Wall Street, terzo ribasso di fila. Pesano Fed, calo euro e crisi Europa

14 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Penalizzata dall’incertezza per il destino dell’Europa, la borsa di New York estende a tre la serie di sedute negative consecutive spinta al ribasso dal calo dei prezzi delle materie prime e dal crollo dell’euro ai suoi minimi dell’anno. Il Dow Jones ha perso l’1,10% chiudendo a quota 11823,55. Il Nasdaq ha ceduto l’1,55% a 2539,31 punti.

Sugli altri mercati l’euro cede lo 0,49% a $1,2973. Il greggio cede il 3% dopo la decisione dell’Opec di imporre un tetto limite alla produzione di barili di greggio. Si appiattisce nel frattempo la curva dei rendimenti dei bond americani.

Tra i singoli titoli Avon Products fa un balzo dell’8% dopo che il rivenditori di cosmetici porta a porta ha annunciato che sta cercando un nuovo Ceo. Walt Disney lascia sul campo quasi il 2%, Joy Global, produttrice di apparecchiature per l’industria mineraria, scivola del 4,2% dopo la pubblicazione di stime deludenti. First Solar, che fabbrica pannelli solari, perde il 12% dopo l’annuncio di un target sul fatturato inferiore alle previsioni.

Nella giornata di ieri il selloff e’ stato scatenato dalle decisioni di politica monetaria della Federal Reserve. Bernanke e soci non hanno introdotto nuovi stimoli per l’economia Usa, nonostante il protrarsi e l’espandersi della crisi in Europa.

I mercati sono particolarmente nervosi. I segnali di ripresa che arrivano dagli Stati Uniti vanno a scontrarsi con le difficoltà riscontrate in Europa, dove le autorita’ di politica fanno fatica a trovare una soluzione efficace e duratura alla crisi del debito.

Da stamattina sono iniziate a circolare voci circa un declassamento del rating sul debito della Francia da parte di S&P. Per ora l’agenzia di rating non ha commentato. L’ultima volta che erano stati messi in giro rumor circa la perdita della tripla A di Parigi, S&P aveva smentito.

Intanto, positivo il fatto che per la più grande economia al mondo “il peggio sembra essere passato”, secondo quanto detto a Bloomberg Tv da Mikio Kumada, strategista global per LGT Capital Management a Singapore.

Nonostante tutto il periodo di turbolenza nei mercati l’indice S&P500 è in calo appena del 2,5% da inizio 2011, uno tra i migliori listini al mondo. Dal fronte economico degli Stati Uniti, l’indice dei prezzi alle importazioni ha registrato un rialzo dello 0,7% inferiore alle stime.

Vittima dei sell off, oltre all’azionario è l’euro, che rimane osservato speciale e che è arrivato a sfondare anche la soglia a $1,30 viaggiando sui minimi degli ultimi 11 mesi. La valuta scende più dell’1,67% circa nei confronti del dollaro a $1,2951, perdendo terreno anche contro il franco svizzero (-0,14% a CHF 1,2339 e contro lo yen (-1,46% a JPY 101,16).

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio scendono del 3,2% a quota $96,93 al barile, mentre le quotazioni dell’oro arretrano dell’1,96% a $1.630,50 l’oncia. Quanto ai rendimenti dei Treasuries decennali, si attestano all’1,95%, in contrazione di 4,54 punti base.