WALL STREET: SULLE BORSE USA PESA L’ALLARME UTILI

20 Settembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

Avvio di settimana debole per i listini americani, condizionati dai profit warning, dalle preoccupazioni sul petrolio e dalle attese per il meeting della Fed sui tassi d’interesse.

Le maggiori perdite si sono concentrate sul Dow Jones, in calo dello 0.77% a 10204. Meno negativo il bilancio del Nasdaq, che ha limitato le perdite sostenuto dalla forza dei semiconduttori. L’indice hi-tech e’ arretrato dello 0.11% a 1908. L’S&P500, infine, ha perso lo 0.56% a 1122.

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di meta’ sessione, curato da Marco
Bonelli
.

Le vendite sono scattate in seguito al profit warning sul terzo e quarto trimestre lanciato da Colgate-Palmolive. Il colosso dei prodotti di largo consumo ha riacceso le preoccupazioni sulla crescita dei profitti societari e sulla robustezza della ripresa. Il warning del gruppo si e’ unito a quello lanciato dall’europea Unilever.

A risentirne sono stati anche Procter & Gamble e Altria (quest’ultima controlla il colosso alimentare Kraft). Hanno pesato, inoltre, sull’indice industriale i commenti sfavorevoli emessi da alcuni analisti su Citigroup, Johnson & Johnson e Pfizer.

Un sostegno ai mercati americani lo hanno fornito i titoli tecnologici, dopo l’annuncio dei piani di buyback da parte di Hewlett-Packard e Novellus. I commenti positivi sui semiconduttori di Bernstein hanno poi riportato l’entusiasmo sulle societa’ di chip. In una nota diffusa ai clienti, la banca d’affari ha consigliato di sovrapesare il comparto.

Ancora sul fronte societario, ha nettamente battuto le attese sugli utili Nike, il n.1 al mondo delle scarpe da ginnastica. Molto attese sono ora le trimestrali di Adobe e PalmOne, che pubblicheranno i bilanci questa sera, dopo la chiusura delle borse. Vedi decine di azioni segnalate da
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Sui mercati continuano nel frattempo a pesare le preoccupazioni sul prezzo del petrolio. La quotazione del greggio nel corso della seduta si e’ spinta fino a $46.40 al barile, per poi ripiegare in chiusura a quota $46.35 (+76 centesimi).

Gli acquisti di future sul petrolio sono scattati dopo che Yukos, il maggiore esportatore russo, ha annunciato che sospendera’ parte delle esportazioni verso la Cina. Continuano a farsi sentire, inoltre, gli effetti dei recenti uragani tropicali.

Cresce intanto l’attesa degli operatori per il meeting della Federal Reserve sui tassi d’interesse, in calendario martedi. La decisione ufficiale sara’ annunciata come di consueto alle 20:15 ora italiana. Gli operatori danno per scontato un aumento del costo del denaro di 25 punti base.

Sugli altri mercati, hanno guadagnato terreno i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.05% dal 4.13% della chiusura di venerdi’. Il dollaro viene scambiato a 1.2163 contro l’euro e l’oro ha chiuso in calo di $1 a $405.40 all’oncia.