WALL STREET: TORNA LA PAURA DELLA RECESSIONE

2 Agosto 2002, di Redazione Wall Street Italia

Il clima euforico con cui si era aperta la settimana delle borse Usa ha avuto breve durata: i mercati finanziari non hanno retto agli sconfortanti dati macroeconomici, che indicano un rallentamento della ripresa dell’azienda Usa.

Dal Beige Book, la relazione della Fed sullo stato di salute dell’economia Usa, emerge che la crescita e’ “moderata e non uniforme”. Ma sono sempre piu’ numerose le voci di chi ritiene che siamo di fronte a una recessione “a doppio minimo”.

Da segnalare che il mese di luglio e’ stato particolarmente negativo per i mercati azionari. Per il Dow si e’ trattato del quarto mese consecutivo di ribassi, un evento che non si verificava dal periodo compreso tra dicembre 1981 e marzo 1982.

L’indice ha chiuso a quota 8.313,13, in aumento di 48,74 punti (+0,59%) rispetto a venerdi’ scorso. Da inizio gennaio il Dow perde il 17,5%; dallo scorso anno la perdita e’ del 20,9%.

Il Nasdaq ha chiuso la settimana a 1.247,92 punti. L’indice high-tech ha archiviato il peggior luglio della sua storia, con una perdita di ben il 10%. Rispetto a venerdi’ scorso il Nasdaq ha ceduto 14,2 punti (-1,13%).

Da inizio anno l’indice perde 702,48 punti (-36,02%), mentre rispetto allo stesso periodo del 2001 la perdita ammonta al 39,6%.

Lo Standard & Poor’s 500 ha chiuso con un guadagno di 9,4 punti (+1,10%) rispetto alla scorsa settimana, a quota 862,24. Nel mese di luglio l’indice ha ceduto il 7,9%, un calo che non si verificava da oltre mezzo secolo.

L’S&P500 e’ in calo di 285,84 punti (-24,9%) dall’inizio dell’anno e di 352,11 punti (-29%) dallo stesso periodo dell’anno scorso.




































Performance settimanale dei listini
americani
Indici Valori al 2/8/2002 Variazioni ultima settimana Variazioni da inizio anno Variazioni ultimi 12 mesi
DJIA 8.313,13 +48,74
(+0,59%)
-1.708,37 (-17,05%) -2.199,65 (-20,92%)
S&P500 864,24 +9,40
(+1,10%)
-285,84 (-24,90%) -352,11 (-29,00%)
NASDAQ 1.247,92 -14,20 (-1,13%) -702,48 (-36,02%) -818,41 (-39,61%)
Fonte dati: Ufficio Studi
WallStreetItalia

I numeri sono relativi ai punti persi o guadagnati dai listini nel periodo di riferimento, mentre tra parentesi vengono riportate le performance percentuali.

Il forte balzo in avanti registrato dagli indici nella giornata di lunedi’ e’ stato comunque in grado di limitare i danni delle sedute successive. Ricordiamo che lunedi’ il Dow Jones aveva messo a segno un incremento del 5,4%, il terzo guadagno piu’ alto in termini percentuali mai registrato.

I mercati azionari:

Il Dow Jones e’ stato sostenuto soprattutto dai titoli finanziari: l’indice DJ_FIN e’ aumentato del 3% rispetto alla scorsa settimana. I guadagni piu’ consistenti li hanno realizzatiAmerican Express (AXP – Nyse), che ha annunciato l’introduzione di una nuova carta di credito, e i colossi bancari Citigroup (C – Nyse) e J.P. Morgan Chase (JPM – Nyse).

Ha contribuito a sostenere l’indice industriale anche la casa farmaceutica Johnson & Johnson (JNJ – Nyse), che ha beneficiando di disposizioni favorevoli delle autorita’ sanitarie Usa.

Il settore retail (DJ_RTS (-1,07%) e’ stato invece colpito dal dato negativo sulla fiducia dei consumatori di luglio. In rosso Wal-Mart (WMT – Nyse), Home Depot (HD – Nyse) e Sears (S – Nyse).

I guadagni messi a segno dalla societa’ di gas naturale Williams (WMB – Nyse), grazie al miglioramento della situazione di liquidita’ e all’interesse del guru di Omaha Warren Buffett, hanno sospinto al rialzo i titoli del comparto del gas naturale: l’indice XNG ha guadagnato, su base settimanale, quasi il 12%.

Tra le blue chip, molto negativa la performance del colosso dell’intrattenimento Walt Disney (DIS – Nyse), sulla scia del profit warning lanciato nella tarda serata di giovedi’.

Male i semiconduttori , nonostante le note positive di Merrill Lynch e Bear Stearns. L’indice SOX ha ceduto in una settimana 13,6 punti, o il 4,32%. Tra le perdite piu’ pesanti, da segnalare quelle di KLA Tencor (KLAC – Nasdaq), che ha rivisto al ribasso le previsioni sui prossimi risultati, Nvidia (NVDA – Nasdaq) e Intel (INTC – Nasdaq). National Semiconductor (NSM – Nyse) ha lanciato un allarme sul fatturato.

Nel comparto sofware, indice GSO perde il 3,80%: l’alleanza tra Microsoft (MSFT – Nasdaq) e AT&T Wireless (AWE – Nyse) per offrire servizi di telecomunicazione mobile alle imprese e’ stata accolta negativamente dal mercato. Molto pesante la perdita di Adobe Systems (ADBE – Nasdaq) dopo il profit warning lanciato nella tarda serata di mercoledi’.

In forte rialzo rispetto alla scorsa settimana il compartotlc, che ha beneficiato della buona trimestrale degli operatori Verizon (VZ – Nyse) e Sprint (FON – Nyse). Molto negativa invece la settimana di AT&T (T – Nyse), che ha scontato l’incertezza relativa alla partnership con AOL-Time Warner (AOL – Nyse). L’indice XTC chiude a 381,86 punti, in rialzo dell’8% su base settimanale.

Sempre nel settore delle tlc, l’operatore Qwest (Q – Nyse) ha ammesso irregolarita’ contabili negli anni 1999, 2000 e 2001. Il titolo WorldCom (WCOEQ – Nasdaq) e’ stato eliminato dal Nasdaq.

In lieve ribasso il settore hardware (GHA) (-0,45%). L’acquisto della divisione di consulenza del gruppo PricewaterhouseCoopers da parte del colosso informatico IBM (IBM – Nyse) non e’ stato accolto positivamente dal mercato.

I dati macroeconomici pubblicati in settimana:

  • Fiducia Conference Board. A luglio l’indice della fiducia dei consumatori ha registrato un calo superiore alle previsioni degli economisti.
  • Chicago PMI. La crescita dell’attivita’ manifatturiera nell’area di Chicago ha subito un rallentamento maggiore di quello stimato dal mercato. Per il sesto mese consecutivo, tuttavia, l’indice si e’ mantenuto sopra quota 50, soglia sopra la quale si parla di un’espansione dell’attivita’ manifatturiera.
  • Prodotto interno lordo – adv.. La crescita dell’economia americana nel secondo trimestre ha subito un rallentamento, con il dato sul PIL che e’ risultato molto inferiore alle previsioni. La crescita relativa al primo trimestre e’ stata inoltre rivista al ribasso. Molti economisti ritengono che l’eventualita’ di una recessione a doppio minimo non sia del tutto remota.
  • Sussidi di disoccupazione. Il dato ha registrato una crescita rispetto alla settimana precedente, un segnale che il mercato del lavoro stenta a dare convincenti segnali di solidita’.
  • Spesa per le costruzioni . Anche il settore immobiliare ha iniziato a rallentare, dopo aver fatto da traino per l’economia Usa durante la recessione. Le spese relative al mese di giugno si sono attestate ai minimi degli ultimi due anni.
  • ISM Manifatturiero. L’indicatore si e’ attestato appena sopra i 50 punti, soglia sopra la quale si parla di espansione. Il dato alimenta le preoccupazioni sull’incertezza della ripresa.
  • Disoccupazione. Sebbene a luglio l’indicatore sia risultato in linea con le stime, il numero di nuovi occupati ha deluso nettamente le previsioni del mercato.
  • Reddito e spese personali. Il reddito personale nel mese di giugno ha registrato la crescita maggiore dal luglio 2000. Il risultato si e’ inoltre rivelato leggermente al di sopra delle stime degli analisti. Le spese sono invece aumentate in misura inferiore alle aspettative.
  • Ordini alle fabbriche. Il dato ha registrato il calo percentuale piu’ alto degli ultimi sette mesi, ennesimo segnale che la ripresa del settore manifatturiero sta rallentando.

Le obbligazioni:

I dati macroeconomici sconfortanti hanno indotto gli operatori a rientrare nel mercato dei titoli di Stato, dopo che ad inizio settimana il mercato azionario sembrava essere oggetto di un rinnovato interesse.

Il rendimento dei Treasury a 10 anni, il benchmark della categoria, dopo essere notevolmente aumentato nei primi giorni della settimana, fino a toccare un massimo di 4,60%, e’ sceso a quota 4,26% alla chiusura di venerdi’.

  • Tasso sui Treasury a 5 anni (FVX – CBOE)
  • Tasso sui Treasury a 10 anni (TNX – CBOE)

Il fatto che l’economia non stia crescendo ancora in modo convincente induce gli operatori a ritenere che la Federal Reserve continuera’ a tenere una politica monetaria accomodante. Si allontana quindi il pericolo di un calo nei prezzi del reddito fisso.

La prossima settimana il Tesoro Usa procedera’ all’emissione di obbligazioni per un valore di $22 miliardi in titoli a 5 anni e $18 miliardi in titoli a 10 anni.

Il Tesoro ha inoltre annunciato di prevedere per il quarto trimestre fiscale di fare ricorso al finanziamento pubblico per $76 miliardi. Ad aprile le previsioni erano di $55 miliardi.

I mercati delle valute

Il mercato valutario e’ stato piuttosto contrastato, con il dollaro in forte rialzo contro l’euro ad inizio settimana e poi in flessione dopo la pubblicazione dei dati macroeconomici e la debolezza del mercato azionario.

Il cambio tra le due valute si e’ attestato a $0,9876 per 1 euro nel tardo pomeriggio di venerdi’, contro i $0,9873 della scorsa settimana.

Il recente rally del biglietto verde, in parte alimentato dalla liquidazione di posizioni lunghe in attivita’ denominate in euro, sembra essersi gia’ concluso.

Il real, la moneta brasiliana, e’ arrivato a perdere piu’ del 30% contro il dollaro dall’inizio dell’anno. A meta’ settimana la valuta ha toccato il nuovo minimo storico di BRL3.51 per $1.

Conclusioni

L’ultima tornata di dati macroeconomici ha disatteso le speranze di chi riteneva che l’economia americana avesse imboccato un sentiero di crescita privo di brutte sorprese.

Questa settimana gli operatori hanno preso atto che l’economia sta rallentando, e lo spettro della recessione a doppio minimo diviene un’eventualita’ concreta.

Il dato che emerge, tuttavia, e’ che sia il Dow Jones che lo Standard & Poor’s 500 hanno archiviato la settimana in crescita, nonostante lo scenario economico appaia meno brillante. La perdita del Nasdaq, poi, e’ stata tutto sommato contenuta.

Gli investitori, quindi, si chiedono se i mercati finanziari non abbiano gia’ toccato il fondo e siano pronti a ripartire.

*Americo Pietropaolo e’ analista finanziario di Wall Street Italia