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WALL STREET: SPRINT INIZIALE, RIBASSISTI ALL’ANGOLO

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Gli indici americani aprono la sessione con forza in positivo, alla ricerca di un convinto recupero che possa ridurre parte delle forti perdite dei giorni scorsi. Il Dow Jones sale +0.82% a 12,149.67 (+99.26), l’S&P500 e’ a 1,388.06 (+13.94) in rialzo +1.01%, il Nasdaq schizza a 2,371.41 (+30.73): un balzo di +1.31%.

Il progresso della borsa americana segue la forza mostrata dai mercati azionari in Asia e in Europa dove i listini di riferimento sono cresciuti in media dell’1%-2%. Per Wall Street gioca in modo palese l’effetto volano fornito dalle affrettate ricoperture dei ribassisti. Tutto sta a vedere come sara’ la chiusura degli indici Usa stasera (le ultime chiusure Usa sono state tutte molto brutte).

Il rimbalzo di oggi arriva comunque dopo una settimana in cui Wall Street ha lasciato sul terreno circa il 5% mentre tutte le borse mondiali hanno accusato perdite complessive di $1.8 trilioni. Cio’ lascia negli operatori una sensazione di iper-venduto, se non altro nel breve termine.
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Un forte supporto al mercato azionario arriva dal valutario, dove lo yen ha registrato il piu’ marcato calo nei confronti dell’euro in 17 mesi e in 3 mesi sul dollaro. Nelle sale trading delle grandi banche di New York cio’ viene preso come un segnale si stabilizzazione sui mercati, dopo il sell off globale dell’ultima settimana.

A rimandare short e ribassisti nell’angolo ha contribuito anche il ministro del Tesoro americano, Henry Paulson, che da Tokyo ha detto che la debolezza del mercato immmobiliare Usa e le crescenti preoccupazioni su banche e finanziarie specializzate in mutui “a rischio”, non avranno un impatto significativo sul settore finanziario o sull’economia degli Stati Uniti in generale.

A sostenere i listini americani infine, secondo gli operatori, sono le notizie relative alle operazioni societarie di fusioni ed acquisizioni. Nel comparto finanziario, Citigroup ([[C]]) ha avanzato un’offerta di $10.8 miliardi per rilevare la parte della giapponese Nikko Cordial che ancora non possiede; si tratta della terza banca del Sol Levante.

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Sul fronte macro come atteso, la produttivita’ del quarto trimestre e’ stata rivista al ribasso rispetto alla lettura preliminare. Il dato ha registrato una crescita dell’1.6% contro l’1.7%, mentre il costo unitario del lavoro ha registrato un progresso del 6.6%, il che ha sollevato parecchie preoccupazioni sulle possibili pressioni inflazionistiche. Il tutto pone ulteriori enfasi sull’importante rapporto occupazionale che verra’ diffuso a fine settimana.
Sugli altri mercati, nel comparto energetico il greggio avanza di $0.37 a 60.44 al barile. Sul valutario l’euro e’ stabile nei confronti del dollaro a quota 1.3093. L’oro avanza di $5.00 a $644.20 l’oncia. In ribasso i titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.53%.