Wall Street snobba la riforma

25 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street ritrova il sereno dopo esser sbandata nella prima parte della seduta in una giornata caratterizzata da dati macro contrastanti.

Il dato finale del Pil del primo trimestre, e’ sotto le attese del mercato: +2.7% contro un previsto +3%.

Maggiore delle previsioni, invece, la fiducia dei consumatori dell’Universita’ del Michigan, ai massimi di due anni.

Il Dow segna un +0.07% a 10159 (+6 punti), il Nasdaq avanza dello 0.65% a 2232 (+ 14 punti) mentre l’S&P 500 segna +0.53% a 1079 (+6 punti).

L’attenzione degli operatori e’ sulla riforma finanziaria Usa. Dopo una maratona di 21 ore, Camera e Senato hanno trovato un accordo sul testo di legge, che deve ora ricevere l’approvazione da parte delle due camere per poi approdare sul tavolo del presidente Obama, che potrebbe firmarlo gia’ il prossimo 4 luglio.

Il settore, forse a sorpresa, reagisce con un rialzo dell’1% circa. Uno dei motivi di questa reazione e’ spiegato da Richard Bove. Secondo l’analista di Rochdale Securities ad aver vinto e’ Wall Street e non Main Street: gli istituti troveranno un modo per ovviare ai limiti imposti dalla riforma, scaricandone i costi sulla clientela. Per il segretario al Tesoro Geithner si tratta di una riforma “forte”. Per la numero uno della Fdic Bair, si pone fine al “too big to fail”. Il punto e’ che le restrizioni su hedge fund e private equity sono piu’ morbide del previsto.

Focus anche sul G20 di Toronto, dal quale si teme che non emerga nulla di nuovo. Troppe le posizioni diverse. “Una generale coesione su come affrontare la crisi globale e’ in pericolo…come affrontare la ripresa e’ un tema che vede i leader divisi tra di loro”, ha scritto Credit Agricole in un report odierno. Oggi saranno i numero uno delle prime 8 economie al mondo a riunirsi preparando il terreno alla due giorni al via da domani a Toronto.

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Sullo sfondo resta anche la crisi del debito europea. Si guarda ancora una volta alla Grecia che, per onorare i propri impegni finanziari, starebbe studiando la vendita di alcune sue isole. Il costo per assicurarsi dal suo default ha toccato un nuovo record. Tra gli economisti americani, c’e’ chi sostiene che Atene potrebbe fallire entro agosto.

All’indomani dei conti corre Oracle (+3%). Rimm, sempre dopo i conti, amplia le perdite (-8%). Giu’ anche BP (-5%), le cui attivita’ nel Golfo del Messico per frenare la marea nera potrebbero essere messe a repentaglio dalla stagione degli uragani.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio sono in rialzo. I futures con consegna agosto avanzano di $2 attestandosi a quota $78.62 al barile. L’oro segna +$10 a quota $1256 l’oncia. Il cross euro/dollaro si trova a $1.2358 (+0.20%). Quanto ai Treasury, il rendimento sul benchmark decennale si trova al 3.09% dal 3.123%. Per questo tipo di bond si sta per copncludere la seconda settimana di prezzi al rialzo. Quello a due anni e’ prossimo al minimo record dei rendimenti.