WALL STREET: SUL NASDAQ SOLO GIOCO AL RIBASSO

5 Febbraio 2001, di Redazione Wall Street Italia

A circa un’ora dalla soglia di meta’ giornata, il Nasdaq continua a essere la pecora nera dei mercati; gli investitori, dopo le discrete performance dell’high tech nel mese di gennaio, sembrano aver deciso di puntare solo sui titoli di qualita’.

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A pesare sul settore high tech e’ questa mattina l’annuncio dell’associazione dei produttori di semiconduttori USA, secondo cui l’industria dei chip difficilmente riuscira’ a rispettare le previsioni di crescita sulle vendite per il 2001 – nel corso del 2000 il settore ha registrato vendite complessive per $204 miliardi, al di sotto delle previsioni.

Il “sentiment” del settore tecnologico e’ trascinato verso il basso anche dal clima negativo che precede l’annuncio dei risultati del quarto trimestre di Cisco Systems, fissato per martedi pomeriggio. First Call/Thompson Financial si attende utili a quota 19 centesimi per azione, in aumento rispetto ai 13 centesimi per azione registrati nello stesso periodo dell’anno prima.

“In gennaio il mercato ha registrato un andamento piu’ che buono nonostante utili deludenti in particolare nel settore high tech – ha detto Barry Hyman, chief investment strategist di Weatherly Securities – E’ difficile non dare ragione agli investitori che, dopo una discreta rimonta dei titoli, hanno deciso adesso di abbandonare le loro posizioni”.

Hyman sostiene infatti che la fiducia degli investitori e’ sostanzialmente in calo e una ripresa dell’economia americana nella seconda meta’ dell’anno e’ ancora in questione.

Concorda Guy Truicko di Unity Management secondo cui i dati di bilancio nel settore high tech non hanno mostrato grossi miglioramenti e potrebbero peggiorare visto che non vi e’ certezza sul fatto che la banca centrale americana abbassi nuovamente il costo del denaro.

Sui listini in generale hanno mostrato una tendenza al rialzo: estrazione petrolifera e gas naturale, chimico, telefonia a lunga distanza, gas naturale, utility e tabacco.

In calo invece il settore semiconduttori, infrastrutture per comunicazioni, grande distribuzione, sistemi infomatici, bevande alcoliche e brokeraggio.