Wall Street: stop alla corsa, lo suggerisce questo rapporto

9 Febbraio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street ha tentato fino all’ultimo di recuperare il segno piu’ ma la giornata di scambi si chiude in rosso, in linea con quanto accaduto prima in Asia e poi in Europa. Soltanto il Dow evita le vendite con un colpo di reni mettendo cosi’ a segno l’ottava seduta all’insu’.

Il Dow vede un rialzo dello 0,06% a 12.239,89 (+6,74 punti). Giu’ dello 0,29% a 2.789,07 il Nasdaq (-7,98 punti). L’ultima volta che l’indice tecnologico aveva toccato il livello 2.800 era il novembre 2007. Calo dello 0,28% a 1.320,88 per l’S&P 500 (-3,69 punti).

A livello settoriale rialzo dello 0,26% per i beni ciclici, su dello 0,2% telecom e utilities, calo dello 0,15% per i tech, giu’ dello 0,26% l’health care, -0,3% per i titoli finanziari. La maglia nera va a risorse di base (-0,85%) ed energetici (-1,04%).

Sui listini c’e’ stato un brusco calo quando, sul floor al Nyse, e’ iniziata a circolare la voce secondo cui per Paul Tudor Jones, a capo dell’hedge fund Tudor Investment, l’S&P 500 ha raggiunto il suo picco. Poi e’ arrivata la smentita ufficiale ma i listini, seppur lontani dai minimi intraday, sono rimasti sotto la parita’.

“La striscia di sedute positive consecutive sta per finire. Il mercato e’ in ipercomprato e una fase di raffreddamento e’ attesa. Mi aspetto un ritracciamento del 2-3%”, ha dichiarato a Marketwatch Andrew Fitzpatrick, direttore investimenti di Hinsdale Associates. “Nel lungo termine la situazione resta intatta con miglioramento dell’economia e degli utili societari che spingeranno i listini”, ha aggiunto.

“Il mercato non ha avuto un catalizzatore che permettesse di evitare le vendite. E’ difficile parlare del ‘muro della paura’. Il mercato finora non ha fatto che scalare il muro dell’ottimismo”, ha aggiunto Marc Pado, strategist di Cantor Fitzgerald.

Gli analisti tecnici nel frattempo stanno studiando un particolare ratio, ossia il rapporto tra il prezzo dell’oro e quello del rame. Nel grafico in questa pagina emerge che “ogni volta che l’S&P500 (linea blu) ha visto dei massimi o dei minimi, il rapporto tra oro e rame (in rosso) si e’ comportato all’inverso”, si legge in una nota diffusa da 2 Rivers Consulting a New York. “Recentemente tale ratio ha raggiunto condizioni di ipervenduto e sembra pronto a invertire rotta al rialzo, suggerendo che che il picco nell’azionario potrebbe essere temporaneo” (vedi grafico).
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Per quanto riguarda il benchmark di Wall Street “La parte alta del range 1.280-1.325 in SP500 e’ stata raggiunta. Sebbene questo rally possa continuare fino all’area 1.340, iniziamo ad essere dubbiosi” riporta 2 Rivers Consulting, che ha “abbandonato le posizioni lunghe sul rame, alzato aggressivamente il numero degli stop loss su azionario e materie prime (fatta eccezione per oro e argento)” mentre resta in attesa di comprare Treasury. “Una rottura sotto il supporto 1.316 potrebbe portare a 1.270-1.280. Se (difficilmente) l’area 1.270-80 verra’ rotta il succesivo target da aspettarsi e’ a 1.230” hanno spiegato da 2 Rivers Consulting concludendo con le prospettive per l’Euro Soxx: “una discesa al di sotto di 3.015 potrebbe portare a 2.915. Difficile che venga raggiunta quota 2.915 ma se cosi’ fosse aspettative il target a 2.870”.

Tornando alla giornata a Wall Street, si ricorda il rialzo dei titoli Coca Cola (KO) e Disney (DIS) grazie ai conti. Rally a doppia cifra per Nyse Euronext (NYX): confermate trattative in corso per la fusione con Deutsche Boerse (DBOEY). E’ questa la dimostrazione di un consolidamento in atto nel settore dopo le nozze annunciate tra London Stock Exchange (LSE) e la societa’ che gestisce la borsa a Toronto.

Scambi di domande e risposte al veleno tra il numero uno della Fed e i Repubblicani nella prima testimonianza alla Camera da quando il partito all’opposione ha preso posto dopo le elezioni di Mid-Term. Nel suo discorso Bernanke non ha fatto emergere grosse novita’ rispetto alle indicazioni pervenute dall’ultima riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria chiamato a prendere decisioni sui tassi.

Bernanke ha difeso il piano da $600 miliardi di riacquisto di Treasury a lunga scadenza, ha spiegato che negli ultimi mesi l’economia sembra essersi rafforzata ma ha anche precisato che “fino a quando non si vedra’ un lungo periodo di forte creazione di posti di lavoro, non si puo’ considerare la ripresa veramente consolidata”. Il governatore ha inoltre aggiunto che l’inflazione non preoccupa.

E’ stato ormai digerito il rialzo dei tassi di interesse deciso ieri dalla banca centrale cinese. Preoccupate sembrano essere soprattutto Australia e Canada: entrambe fornitrici di materie prime, le due economie temono infatti che in caso di indebolimento della Cina, le loro forniture di materie prime andrebbero a diminuire, provocando a catena una flessione delle esportazioni, del Pil e delle divise di riferimento. Il Giappone inoltre e’ entrato nel mirino del Fmi e di Moody’s: alle prese con i suoi debiti pubblici colossali e condizioni precarie delle banche locali il paese e’ stato messo in guardia. Il governo e’ stato invitato a fare di piu’ per mettere un freno a un debito al 200% rispetto al Pil.

Sugli altri mercati, i futures con scadenza marzo del petrolio hanno segnato un calo dello 0,3% a $86,71 il barile. I contratti con scadenza aprile dell’oro hanno guadagnato lo 0,1% a $1.365,50 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro e’ avanzato dello 0,76% $1,3728. Quanto ai Treasury, il rendimento sul decennale vale il 3,6420% dal 3,725% di ieri.