Wall Street sui massimi, guadagni a tre cifre sul Dow Jones

1 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Gli indici americani chiudono la seduta sui massimi di giornata cosi’ come osservato in Europa. Rialzi a tre cifre per il Dow che mette a segno il maggiore guadagno giornaliero dal primo settembre. E’ il migliore giorno in tre mesi per l’indice. Per il Nasdaq e’ stata la migliore seduta da due mesi.

Il Dow ha guadagnato +2.27% a 11255.78 (+249.76 punti), su del 2.05% a 2549.43 (+51.20 punti), incremento dell’1.64% a 1206.07 per l’S&P 500 (+19.47 punti).

Per un giorno sono state accantonate le tensioni sulla crisi del debito sovrano irlandese e il conseguente rischio contagio per altri paesi periferici Ue. Merito anche di due possibilita’ che potrebbero essere interpretate positivamente dal mercato: quella secondo cui la Banca centrale europea segua la Federal Reserve preparandosi a un secondo round di quantitative easing e l’ipotesi di un maggiore contributo degli Stati Uniti (attraverso il Fondo monetario internazionale) nell’European Financial Stability Facility, il pacchetto di aiuti per la zona Euro messo in atto dall’Ue per arginare la crisi Greca di maggio.

Sul primo fronte l’eventuale iniezione di liquidita’ della Bce sarebbe una scelta obbligata ma fatta contro la volonta’ di Trichet, tra i critici delle politiche di allentamento monetario della Fed. Con questa prospettiva si sono ristretti i differenziali dei rendimenti dei titoli di stato dei periferici rispetto al Bund tedesco. Finora pero’ Trichet non si è sbilanciato troppo sull’ ipotesi di emissioni di eurobond . Non resta che vedere cosa emergera’ domani dalla riunione dell’Eurotower.

Sul secondo fronte, le indiscrezioni riportare da Reuters sono state smentite da fonti riportate dal Wall Street Journal. Quale che sia la verita’, il mercato ha accolto positivamente le voci perche’ un maggiore contributo da parti degli Stati Uniti permetterebbe ai PIIGS di tirare un sospiro di sollievo. Tanto piu’ che non mancano nuovi allarmi: sui mercati sono circolate indiscrezioni secondo le quali l’agenzia di rating S&P potrebbe tagliare l’outlook della Francia.

Nuovi segnali di allarme anche per il futuro dell’Italia. Proprio oggi un articolo del Financial Times ha affermato che il paese è sempre piu’ vicino al vortice che ha inghiottito la Grecia e l’Irlanda . La buona notizia e’ che’ si sono ridotti gli spread tra il Bund tedesco e il Btp decennale italiano, che ieri avevano toccato il livello record dall’entrata dell’euro a 213 punti base.

Rassicurazioni sono arrivate intanto da Bankitalia: “per quanto riguarda gli spread sui titoli del debito pubblico oggi sta andando meglio, le cose si sono tranquillizzate”. Lo ha detto il vice direttore generale di Palazzo Koch Ignazio Visco. “C’erano forti esagerazioni nelle reazioni dei mercati, una forte tendenza all’overshooting”, ha aggiunto Visco, sottolineando che “l’uscita da questa crisi vuol dire contenere il debito pubblico e soprattutto crescere”.

Dal ministero dell’Economia arrivano smentite su presunte frasi pronunciate dal ministro Giulio Tremonti che, stando a fonti interne a via XX Settembre, avrebbe detto che la situazione dei mercati finanziari è “indecifrabile” ed è quindi difficile fare previsioni sull’andamento nei prossimi giorni motivo per cui potrebbe esserci un fine settimana imprevedibile perché “la situazione è indecifrabile”. La nota del ministero recita “le frasi attribuite al Ministro Tremonti nel corso della riunione con i rappresentanti delle Regioni sono totalmente prive di ogni fondamento”.

Negli Stati Uniti i dati macroeconomici nel frattempo hanno soddisfatto il mercato. Buone notizie dal mercato del lavoro: a novembre sono stati creati 93 mila posti nel settore privato, piu’ dei 58 mila attesi dagli analisti. E’ cresciuta del 2.3% produttivita’ del terzo trimestre contro attese per un +2.4% ma meglio del dato preliminare.

La spesa per le costruzioni a ottobre e’ salita piu’ del previsto, dello 0.7%. L’Ism manifatturiero di novembre ha invece centrato le attese pur essendo sceso a 56.6.

Dal Beige Book della Fed, inoltre, e’ emerso che l’andamento dell’economia e’ migliorata in 10 dei 12 distretti monitorati. Ma il vero nodo resta il comparto immobiliare residenziale da cui invece sono arrivati nuovi segnali di frenata. Sempre oggi la banca centrale ha pubblicato numeri e nomi delle banche (anche europee) che da fine 2007 hanno fatto ricorso agli 11 programmi messi a punto per sostenere settore ed economia.

L’entusiasmo di oggi non impedisce agli operatori di restare cauti. C’e’ da capire quanto il rally possa reggere. “E’ in atto un rimbalzo tecnico. Una serie di indicatori mostra che gli indici si trovano in territorio di ipercomprato” e qualche investitore sta cercando opportunita’ a prezzi stracciati. Ma teniamo gli occhi puntati sugli spread dei rendimenti per capire se il rambalzo azionario sia o meno sostenibile”, ha aggiunto Harry Sebag di Saxo Banque.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, i futures sul petrolio con consegna gennaio hanno chiuso in rialzo di $2.64 a quota $86.75 il barile. Oggi e’ stato pubblicato il dato delle scorte settimanali, cresciute a sorpresa. Il derivato con scadenza febbraio dell’oro ha segnato +$6.90 a $1393 l’oncia. Il contratto a marzo dell’argento ha guadagnato $0.19 a $28.41. Sul fronte valutario l’euro ha registrato +1.24% a quota $1.3143. Quanto ai Treasury, il rendimento del decennale vale 2.9640% contro il 2.797% di ieri sera.