WALL STREET: TORNA LA PROFEZIA DEL SUPER BOWL

30 Gennaio 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Le previsioni sulla Borsa di New York più accurate negli ultimi 40 anni? Quelle basate sul Super Bowl, la partita finale da cui esce la squadra campione del football americano e che si gioca sempre fra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio: ci hanno azzeccato nell’80% dei casi ossia 32 volte su 40, se si prende come indice di riferimento il Dow Jones industrial average. Se la tendenza continua, quest’anno dovrebbe essere ancora positivo per Wall Street.

Infatti le due squadre che si incontrano a Miami domenica 4 febbraio – gli Indianapolis Colts e i Chicago Bears – hanno entrambe radici nell’originale Nfl, National football league. E, secondo la teoria, quando vince un team Nfl la Borsa va su. Scende, invece, quando primeggia una squadra entrata nella lega provenendo dall’Afl, American football league, che si è fusa con la Nfl nel 1966. Fortunatamente per gli investitori che credono nella profezia del Super Bowl, domenica 21 gennaio i Colts hanno battuto i New England Patriots (Afl) con una rimonta storica da un risultato di metà partita che li dava perdenti per 3 punti a 21. Per gli appassionati di statistiche, in questo Super Bowl ci sarà anche la prima vittoria di un allenatore nero, perché sia i Colts sia i Bears sono guidati da coach di colore, rispettivamente Tony Dungy e Lovie Smith.

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La teoria finanziaria – su cui si contano persino ricerche accademiche che studiano la psicologia degli investitori applicata ai mercati finanziari – è stata inventata da un cronista sportivo del New York Times, Leonard Koppett ed è sostenuta con particolare entusiasmo da un veterano della Borsa americana, Robert Stovall, strategist della società di gestione indipendente Wood asset management. «È divertente che una teoria così anti-intellettuale abbia un tasso così alto di accuratezza, meglio di qualsiasi altro metodo di previsione che io conosca», spiega Stovall dal suo ufficio in Florida, a Sarasota.

Da 50 anni sul mercato, lui stesso giocatore di football quando studiava all’università, Stovall ammette che non c’è alcuna motivazione razionale che leghi il football a Wall Street. «Ma la gente, sia negli Usa sia in Italia, presta più attenzione allo sport che non alla Borsa. Parlarne quindi è un buon strumento di marketing – aggiunge con humor -. Seriamente, credo che il 2007 sarà un anno volatile per le azioni americane, con un possibile rialzo solo del 7-8%, a causa delle difficoltà degli Usa per la guerra in Iraq, impopolare e molto costosa.

Ma d’altra parte i profitti aziendali restano buoni e l’inflazione è sotto controllo, quindi credo che l’anno chiuderà positivamente».
È anche vero che al Super Bowl molti guardano non solo per motivi sportivi: in tv è uno degli eventi più seguiti in assoluto negli Usa e, a seconda della quantità, della qualità e del costo degli spot pubblicitari trasmessi, analisti ed economisti cercano di capire in che stato è l’economia americana e quali sono le campagne commerciali vincenti.
Negli ultimi anni, la profezia borsistica del Super Bowl ha funzionato nel 2006, quando i Pittsburg Steelers (Nfl) hanno vinto e il Djia è salito del 16,3%; Azzeccati anche il 2002, 2003 e 2005. Un bel fiasco, invece, nel 2004.

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