WALL STREET: SPUNTI SULL’ HI-TECH, DOW INCHIODATO

5 Maggio 2004, di Redazione Wall Street Italia

Seduta contrastata alla Borsa di New York. Al termine delle contrattazioni Wall Street perde per un soffio il terzo risultato utile consecutivo, portando l’indice Dow Jones a cedere lo 0,06% a 10.310,95 punti, mentre lo S&P 500 ha guadagnato lo 0,18% a 1.121,59 punti e il Nasdaq lo 0,35% a 1.957,26 punti. La borsa americana e’ comunque abbastanza ferma, con un trading range, secondo alcuni analisti (vedi Target News, riservato agli abbonati a INSIDER) che per lo S&P 500 e’ compreso nelle ultime settimane tra quota 1160 (al rialzo) e quota 1091 (al ribasso).

Il volume ha toccato 1,5 miliardi di azioni scambiate sul New York Stock Exchange, rialzi e ribassi sono stati alla pari. Circa 1,6 miliardi di titoli (volume basso) sono scambiati sul Nasdaq, con i rialzi che hanno battuto i ribassi per 5 a 4.

Pur senza scendere – apparendo però apatico per lunghi tratti della giornata – il primo mercato finanziario mondiale non è riuscito a mettere a segno un’altra prestazione connotata dal segno più all’indomani della decisione della Federal Reserve di lasciare invariato il costo del denaro e a conlusione di un giorno che ha visto l’indice Ism manifatturiero salire alla quota record di 68,4.

Dopo la decisione della Federal Reserve di lasciare invariati i tassi d’interesse all’1% (minimo di 46 anni), il focus degli operatori si e’ spostato sul mercato del lavoro. Venerdi’ saranno pubblicati i dati sull’occupazione di aprile.

Il rapporto fornira’ indicazioni piu’ precise sulla robustezza della ripresa americana e sulle possibili conseguenze in materia di politica monetaria. Le attese degli analisti sono per una crescita del numero di occupati di 165.000 unita’.

Dal fronte economico, come detto, continuano ad arrivare spunti incoraggianti. Nel mese di aprile l’ISM non manifatturiero (Index for Supply Management) si e’ attestato alla quota record di 68.4 punti, battendo il consensus degli analisti di 65 punti.

Sugli altri mercati, il dollaro e’ ai minimi di quattro settimane sull’euro, a $1.2156. A trainare la moneta unica, l’ottimismo sulla ripresa economica europea e le aspettative che la BCE non tagliera’ il costo del denaro.

L’oro e’ in lieve progresso, favorito dall’indebolimento del biglietto verde. Il petrolio continua a guadagnare terreno, con il prezzo dei future a $39.12 al barile, ai massimi di 13 anni. Continuano a spingere la quotazione del greggio le preoccupazioni per la situazione in Medio Oriente e per un possibile deficit per l’estate. I titoli di Stato, infine, sono calati, con il rendimento sul Treasury a 10 anni che e’ salito a fine seduta al 4.57%.

Rassicurata sul fronte industriale, la piazza newyorchese ha perso l’occasione dell’ennesima fusione nel settore bancario e della persistente crescita dei titoli tecnologici per avanzare e regalare agli investitori ancora una seduta all’insegna della tranquillità, evitando di farsi condizionare dai timori per la stretta monetaria che Fed assesterà, nel prossimo futuro, sull’economia americana.

Tra i diversi comparti – comunque – male si è comportato quello finanziario con Citigroup e Jp Morgan (-0,5%), entrambe in calo nonostante il clima di fiducia generato dall’offerta di acquisto da 10,5 miliardi di dollari lanciata a Charter One (+22%) dalla Royal Bank of Scotland.

In luce – grazie al volo del petrolio, oramai sulla soglia dei 40 dollari al barile – anche le società energetiche: ExxonMobil ha raccolto l’1% mentre ChevronTexaco è avanzata dell’1,3%%. Brillante anche Coca Cola che ha salutato la nomina del suo nuovo amministratore delegato, Neville Isdell, con un rialzo dell’1,6%.

Positivi sin dall’avvio della settimana e brillanti ancora una volta i titoli high-tech. Nonostante il virus Sasser che continua a colpire i computer di mezzo mondo, Ipix è salita del 33,5% e Yahoo! ha raccolto lo 0,5% mentre il produttore di semiconduttori, Cypress Semiconductor, ha guadagnato il 5,9% dopo avere reso noto di attendersi, per il secondo trimestre fiscale, un utile di 23 centesimi per azione. Bene anche Dell, che guadagna sull’onda dei commenti positivi di alcune banche d’affari. Da dimenticare, invece, la marcia delle case di tlc con Nortel Networks a perdere l’1,7% e Lucent Technologies l’1,1%.