Società

WALL STREET: SUI LISTINI AMERICANI TORNANO I SELL

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Gli indici azionari americani non sono riusciti a proseguire sulla via dei rialzi imboccata lunedi’ e hanno chiuso la seduta in netto ribasso. A pesare sono state alcune notizie deludenti dal fronte societario e il dato debole sulla fiducia dei consumatori. Il Dow Jones ha ceduto lo 0.89% a 10151, l’S&P500 lo 0.89% a 1151, il Nasdaq ha perso l’1.20% a 1927.

Nel mese di aprile, la fiducia dei consumatori americani ha registrato un nuovo calo, il terzo consecutivo, scendendo a quota 97.7 dai 103 punti di marzo. Il consensus degli analisti era per un valore di 98 punti.

Il dato di oggi accresce le incertezze degli operatori sullo stato dell’economia Usa. I prezzi energetici elevati e i risultati societari che faticano a decollare sono poi ulteriori elementi che alimentano le preoccupazioni sulle prospettive dei mercati.

A contribuire al sentiment negativo oggi sono state alcune notizie deludenti dal settore hi-tech. Le societa’ di chip Infineon e ASM International hanno pubblicato risultati trimestrali inferiori alle attese degli analisti.

Risultati deludenti sono stati comunicati anche dal colosso chimico Du Pont e da Lexmark Intl, societa’ produttrice di stampanti. Quest’ultima ha ceduto circa il 14%, trascinando al ribasso Hewlett-Packard, arretrata del 3%.

Tra gli altri titoli del Dow Jones, hanno riportato pesanti perdite anche Alcoa, Caterpillar, Boeing e American International Group. Si sono distinte in positivo IBM, American Express e Coca Cola. La buona performance di IBM e’ scaturita dall’annuncio del riacquisto di azioni proprie per un valore di $5 miliardi e dell’ aumento del dividendo dell’11%.

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Ricordiamo che dopo la chiusura dei mercati comunicheranno i risultati di bilancio il colosso Internet Amazon.com e la societa’ leader nel settore delle carte di credito American Express.

Spunti positivi sono arrivati dall’altro dato in calendario oggi, relativo alla vendita di case nuove. Nel mese di marzo, l’indicatore ha registrato un aumento del 12% segnando un record storico di 1.413 milioni di unita’. Le previsioni degli economisti erano in media per un valore di 1.190 milioni.

Buone notizie sono giunte anche dal settore energetico. Alcuni funzionari governativi dell’Arabia Saudita si sono dichiarati favorevoli ad un aumento della produzione di greggio, qualora le condizioni del mercato lo dovessero richiedere. Il contratto future con scadenza giugno ha chiuso in ribasso di 37 centesimi a $54.20 al barile. Da segnalare pero’ che, nell’arco della seduta, il prezzo del greggio e’ sceso fino a sfiorare i $53.

Sugli altri mercati, l’euro e’ in ribasso nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di martedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ $1.2972. In rialzo l’oro. Il future con scadenza giugno ha guadagnato $3.10 a $439.10 all’oncia. In leggero ribasso, infine, i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.27% dal 4.25% di lunedi’.

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BORSA: GIU’ WALL STREET, PAGA TRIMESTRALI E FIDUCIA USA

26 Aprile 2005 23:41 NEW YORK (ANSA) – Seduta incolore a Wall Street, con gli indici che, prima in bilico tra modestissimi guadagni e perdite contenute, cedono nel finale e si attestano in territorio negativo. A condizionare i corsi della giornata sono i risultati trimestrali deludenti del colosso della chimica DuPont e del produttore di stampanti Lexmark International, che spinge di riflesso al ribasso anche Hewlett-Packard. Così, il Dow Jones cede lo 0,89% a 10.151,13 punti, il Nasdaq l’1,20% a quota 1.927,44 e lo Standard & Poor’s 500 lo 0,89% a 1.151,74 punti.

In particolare, il comparto tecnologico paga i timori di una frenata del mercato dei semiconduttori: la tedesca Infineon,leader europea del settore, riporta una perdita trimestrale di 114 milioni di euro, nettamente superiore alle previsioni;l’olandese ASM International comunica profitti inferiori alle stime e la Taiwan Semiconductor Manufacturing accusa un ribasso degli utili del 10,5% nel primo trimestre. Brutte notizie, mitigate parzialmente dai positivi dati di un’altra azienda di chip, Altera, e dalla decisione di Ibm di alzare il dividendo dell’11% e di mettere mano a un’operazione di buy-back di 5 miliardi di dollari.

La giornata ha visto anche dati contraddittori sulla congiuntura Usa, con la fiducia dei consumatori in calo e il nuovo record delle compravendite di case nuove, mentre il petrolio frena ancora attestandosi sui 54 dollari al barile. Proprio il livello delle quotazioni del petrolio pesa sulla fiducia dei consumatori, scesa ad aprile a 97,7 punti contro i 103,0 del mese precedente. Una contrazione ‘fisiologica’ e sostanzialmente in linea con le previsioni, che però rappresenta il calo più consistente da cinque mesi a questa parte.

E’ boom, invece, per il mercato immobiliare con le compravendite di case di nuova costruzione che a marzo schizzano del 12,2% alla quota record di 1,431 milioni di unità, quando invece gli economisti puntavano su 1,2 milioni. Sul versante dei singoli titoli, IBM guadagna l’1,10% a 775,43 dollari per azione, ma non riesce a trainare il gigante dei chip per computer Intel (-0,38% a 23,32 dollari). Male invece Hewlett-Packard (-2,99% a 20,47 dollari): sconta i negativi dati trimestrali della rivale Lexmark (-14,03% a 67,70 dollari), che riporta utili pari a 99 cent per azione contro una stima di 1,03 dollari e annuncia previsioni sui profitti del secondo trimestre inferiori alle stime degli analisti. Altera guadagna invece il 7,01% a 20,60 dollari, dopo aver comunicato dati su utili e vendite del primo trimestre superiori alle stime degli analisti.

Sul Dow Jones pesa la negativa prestazione di DuPont (-3,19% a 47,03 dollari) dopo aver comunicato utili del primo trimestre pari a 96 cent azione contro la stima di 1,01 dollari formulata da Thomson Financial. Giù anche Aig (-1,33% a 51,07 dollari) dopo il rapporto dei legali della società secondo cui potrebbero esserci ulteriori rettifiche contabili da effettuare a causa di procedure dubbie usate negli ultimi anni dal management. Recupera nel finale il colosso della Difesa Usa Lockheed Martin (+0,15% a 59,84 dollari) dopo aver comunicato il minore incremento delle vendite degli ultimi tre anni a quota 8,5 miliardi, mentre l’utile netto è salito del 27% a 369 milioni.

Martha Stewart sale del 2,02% a 20,75 dollari per azione dopo aver riportato nel primo trimestre una perdita di 38 cent per azione superiore ai 29 cent previsti dagli analisti. Genentech sale del 4,49% a 72,55 dollari grazie all’annuncio del National Cancer Institute sui risultati degli esperimenti condotti sul farmaco Hecepin, prodotto dalla società. L’uso del farmaco, in particolare, dimezza i rischi di ricadute del tumore al seno, se utilizzato come coadiuvante della chemioterapia Infine, l’attesa per la diffusione dei dati trimestrali fa perdere terreno ad Amazon.com (-2,45% a 32,71 dollari). Il retailer online, infatti, riporta a mercati chiusi risultati inferiori alle stime degli analisti.