WALL STREET SU STRADE SEPARATE A META’ SEDUTA

26 Febbraio 2004, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) NEW YORK – 26 FEBBRAIO – Wall Street prova a reagire dopo la delusione per i dati macroeconomici resi noti in mattinata. Il Nasdaq riesce e riportarsi sopra la parita’ mentre sul Dow Jones rimane il segno meno.

Prima dell’apertura dei mercati, il consueto appuntamento con le nuove richieste di sussidi alla disoccupazione per la settimana passata ha deluso leggermente le attese toccando quota 350.000 unita’. Si tratta comunque di un valore assoluto piuttosto basso. La vera e propria batosta e’ arrivata dal dato sugli ordini dei beni durevoli per il mese di gennaio.

Il mercato sperava di vedere un aumento tendenziale del +1.4% e invece si e’ registrato -1.8%. Il colpevole della forte differenza e’ la componente relativa ai trasporti che ha registrato il peggiore declino dal settebre del 2002. La crescita degli ordini del comparto elettronico ha solo in parte mitigato la delusione degli investitori.

A borsa aperta e’ arrivato poi il dato sulla vendita di case nuove per il mese di gennaio, in calo del 1.7% ma leggermente migliore delle attese. Il report, unito a quello pubblicato ieri sulle case esistenti, mostra un quadro generale del mercato immobiliare ancora positivo.

Sul Dow Jones in forte ribasso sono da segnalare Boeing e United Technology che perdono rispettivamente il 3.54% e il 2.68%. Sopra il punto percentuale di perdita anche AT&T e Honeywell.

Resistono sopra la parita’ Disney, miglior titolo del listino con +1.14% e Hewlett-Packard (+1.01%). Il Dow Jones resiste a perdite che sarebbero piu’ consistenti grazie al frazionale rialzo dei nomi piu’ “pesanti” in termine di punti indice: IBM (+0.38%), Procter & Gamble (+0.25%) e Altria (+0.48%).

Sul Nasdaq pur non registrandosi grandi performance tra i nomi piu’ seguiti, le cose vanno meglio che al Dow Jones. Solo Microsoft alle prese con nuovi problemi legali legati alle normative antitrust, questa volta in Giappone, e’ in terreno negativo. Intel guadagna lo 0.37% ma non riesce ancora a superare la soglia psicologica dei $30.

Bene anche Amazon che dopo qualche seduta difficile avanza del 1.68%. Dell cresce dello 0.63% anche grazie al dato sui beni durevoli che in pratica salva solo i computer e i prodotti elettronici.

Sul comparto equity vanno inoltre segnalate le revisioni al rialzo di Thomas Doerflinger di UBS e di Tobias Levkovich, di Smith Barney che alzano le stime sull’EPS dello Standard&Poor 500 rispettivamente da $63 e $61.75 a $64 e $63.

Volumi di contrattazione deboli anche oggi. Alle 12.00 E.T. il volume di scambio e’ di 543.81 milioni di pezzi al NYSE e 737.13 milioni al Nasdaq. I titoli in rialzo contro quelli in ribasso sono 1.728 a 1.346 al Nyse e 1.623 a 1.284 al Nasdaq. I nuovi massimi contro i nuovi minimi delle ultime 52 settimane sono: 123 a 3 al NYSE e 77 a 4 al Nasdaq.

Cedono qualcosa I titoli di Stato che dopo aver sfiorato rendimenti vicini ai minimi dell’anno, oggi invertono parzialmente la rotta. La scadenza a 10 anni fa segnare un rendimento del 4.04%.

Sul fronte valutario il dollaro prosegue la fase positiva di recupero sia sull’euro che sullo yen giapponese, pur rimanendo sotto i massimi toccati in mattinata. Le pressioni politiche per un taglio ai tassi d’interesse in Europa e le voci sempre piu’ insistemti sulla necessita’ di interventi concertati delle Banche centrali, in questo momento, favoriscono il biglietto verde.

Per quanto riguarda oro e petrolio, procede la fase di ribasso del primo sul recupero del dollaro, mentre il secondo pur se in frazionale calo si mantiene vicino ai massimi dell’anno. I future con scadenza ad aprile quotano rispettivamente $393.30 all’oncia (-$2.8) e $35.60 al barile per il light sweet crude (-$0.06).