WALL STREET SPROFONDA
AL GIRO DI BOA, DOW -3%

3 Settembre 2002, di Redazione Wall Street Italia

Si allarga l’emorragia degli indici a meta’ giornata. I listini sembrano dunque avviarsi ad una quinta seduta consecutiva di ribassi e fin qui non e’ apparso nessun segnale di recupero.

Sul Dow Jones – che viaggia sotto quota 8.400 per la prima volta dal 9 agosto – permane il blocco degli ordini automatici di vendita una misura per evitare gli eccessi di ribasso. Dopo un avvio al ribasso sulla scia di alcune notizie negative dal fronte societario che vedono coinvolti colossi come Intel (INTC – Nasdaq) e Citigroup (C – Nyse) , i listini hanno accelerato al ribasso dopo la comunicazione dell’ ISM manifattiriero di agosto, attestatosi a quota 50,5, appena 0,5 punti sopra l’importante linea di demarcazione tra espansione e contrazione. Preoccupante in particolare il sotto indice dei nuovi ordini, sceso a quota 49,7 un numero che va ad alimentare i timori di una recessione a doppio minimo. Ad alimentare il clima negativo di Wall Street, la situazione del listino giapponese, che e’ ai minimi da 19 anni e la debolezza del biglietto verde rispetto all’ euro e alle altre valute. La moneta europea, subito dopo la comunicazione dell’ISM ha raggiunto 99,67 centesimi di dollaro.

Venendo in particolare alla situazione dei listini, appare piuttosto difficile in questo momento un recupero e una ripresa del trend rialzista di agosto. Prima dell’emorragia odierna quattro sedute consecutive di perdita avevano gia’ portato il listino industriale a perdere quasi 250 punti nella settimana scorsa. Solo un pronto recupero prima sopra 8.741 e poi oltre 8.820 riporterebbe ad essere cautamente ottimisti, ma come abbiamo detto, al momento, questa possibilita’ appare remota. Il trend rialzista incominciato alla fine di luglio sarebbe infatti confermato solo sopra 9.050. Al ribasso, in caso di un completamento della figura di spalla-testa-spalla in formazione, i prossimi target sono 8.280 e 8.050 punti. Discorso analogo per il Nasdaq. La situazione e’ compromessa a meno di un ritorno sopra quota 1.345 prima e, successivamente sopra 1.395. In caso di discesa da monitorare i livelli di 1.260 e 1.212 punti. Da segnalare, tuttavia, che i volumi di contrattazione continuano ad essere sotto la media registrata a luglio di quasi il 30%. Attenzione quindi a segnali generati da un mercato sul quale molti degli abituali protagonisti sono assenti o contrattano titoli a ritmo ridotto. In queste condizioni, gli analisti dicono che acquistare semplicemente sui ribassi puo’ essere pericoloso. Meglio aspettare livelli tecnici importanti e motivazioni fondamentali giustificate.

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Come si diceva, a deprimere gli investitori, molte notizie negative provenienti dal fronte societario che vanno ad alimentare le preoccupazioni sulla ripresa degli utili. In particolare pesa la preoccupazione per un possibile ‘profit warning’ del colosso dei semiconduttori Intel (INTC – Nasdaq), paventato dalla banca d’affari Lehman Brothers e’ il rating ‘sell’ di Prudential sul colosso finanziario Citigroup (C – Nyse) sul quale intanto si e’ allargata l’inchiesta avviata dalla procura generale di New York in merito ai conflitti d’interesse della banca d’affari Salomon Smith Barney.
Ma le brutte notizie non finiscono qui, sempre nel settore finanziario, Morgan Stanley ha poi tagliato le stime 2002 e 2003 della rivale Goldman Sachs (GS – Nyse). Da segnalare poi che Soundview ha tagliato stime su utili 2003/2004 e target price del colosso Internet Yahho! (YHOO – Nasdaq) e che UBS Warburg ha tagliato il giudizio da ‘hold’ a ‘reduce’ e il target price del gigante automobilistico Ford (F – Nyse). Licenziamenti in arrivo, inoltre, per il colosso informatico IBM (IBM – Nyse)

Sul fronte internazionale da monitorare e’ il progressivo isolamento degli Stati Uniti nel trovare consenso ad un attacco all’Iraq. L’amministrazione USA oltre ai Paesi arabi ha incassato critiche o consigli di attendere da Paesi come Russia ed Inghilterra. Per il momento le Borse non sembrano scontare nelle quotazioni questi squilibri. Tuttavia in mancanza di un atteggiamento piu’ aperto a soluzioni alternative alla guerra, l’amministrazione Bush, gia’ oggetto di ampie critiche per quanto riguarda l’influenza del suo operato in Borsa, potrebbe veramente chiudersi in un angolo da cui sarebbe poi difficile uscire.

Tornando a parlare della situazione economica, da segnalare che, secondo i dati forniti dalla societa’ di ricerca specializzata nel mercato del lavoro Challenger Gray & Christmas, ad agosto le aziende Usa hanno annunciato tagli per 118.067 posti , una crescita del 46% rispetto agli 80.966 tagli annunciati a luglio. Si tratta dei livelli massimi degli ultimi sei mesi e della terza peggiore performance di quest’anno.

Nel frattempo aumenta la possibilita’ di un prossimo taglio ai tassi d’interesse. I futures sui Fed funds indicano infatti una probabilità del 20% di un taglio di 25 punti base (0,25%) ai tassi d’interesse da parte della Fed il prossimo ottobre. La probabilità di un taglio entro novembre è del 40%, quella di un taglio entro dicembre è salita al 64%.

E al proposito, Bill Gross , il guru di Pacific Investment Management Company (più nota come Pimco) ha detto che la Fed “ha bisogno” di ridurre i tassi d’interesse. Pimco è una della maggiori società al mondo nella gestione di fondi obbligazionari, con $274,4 miliardi gestiti al 30 giugno 2002.

I TITOLI E I SETTORI IN MOVIMENTO

In rosso il colosso fotografico e blue chip del Dow Jones Kodak (EK – Nyse) bacchettato da Merrill Lynch che ha confermato il giudizio reduce/sell sul titolo.

SEMICONDUTTORI (SOX). IN FORTE RIBASSO.
A pesare sul settore la nota negativa Lehman Brothers sul colosso Intel (INTC – Nasdaq). Il broker prevede che INTC tagliera’ le stime sugli utili 2002 e 2003 quando giovedi’ prossimo terra’ il meeting di aggiornamento di meta’ trimestre. Lehman prevede inoltre che il gruppo rivedra’ al ribasso il range sul fatturato per il terzo trimestre. Il rating sul titolo rimane “underweight” e $22 il target price. Dal comparto arrivano anche segnali positivi, anche se al momento non sembrano mostrare buoni frutti sul mercato. La SIA (Semiconductor Industry Association) ha reso noto che le vendite mondiali di chip sono cresciute del 2,9% rispetto a giugno, a $11,7 miliardi. Su base annuale la crescita è stata dell’8%. Praticamente fermi il mercato europeo e americano (+0,5% rispetto a giugno), il Giappone, con una crescita dell’8,5%, è stato ancora il mercato più dinamico. George Scalise, presidente dalla SIA, ha dichiarato che i dati mostrano una ripresa del settore a livello globale, moderata ma continua, e che su basi annuali potrebbe attestarsi tra il 7% e il 9% nel trimestre in corso, mentre nell’intero 2002 la crescita sarà del 3%.

FINANZIARIO (DJ_FIN), BROKER (DJ_SCR). IN ROSSO.
A portare quest’oggi pressione sul settore e’ ancora una volta Citigroup (C – Nyse) dopo la notizia che l’indagine di Eliott Spitzer, procuratore generale di New York sulla Banca d’affari Salomon Smith Barney si starebbe allargando. I nuovi nomi su cui si sta cercando di fare luce sono quelli di Michael Carpenter, Edoardo Mestre (Presidente di Salomon Investment) e Kevin McCaffrey (capo del dipartimento di ricerca di Salomon), quest’ultimo era il diretto superiore di Jack Grubman, il chiacchierato analista specialista di telecomunicazioni da cui e’ partita tutta l’inchiesta. Nel frattempo la banca d’affari Prudential ha tagliato il giudizio sul titolo da ‘hold’ a ‘sell’ sull’aspettativa che il colosso finanziario deludera’ le stime sugli utili e sulle preoccupazioni legate ai rischi ligali. Il broker ha inoltre ridotto le stime sugli utili 2002 e 2003 sulla scia della debolezza dei mercati capitali e dell’esposizione ai debiti in America Latina. La banca d’affari Morgan Stanley ha poi tagliato le stime 2002 e 2003 della rivale Goldman Sachs (GS – Nyse) e prevede perdite dal principale portafogLio d’investimento.

INFORMATICO (GHA). IN FORTE PERDITA
Sotto pressione Hewlett-Packard (HPQ – Nyse) che, secondo le due societa’ di ricerca IDC e Gartner, ha perso importanti quote di mercato nel business dei server per personal computer a scapito di Dell e IBM. A pesare sul titolo anche la decisione, da parte della catena di prodotti elettronici Best Buy (BBY – Nyse) di ridurre nei propri negozi lo spazio destinato a prodotti di hpq. Ma e’ in rosso anche IBM (IBM – Nyse) che, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, taglierà 4.000 posti di lavoro, non appena completata l’acquisizione di PricewaterhouseCoopers. L’acquisizione della società di consulenza era stata annunciata lo scorso mese. Il costo dell’operazione per Big Blue sarà di $3,5 miliardi.

AUTO (DJ_ATO)
In ribasso il colosso Ford (F – Nyse) dopo che la banca d’affari UBS Warburg ne ha tagliato il giudizio da ‘hold’ a ‘reduce’ e il target price da $12 a $9,50. Male anche la blue chip General Motors (GM – Nyse).

FARMACEUTICO (DRG). IN PERDITA
In calo anche il colosso Bristol-Myers (BMY – Nyse) nonostante abbia ricevuto dalla Food and Drug Administration, l’organo di controllo sul settore alimentare e farmaceutico Usa, l’approvazione per il suo trattamento contro la schizofrenia, Abilify.
Buone notizie anche per Guidant (GDT – Nyse) che per il suo farmaco Achieve ha ricevuto l’approvazione per la vendita in Europa, e cio’ rappresenta la prima approvazione per il prodotto in tutto il mondo. Ma anche questo titolo e’ in rosso.

INTERNET (GIN), IN FORTE CALO
A trascinare in rosso il comparto e’ Yhoo! (YHOO – Nasdaq) dopo che la banca d’affari Soundview ne ha tagliato le stime sugli utili 2003/2004 e ne ha ridotto il target price da $20 a $15.

WIRELESS (YLS). IN RIBASSO
Nokia (NOK – Nyse): la societa’ finlandese ha annunciato un nuovo accordo commerciale con Orange (France Telecom) per la fornitura di MMS (messaggistica multimediale).

AEREO (XAL). IN ROSSO.
In controtendenza United Airlines (UAL – Nyse) che – in difficolta’ – ha annunciato il cambio del CEO e Presidente. Alla guida della societa’ in lotta per evitare la bancarotta andra’ Glenn F. Tilton.

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