Wall Street sui massimi intraday

24 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Dopo due ore e mezzo di scambi Wall Street si conferma ben intonata dimenticando la cautela dell’apertura. Il tutto dopo il bilancio contrastato della settimana scorsa: primo declino dopo otto settimane per l’S&P 500 mentre per il Dow il bilancio e’ stato positivo per l’ottava volta: si tratta dell’arco temporale di rialzi piu’ lungo da marzo-aprile 2010.

E’ il settore delle risorse di base a guidare i rialzi seguito da quello tecnologico, sostenuto dall’aumento del dividendo da parte di Intel. Il gruppo californiano ha anche deciso di aumentare il programma di riqacquisto di titoli propri a $14,2 miliardi da $10 miliardi.

L’effetto Wall Street si e’ visto in Europa, dove i listini sono riusciti a ignorare le preoccupazione lagate a conti e prospettive deludenti del gruppo olandese Philips Electronics (-5,5% ad Amsterdam). Solo Madrid chiude in leggero calo ma ben lontano dalle flessioni viste nel corso della giornata. A Piazza Affari il Ftse/Mib ha registrato un +0,29% a 22.156 punti. Fiat e Fiat Industrial hanno ceduto rispettivamente il 2,8% e il 4,4% dopo il rally delle ultime settimane legato a rumors di M&A. Bene le banche: +0,5% per Banca Monte dei Paschi di Siena, +2,6% per Banca Popolare di Milano, +2,2% per Unicredit e +0,5% per Intesa Sanpaolo.

Guardando alle condizioni del mercato dei titoli di stato, si e’ assistito oggi a un allentamento degli spread dei titoli periferici: nel caso dell’Italia, il differenziale e’ sceso anche sotto quota 150 punti base. L’Irlanda soffre una crisi politica dopo che nel weekend c’e’ stato lo sfaldamento della coalizione del primo ministro Brian Cowen.

Sulle prospettive dell’azionario gli osservatori di mercato restano divisi: alcuni analisti tecnici si aspettano un trend di acquisti per almeno la prima meta’ dell’anno, ma altri si aspettano una fase di correzione legata a motivi puramente tecnici e per due-tre settimane circa.

Negli Stati Uniti, gli investitori aspettano indicazioni dal secondo discorso dello Stato dell’Unione che domani sera il presidente Obama rilascera’. Il focus sara’ sulle parole riguardanti occupazione e crescita economica. Sempre domani inizia la due giorni del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed chiamato a prendere decisioni sui tassi. Per quanto con questo primo meeting dell’anno ci sia una rotazione dei membri che ne fanno parte, non sono attese novita’ di politica monetaria. Venerdi’ si avra’ la prima lettura del Pil del quarto trimestre, visto intorno a un +3,6% dopo il +2,6% del terzo trimestre.

In tema valutario, non si esclude la possibilita’ di un ritorno anche oltre quota 1,40 dell’euro nei confronti del dollaro. Quest’ultimo non vive proprio un buon momento, se si considera che il mercato la scorsa settimana ha assunto una posizione netta lunga sulla valuta europea per la prima volta in due mesi, a fronte di un raddoppio delle scommesse contro il biglietto verde nei confronti del dollaro.

Detto questo, le sfide per il Vecchio Continente rimangono, come ha riferito in una intervista al Wall Street Journal lo stesso Trichet, che ha lanciato un alert sull’inflazione europea. Il dilemma che il numero uno della Bce si trova ad affrontare non è di poco conto, in quanto l’interrogativo cruciale è se davvero l’Europa possa permettersi ora un aumento dei tassi di rifinanziamento.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico i (b>futures del petrolio con scadenza marzo perdono l’1,66% a 87,63 dollari al barile. I contratti sull’oro con consegna febbraio salgono dello 0,28% a quota $1.344,70 l’oncia. Sul fronte valutario, l’euro segna +0,33% $1,3666. Quanto ai Treasury, il rendimento si trova a quota 3,4020% dal 3,416% di venerdi’.

A Wall Street i volumi sono vicini alla media (sul NYSE scambiati 365 milioni di titoli, sul NASDAQ passati di mano 842 milioni). I titoli in rialzo superano quelli in ribasso (sul NYSE il rapporte e’ 2143/758, sul NASDAQ e’ 1717/836) con i titoli che hanno visto nuovi massimi numericamenti maggiori rispetto a quelli che hanno visto nuovi ribassi (sul NYSE 107 a 12 e sul NASDAQ 59 a 15).

A livello settoriale, in rialzo: Cotton-BAL +3.3%, Cocoa-NIB +3.0%, Solar-TAN +2.6%, Steel-SLX +2.2%, Metals and Mining-XME +2.1%, Australia-EWA +1.7%, Switzerland-EWL +1.5%. In ribasso: Thailand-THD -5.8%, Crude Oil-USO -1.8%, Volatility-VXX -1.8%, Natural Gas-UNG -1.3%, Coffee-JO -1.2%, Livestock-COW -0.9%, Silver-SLV -0.8%, Commodities-GSG -0.8%.