WALL STREET SOTTOTONO, DEPRESSA DA DEBITO E CINA

15 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

La debolezza della prima mattinata e’ dovuta in gran parte al rafforzamento del dollaro e ai ribassi accusati dalle altre Borse mondiali, dove le notizie circa un potenziale piano di salvataggio della Grecia continuano a non offrire dettagli di rilievo.

Il Dow cede lo 0.12% a quota 10611.92, il Nasdaq perde lo 0.21% in area 2362.65, mentre l’S&P 500 lascia sul campo lo 0.18% a 1147.91 punti. Nel frattempo persistono i timori che Cina e India si vedranno presto costrette ad apportare una stretta monetaria nel tentativo di porre un freno alla crescita economica e alleviare le pressioni inflattive.

Rimanendo in tema di politica monetaria, in settimana il comitato della Fed, il FOMC, annuncera’ la sua decisione sui tassi. In attesa di leggere il documento e’ probabile che gli investitori tendano a non sbilanciarsi troppo.

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Dal fronte dell’attivita’ manifatturiera non sono giunte notizie troppo incoraggianti: in marzo l’indice Empire State di New York ha accusato una battuta d’arresto dopo due mesi consecutivi di rialzi. Meglio la produzione industriale, che in febbraio ha registrato un rialzo, allungando a otto la serie positiva consecutiva, con il +0.1% che e’ risultato appena superiore alle previsioni.

Sull’andamento sottotono della prima mattinata pesa inoltre l’avvertimento lanciato da Moody’s circa i rischi creditizi del debito sovrano di Stati Uniti, Francia, Germania e Regno Unito. Sebbene i rating di tripla A rimangano intatti, sussiste il rischio di un declassamento.

Sugli altri mercati sterlina ed euro si indeboliscono rispetto a dollaro e yen, che traggono vantaggio dal loro status di bene rifugio.

Ancora altre notizie in arrivo dal fronte macroecononomico Usa: la fiducia dei costruttori immobiliari dovrebbe rimanere invariata in marzo, con il consensus dell’indice mensile a cura del NAHB che e’ per una lettura di 17. I dati saranno presentati alle 18 italiane.

All’interno della sfera societaria Royal Dutch Shell e PetroChina sono ancora in trattativa per l’acquisto di Arrow Energy, nonostante le indiscrezioni stampa secondo cui quest’ultima finira’ con ogni probabilita’ per respingere l’offerta. I titoli Shell lasciano sul campo circa un punto percentuale.

Sempre in ambito M&A, Phillips-Van Heusen ha annunciato di essere vicina ad un accordo per l’acquisto dell’azienda di abbigliamento Tommy Hilfiger per circa $3 miliardi. Intanto a causa degli scontri con Pechino circa i limiti imposti da quest’ultima a livello di censura, cresce la possibilita’ che Google chiuda la versione cinese del suo motore di ricerca.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio sono in rialzo. I futures con consegna aprile arretrano di $0.86 attestandosi a quota $80.38 al barile. Sul valutario la moneta unica cede terreno a quota $1.3705 (-0.47%). L’oro guadagna $2.40 in area $1104.10 l’oncia. In cauto rialzo i Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che si attesta al 3.7100% (-4 punti base).