Wall Street sui minimi intraday, pesa la bocciatura della Grecia

14 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

Sui minimi di giornata. Cosi’ si conclude la prima seduta della nuova ottava per Wall Street. Gli indici, che avevano aperto in territorio positivo e ingranato la marcia al rialzo, hanno invertito gradualmente rotta dopo la bocciatura della Grecia da parte di Moody’s.

Il Dow (max intraday a 10329) chiude a 10191 (-20 punti), in calo dello 0.20%. Il Nasdaq registra un risicato +0.02% a 2244 mentre l’S&P 500 segna un calo dello 0.18% a 1090 (-2 punti).

A livello settoriale, la peggior performance va alle risorse di base (-1%) seguiti da banche (-0.5%), energetici (-0.4%), tecnologici (-0.18%) e industriali (-0.1%). Questi ultimi due erano stati i comparti su cui piu’ si erano concentrati gli acquisti come dimostrato dalle performance di Caterpillar, United Technologies e Intel.

A condizionare l’andamento della seduta, e’ stata l’agenzia di rating Moody’s che ha abbassato di 4 gradini il giudizio sui titoli di Stato della Grecia portandoli da A3 a Ba1, livello spazzatura. In pratica i bond emessi dal govero di Atene sono considerati adatti per un investimento speculativo.

A Wall Street torna dunque a far paura il debito sovrano al di la’ dell’Oceano, mentre gli operatori si interrogano se e di quanto i problemi che affliggono l’Europa peseranno anche sugli Stati Uniti. Non circolano certo opinioni ottimistiche sulle misure fino ad ora adottate nell’Eurozona. Basti citare quella di Wilbur Gross.

L’impatto della situazione in Europa, “potrebbe esser limitato per molti motivi. Il primo: Mooody’s non e’ la prima agenzia di rating a bocciare la Grecia. Il secondo: l’outlook resta stabile”, ha detto Marc Chandler, a capo delle strategie valutarie di Brown Brothers Harriman & Co. L’analista ha aggiunto che “la Grecia non dovrebbe far ricorso nuovamente al mercato per raccogliere capitali” e che “la Bce ha gia’ detto che accettera’ i bond greci come collaterali a prescindere dal loro rating”, ha concluso.

“Il sell-off si basa sulla paura ma l’economia Usa resta intatta mentre sembra che quelle europee si muovano con una certa confusione”, ha spiegato David Katz, capo investimenti di Matrix Asset Advisor, con sede a New York.

Ora gli esperti guardano a un livello chiave per l’S&P 500, quello a 1105 punti. “Nel corso della mattinata questa resistenza era stata di poco superata…era quello che aspettavamo. Ma poi siamo tornati indietro”, ha spiegato Phil Orlando, a capo dell’azionario per Federated Investors. Al momento l’S&P 500 resta in calo di 10 punti percentuali rispetto ai massimi di 19 mesi toccati ad aprile.

Sul fronte societario, attenzione al calo di quasi il 10% di BP. In una lettera all’amministratore delegato del gruppo petrolifero inglese Tony Hayward, il leader del Senato Usa Harry Reid ha chiesto che la compagnia metta in un fondo blindato $20 miliardi. Li’ si attingera’ per gli indennizzi a persone o imprese danneggiate dalla marea nera. Resta da capire se la societa’ rinuncera’ alla distribuzione del dividendo, l’anno scorso pari a $10.5 miliardi. La prima cedola sara’ staccata il 22 giugno, la seconda sarebbe prevista per il 27 luglio.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio sono avanzate. I futures con consegna luglio hanno guadagnato $1.29 attestandosi a $75.05 al barile. Sul valutario la moneta unica quota $1.2227 (+0.95%). L’oro ha chiuso in calo di $1 a 1223. Quanto ai Treasury, il rendimento sul benchmark decennale si e’ attestato al 3.2750% dal 3.2160% di venerdi’.