Wall Street sostenuta dalle parole di Draghi, interrotta scia negativa

26 Luglio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Wall Street in forte rialzo, sulla scia delle parole del numero uno della Banca centrale europea, Mario Draghi, che ha confermato il suo impegno a sostenere la moneta unica e garantirne la sopravvivenza. Euro a oltre $1,2281. Il ritorno della propensione al rischio scatena i sell sui Treasury a 10 anni, con i rendimenti che salgono all’1,438%.

In chiusura il Dow Jones balza +211,88 punti (+1,67%), a quota 12.887,93 punti, mentre il Nasdaq fa +39,01 punti (+1,37%), a 2.893,25. In rialzo lo S&P500, che cresce +22,13 punti (+1,65%), a 1.360,02.

Contrastati nel complesso i dati che sono arrivati dal fronte economico degli Stati Uniti. Le richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione sono scese nella settimana terminata il 21 luglio di 35.000 unità, a un livello decisamente migliore delle stime. Detto questo, c’è da dire che sono tre settimane che l’indicatore segna forti oscillazioni: queste si spiegano con la volatilità particolarmente elevata del mese di luglio, che porta il governo a incontrare non poche difficoltà soprattutto nel monitorare i livelli di occupazione del settore dell’auto.

Resi noti anche gli ordini di beni durevoli che hanno segnato a giugno un balzo +1,6%, molto al di sopra delle attese. Da segnalare però che, esclusa la componente dei trasporti, il dato ha segnato una flessione.

Deludenti le vendite di case con contratti in corso, che sono scese a giugno -1,4%.

Riguardo al sentiment dei trader, certo i problemi europei sono lungi dall’essere risolti e la dichiarazione di Draghi non può certo spazzare via le preoccupazioni sul futuro dell’Eurozona. Secondo l’ultimo report di Citi, giusto per citare un esempio, la probabilità che la Grecia abbandoni la moneta unica nei prossimi 12-18 mesi è ormai al 90%. Inoltre l’investitore Mark Mobius sostiene che i rendimenti dei bond spagnoli sono esattamente dove dovrebbero essere.

In tutto questo l’Italia rimane speciale osservata, soprattutto dopo che l’agenzia di rating Egan-Jones ha tagliato il rating a livello quasi spazzatura.

Ma i mercati, in primis le dirette interessate, ovvero le borse europee, hanno voglia di rimbalzi dopo i tonfi recenti e le parole di Draghi sono quasi una scusa per imboccare il trend positivo con decisione e per allentare la tensione sul mercato dei titoli di stato. Di qui, la buona reazione anche di Wall Street, che si allinea ormai da parecchio all’andamento dei listini dell’Eurozona.

I dati economici inferiori alle attese delle ultime sessioni fanno poi pensare a possibili nuovi interventi monetari da parte della Federal Reserve. La scorsa settimana il numero uno Ben Bernanke ha ricordato che l’istituto centrale Usa è pronto a intervenire con vari strumenti se necessario, per contribuire al calo del tasso di disoccupazione. La prossima settimana il meeting del Federal Open Market Committee, ovvero del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed. I trader sperano dunque nel lancio di un QE3.

STAGIONE DEGLI UTILI

Dal fronte societario, occhio ancora alla stagione degli utili Usa, con oltre 60 società che ufficializzeranno i risultati sul secondo trimestre 2012. Delle 217 che ad oggi hanno ufficializzato i conti, il 72% ha superato le attese degli analisti.

Facebook – La prova del nove della solidità del social network arriva a mercati chiusi, quando Facebook renderà noti al pubblico, per la prima volta nella sua storia, i propri risultati di bilancio. Titolo -8,50%, dopo il flop dell’Ipo di maggio, che ha portato le quotazioni della società di Mark Zuckerberg a scendere -23,43% dal giorno dello sbarco a Wall Street.

Zynga – La società creatrice di giochi online per il sito Facebook assiste a un vero e proprio crollo delle sue quotazioni, pari a -37,48% circa. Il titolo paga i risultati di bilancio deludenti e la decisione di tagliare le stime per l’intero 2012. Immediata la reazione di Citigroup, che ha tagliato il rating da “buy” a “neutral”, riducendo il target sul prezzo da $12 a $4.

3M – La società ha riportato nel secondo trimestre dell’anno utili in lieve rialzo a $1,17 miliardi, o $1,66 per azione, rispetto agli $1,16 miliardi, o $1,60 per azione, dello stesso periodo dell’anno scorso. Fatturato -1,9% a $7,53 miliardi. “La combinazione di condizioni economiche difficili e il rafforzamento del dollaro hanno danneggiato le vendite nel trimestre”, ha detto 3M. Il consensus era per un utile per azione di $1,65. Titolo +2,07%.

United Technologies – Il colosso ha reso noto che gli utili del secondo trimestre sono saliti a $1,47 miliardi, o $1,62 per azione, rispetto agli $1,29 miliardi, o $1,41 per azione, dello stesso periodo dell’anno scorso. Esclusi gli oneri straordinari, utile per azione a $1,58, meglio degli $1,42 per azione stimati. Guardando in avanti, però, la società ha tagliato il proprio outlook sugli utili del 2012 a un valore compreso tra $5,25-$5,35 per azione, contro le sue precedenti previsioni di $5,30-$5,50 per azione, e rispetto ai $5,41 per azione attesi dal consensus. Titolo +0,44%.

Exxon Mobil – Gli utili del colosso petrolifero sono saliti +49% a $15,9 miliardi, o $3,41 per azione, contro i $10,68 miliardi, o $2,18 per azione, dello stesso periodo dell’anno precedente. Fatturato +1,5% a $127,36 miliardi. Risultati migliori delle stime degli analisti, titolo +1,50%.

In generale, forte balzo dei semiconduttori. Bene i finanziari sostenuto dalle parole di Draghi: Bank of America +1,41%, JPM +1,82%, American Express +3,05%.

In ambito valutario, l’euro balza sul dollaro a $1,2302, per poi ridurre lievemente i guadagni e fare +1,10% a $1,2281. Dollaro/yen a JPY 78,20, euro/yen a JPY 96,06.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio su a quota $89,39 al barile, mentre le quotazioni dell’oro a $1.615,10 l’oncia.