Wall Street tenta il riscatto, NY alle prese con la neve

27 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Quando manca poco piu’ di due ore alla fine degli scambi Wall Street agguanta la parita’. Il merito va alla ripresa del settore finanziario grazie al rally di Aig. Il titolo ha toccato i massimi di 52 settimane dopo aver ottenuto tre linee di credito per un valore complessivo da $4,3 miliardi.

In una giornata tranquilla dopo il lungo week end natalizio, a fare notizia a New York e’ la bufera di neve che ha colpito la citta’ cosi’ come la costa orientale degli Stati Uniti.

Mentre l’aeroporto JFK nella Grande Mela restera’ chiuso fino alle 6 del pomeriggio (le 24:00 in Italia) e la citta’ deve fare i conti con i disagi nei trasporti locali (500 persone sono rimaste intrappolate nella metro per oltre sette ore senza riscaldamento, cibo, acqua), le contrattazioni proseguono senza intoppi. Anche l’asta del Tesoro Usa si e’ tenuta regolarmente come da previsto alle 19:00 (ora italiana). Lo ha comunicato il Bureau of Public Debt. Il governo ha venduto debito per $35 miliardi in titoli a due anni con un rendimento dello 0,740% (era atteso a 0,761%). Il rapporto domanda offerta e’ stato di 3,71 volte contro il 3,70 dell’ultima asta e la media di 3,31 dei Treasury a 10 anni.

Tra le materie prime si distingue il rame, che ha toccato un nuovo massimo intraday. In leggero calo l’indice del dollaro, che misura la performance del biglietto verde contro un basket di sei valute, e’ in leggero calo in area 80,345 da 80,487 di giovedi’ scorso.

In Europa, cosi’ come e’ stato in Asia, l’azionario e’ stato caratterizzato dalle vendite (si ricorda che la borsa a Londra e’ rimasta chiusa per festivita’). Gli operatori guardano all’aumento dei tassi di interesse cinesi, deciso il giorno di Natale. Secondo gli analisti la mossa potrebbe stare a indicare che Pechino sta accelerando il passo con cui rivede al rialzo il costo del denaro per raffreddare la sua economia. Alla luce di questa mossa la borsa di Shanghai ha perso quasi il 2% a causa del comparto bancario: si teme una stretta dei prestiti.

Sulle borse del Vecchio Continente ha frenato con decisione il settore auto dopo la decisione presa dalla municipalita’ di Pechino di ridurre l’ingresso di auto nella capitale cinese, penalizzando soprattutto i marchi tendeschi, che nel celeste Impero fanno la parte del leone.

La Bce ha comunicato di avere acquistato nell’ultima settimana terminata il 24 dicembre titoli di stato dell’Eurozona per un totale da 1,121 miliardi di euro ($1,468 miliardi). Nei sette giorni prima l’ammontare era stato di 603 milioni.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, ifutures sul petrolio con consegna febbraio sono in ribasso dello 0,39% a quota $91,15 il barile. Il derivato con scadenza febbraio dell’oro segna +0,17% a $1.382,80 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro e’ in rialzo del +0,21% a quota $1,3150. Quanto ai Treasury, il rendimento del decennale vale il 3,4190% dal 3,393% di giovedi’ scorso (venerdi’ i mercati erano chiusi per festivita’).