WALL STREET: TORNA IL BUONUMORE SULL’AZIONARIO

25 Settembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Avvio di settimana in forte rialzo per gli indici americani, supportati dalla forza del comparto tecnologico e dalla convinzione che il calo dei costi energetici promorra’ la spesda dei consumatori, attutendo gli effetti del rallentamento economico. Il Dow Jones e’ avanzato dello 0.59% a 11575, l’S&P500 ha chiuso in rialzo dello 0.88% a 1326, il Nasdaq ha guadagnato l’1.36% a 2249.

A sostegno dei mercati e’ intervenuto anche il presidente della Federal Reserve di Dallas, Richard Fisher, secondo cui le pressioni inflazionistiche verranno controbilanciate dal graduale indebolimento economico. Per Fisher le condizioni del mercato statunitense restano solide, nonostante una forte correzione del mercato immobiliare.

Proprio oggi, nell’unico dato in calendario, si e’ letto l’aggravarsi della situazione del comparto delle case, che continua ad inviare segnali di raffreddamento ormai da diversi mesi. Ad agosto le vendite di case esistentisono scese di mezzo punto percentuale, attestandosi ad un livello migliore di quello atteso dagli analisti. A sorprendere maggiormente e’ stato, pero’, il calo del prezzo medio delle unita’ abitative, fatto che non avveniva da ben 11 anni, dall’aprile del 1995.

In presenza di tali dati, che continuano a segnalare uno sgonfiamento del tasso di crescita dell’economia, e’ sempre piu’ probabile che la Fed lasci invariato il costo del denaro fino alla fine dell’anno o che, addirittura, inizi a valutare un atteggiamento di politica monetaria espansiva.

Il forte calo di meta’ giornata del greggio, ai minimi di 10 mesi, sotto la soglia dei $60, ha offerto poi agli investitori un motivo in piu’ per tornare agli acquisti sull’azionario.L’oro nero e’ arrivato ad estendere le recenti perdite toccando un minimo giornaliero di $59.65, per poi risalire solo con i commenti di alcuni analisti relativi ad un possible taglio della produzione da parte dell’OPEC. Alla fine della giornata I futures con scadenza novembre hanno chiuso in progresso di 90 centesimi a $61.45 al barile.

Spostandoci alla cronaca societaria, riflettori accesi sul comparto del tabacco. Un giudice federale ha consentito il proseguimento del caso legale contro i produttori di sigarette “light” per aver minimizzato i danni prodotti da queste. Altria, proprietaria della storica azienda di tabacco Philip Morris, ha registrato un calo di oltre quattro punti percentuali, risultando il peggior componente del Dow Jones. Le altre aziende del settore, tra cui Reynolds American’s, R.J. Raynold Tobacco di Loews, Lorillard Tobacco Unit di Vector Group, Liggett e Britidh American Tobacco hanno chiuso tutte in rosso.

Ad occupare la scena e’ stato ancora una volta anche il colosso informatico Hewlett Packard, in seguito all’annuncio delle dimissioni del presidente Patricia Dunn, con effetto immediate e irrevocabile, a causa dello scandalo dello spionaggio. Il titolo e’ avanzato dell’1.60% circa.

Nel settore retail, la famosa catena Americana Wallgreen ha riportato nel quarto trimestre un incremento dei profitti del 25%, spinti dale forti vendite dei farmaci soggetti a prescrizione medica. Il titolo ha pero’ ceduto oltre cinque punti percentuali, probabilmente a causa delle attese piu’ esigenti degli investitori, proprio sulla scia dei forti numeri comunicati lo scorso mese. Nell’ultima settimana il titolo si e’ deprezzato del 10% circa, dopo che la rivale Wal-Mart ha dichiarato di ridurre aggressivamente i prezzi di centinania di farmaci commercializzati anche dal gruppo.

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Sugli altri mercati, sul valutario, l’euro e’ risultato in leggero calo rispetto al dollaro. Nel tardo pomeriggio di lunedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di $1.2753. In lieve rialzo l’oro. I futures con scadenza dicembre sono avanzati di 50 centesimi a quota $595.90. Ancora in progresso, infine, i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.555% dal 4.597% di venerdi’.