke tiene una seconda audizione alla Commissione del Senato, dopo aver parlato ieri alla Camera. In questa sede sarà interessante verificare se e come risponderà ad eventuali domande sul tema del QE3. Sullo sfondo gli investitori tengono ben presenti le parole proferite dal numero uno della Fed alla vigilia: parole che hanno di fatto allontanato la possibilità di nuovi stimoli monetari.

Sul fronte aziendale, General Motors e PSA Peugeot Citroen annunciano che formeranno una alleanza globale per ridurre di almeno $2 miliardi i costi operativi, senza chiusura di alcuno stabilimento o taglio dei posti di lavoro in Europa.

Focus sempre nel settore auto su Fiat, che negli Stati Uniti ha assistito a un aumento delle vendite del proprio brand +69% a febbraio, su base mensile. Si tratta del miglior mese da quando il brand è tornato negli Usa. Le vendite di Chrysler sono balzate inoltre del 40% su base annuale.

Attenzione particolare al settore retail, sulla scia dei risultati relativi alle vendite comparate di febbraio, che si sono rivelate migliori delle previsioni. Migliori delle stime in particolare i risultati di Target, Costco Wholesale, Macy’s. Molto bene le società al dettaglio che si rivolgono ai giovani, come Buckle (titolo +6,88%, ticher BKE) e Zumiez (+4,42, ticker ZUMZ). Molto buone anche le vendite di Gap, con le quotazioni che fanno +7,23%, dopo che la catena di abbigliamento ha comunicato un rialzo delle vendite pari al 4%.

Sul fronte valutario, l’euro è ingessato nei confronti delle principali valute, facendo segnare un rialzo marginale a quota $1,3313 nei confronti del dollaro, dopo aver testato i minimi giornalieri di $1,3282. La divisa e’ tornata a perdere terreno sullo yen a JPY 107,97. Rapporto euro/franco svizzero stabile in area CHF 1,2058.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio tornano a salire a quota $108,84 al barile, mentre le quotazioni dell’oro recuperano terreno dopo il tonfo post-Bernanke, a $1.722,20.

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