Wall Street sotto attacco, Nasdaq cala -4%, S&P500 sfonda al ribasso il cruciale supporto di 1040

29 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

Accelerazione al ribasso degli indici americani. Allo scoccare delle 3:15 (le 21:15 in Italia) sono partiti nuovi ordini di vendita che hanno portato il Nasdaq a perdere -4% a quota 2132, lo S&P500 in calo -3.30% a 1039 sotto il fatidico supporto di quota 1040 e il Dow Jones in ribasso -2.84% a quota 9850. Tutti gli indici sono ai minimi di novembre.

Ad aumentare la tensione ribassista, un altro episodio, rivelato da WSI. Un altro “flash crash”, stavolta sui titoli Citigroup, crollata -20%. I soliti HFT (high frequency trading, cioe’ gli ordini gestiti dai computer delle banche) hanno immesso un maxi-ordine sell sulle azioni Citi (C) provocando l’innesco dei sistemi automatici di frenata del ribasso (circuitbreaker) al New York Stock Exchange, quando il calo ha superato -20%. Leggere Un altro “flash crash”, stavolta su Citigroup, il titolo crolla -20%
Gia’ in partenza i listini americani erano partiti male, replicando i ribassi in atto sulle piazze europee e al sell-off registrato sulle borse asiatiche, con Shanghai che ha lasciato sul terreno il 4.3% (minimi di 14 mesi) mentre Tokyo l’1.27%. Ma dopo mezz’ora dall’avvio delle contrattazioni, con il calo maggiore del pevisto della fiducia dei consumatori a giugno, le flessioni sono aumentate tanto da spingere il Dow a perdere 222 punti sotto quota 10000.

L’indice ora cede 214 punti a 9923 (-2.13%), il Nasdaq lascia sul terreno 59 punti a 2162 (-2.65%) mentre l’S&P 500 cede 25 punti a 1050 (-2.33%).

A catena si muovo i prezzi dei Treasury, con relativa ritirata dei rendimenti: quello sul 30ennale e’ sceso sotto il 4% mentre il decennale e’ sotto il 3%. Nuovi minimi storici per lo yield dei buoni del Tesoro Usa a 2 anni.

A spiegare la pioggia di vendite l’inatteso calo della fiducia dei consumatori nel mese di giugno.

Dato che va ada ggiungersi alle cattive notizie arrivate dalla Cina e dall’Europa. Nel primo caso, e’ stato rivisto al ribasso (e non di poco) il Superindice di aprile (a +0.3% da +1.7% mese su mese). Tra gli operatori si e’ cosi’ sparso il timore su un rallentamento piu’ forte delle attese dell’economia del Dragone.

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Nel caso europeeo, molte banche devono restituire alla Bce i fondi presi in prestito un anno fa, lasciando intuire una carenza di liquidita’ nel sistema finanziario di oltre 100 miliardi di euro.
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Continua cosi’ il rafforzamento del dollaro mentre l’euro si alontana al ribasso da quota $1.22. Nuovo record minimo contro il franco svizzero.

In Usa, tornando in ambito macro, l’Indice Case&Shiller e’ stato invece migliore delle attese. Resta in calendario la fiducia dei consumatori.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio sono in ritirata. I futures con consegna agosto arretrano di $2.48 attestandosi a quota $75.77 al barile. L’oro e’ piatto a quota $1238 l’oncia. Il cross euro/dollaro si trova a $1.2181 (-0.76%). Quanto ai Treasury, il rendimento sul benchmark decennale si trova al 2.9920% dal 3.032% di ieri.