WALL STREET: TONFO DEL NASDAQ, DEBOLE IL DOW

11 Maggio 2006, di Redazione Wall Street Italia

*Marco Bonelli, Managing Director di Raymond James, e’ molto conosciuto tra gli investitori istituzionali e i trader italiani. I suoi commenti quotidiani di meta’ seduta sull’andamento della Borsa Usa (comprese le indicazioni di trading operativo e le posizioni rialziste) non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

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La sessione di oggi si e’ aperta in leggera lettera.Il dato macro sulle vendite al dettaglio per il mese di apirle ha mostrato una crescita al di sotto delle previsioni, ma indica comunque una crescita economica. JC Penny (JCP) ha pubblicato risultati trimestrali superiori alle stime, mentre i profitti di American International Group (AIG) sono scesi dell’1.6%. Sono state alzate le stime di Johnson & Johnson (JNJ) e Office Depot (ODP). Infine, il prezzo del greggio e’ in rialzo del 2% a $73.50 al barile.

Al momento, l’indice Dow Jones e’ in lettera di 111 punti a 11530, il Nasdaq perde 36 punti a 2283 e l’S&P500 e’ in ribasso di 12 punti a 1310.
L’indice “advance/decline” sta facendo registrare una lettura di -1200.
L’indice VIX e’ al livello di 12.57.
Si stanno distinguendo in negativo i settori ristoranti, prodotti forestali, assicurazioni e semiconduttori.
I volumi sul NYSE sono di 780 milioni di titoli scambiati.

TRADING OPERATIVO:

Questa mattina, SSTI e FILE stanno seguendo il trend negativo del mercato. SSTI perde infatti il 4%, mentre FILE il 3%.

Vedi decine di small e medium cap in forte crescita segnalate da
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DA QUI ALLA CHIUSURA:

Questa sera dopo la chiusura, le societa’ di Expedia (EXPE), Analog Devices (ADI), Westell Tech (WSTL) e Guess (GES), fra le altre, pubblicano i risultati trimestrali.

Domani mattina, saranno pubblicati i dati macro sui prezzi import/export, sulla bilancia commerciale sul “sentiment” dell’Universita’ del Michigan (dato preliminare).

POSIZIONI RIALZISTE:

HON (APERTA IL 21/12 A $38.00; CHIUSA IL 18/4 A $44.22; PERF. +16.37%)

SSTI (APERTA IL 29/12 A $5.16; ATTUALE $4.34; PERF. –15.89%)

FILE (APERTA IL 25/1 A $27.35; ATTUALE $26.26; PERF -3.99%)

VRSN (APERTA IL 30/3 A $23.50; CHIUSA IL 21/4 A $25.25; PERF +7.45%)

BORSA: WALL STREET GIU’, TIMORI SU ALTRI RIALZI FED /ANSA

Wall Street procede negativa in scia ai timori relativi allo scenario inflazionistico suscitati dal proseguire della corsa dei prezzi di materie prime e petrolio. L’oro ha sfondato oggi quota 725 dollari ai mercati di Londra e New York. Quanto al petrolio, si è portato in vista dei 74 dollari barile.

L’allarme inflazione preoccupa gli operatori in quanto il surriscaldamento dei prezzi indurrebbe la Federal Reserve a proseguire sul trend rialzista dei tassi invece di optare per una pausa. Ieri la stessa Banca centrale Usa, dopo aver ritoccato all’insù il costo del denaro per la sedicesima volta consecutiva, portandolo al 5%, ha lasciato aperta la porta a ulteriori rialzi.

Le preoccupazioni giunte dal caro-petrolio e dall’ ascesa inarrestabile delle commodities hanno dunque oggi pesato negativamente sulla piazza Usa, oscurando le indicazioni rassicuranti sul fronte inflazionistici giunte invece dal dato relativo alle vendite al dettaglio del mese di aprile, aumentate sotto le attese degli analisti (+0,5% contro il previsto +0,8%).

Guardando all’andamento dei singoli titoli, si segnala il calo del colosso assicurativo Aig che cede il 3,4%, a 64,28 dollari, risultando la maglia nera del Dow Jones. Il gruppo è penalizzato dal fatto che i profitti nel primo trimestre sono scesi a 3,2 miliardi di dollari, cioé 1,22 dollari per azione, per via fra l’ altro delle perdite accumulate sui derivati.

Sul listino delle blue-chip pesano anche i cali di General Motors: il colosso automobilistico cede 83 cents, a 25,76 dollari, dopo che un analista di Banc of America ha espresso un giudizio negativo sul titolo stante che la continua perdita di quote di mercato negli Usa non consentirà al gruppo di recuperare dal pesante ‘rosso’ (10,6 miliardi di dollari le perdite 2005) che lo affligge.

Sorride invece il comparto energetico, al traino del caro-petrolio: Exxon Mobil avanza di 27 cents, a 64,15 dollari. Bene anche i produttori di materie prime: Freeport-McMoRan Copper & Gold, proprietaria della più vasta miniera d’oro mondiale, balza di 1,18 dollari, a 71 dollari.

In luce anche News Corporation, il gruppo dei media guidato dal magnate Rupert Murdoch, grazie ai risultati del terzo trimestre oltre le attese: i titoli di classe A sono in rialzo del 3,5% (a 18,63 dollari), quelli di classe B del 2,77% (a 19,65 dollari). In più, sulla scia del positivo andamento gestionale, Murdoch sta valutando l’ipotesi di quotare la controllata Sky Italia a inizio 2007.

Scivolone per la big delle assicurazioni sanitarie UnitedHealth Group, che lascia sul terreno 1,37 dollari, a 44,80 dollari. Il gruppo ha reso noto che la Sec sta conducendo un’inchiesta informale sui metodi di assegnazione delle stock-options. La società – accusata da alcuni investitori di aver retrodatato le options assegnate ai top manager per consentire acquisti azionari a prezzi inferiori al loro reale valore di mercato, ha dichiarato di poter essere soggetta a multe o altre sanzioni da parte delle autorità regolatorie.

Bene, infine, Johnson & Johnson e Office Depot che si avvantaggiano di upgrading da parte degli analisti: la prima sale di 59 cents, a 58,91 dollari, mentre la Office Depot, secondo maggior rivenditore mondiale di mobili per ufficio, balza di 2,11 dollari, a 45,35 dollari.

Quando sono trascorse due ore circa dall’avvio delle contrattazioni, questa la situazione dei principali indici della Borsa Usa: il Dow Jones scende dello 0,74% (11.556,12 punti), lo S&P 500 cede lo 0,61% (1.314,83) e il Nasdaq lascia sul terreno l’1,12% (2.294,72).