Wall Street snobba la Fed e riprende il rally di settembre

8 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

I listini hanno ridotto i guadagni nel pomeriggio ma sono riusciti comunque a far ripartire il rally da dove si era fermato venerdi’ scorso. Nella seconda parte di seduta gli investitori hanno ricevuto dettagli non troppo incoraggianti sullo stato di salute dell’economia. Il Dow ha guadagnato lo 0.45%, il Nasdaq lo 0.9% e l’S&P lo 0.64%.

Sul paniere delle blue chip si mettono in mostra Alcoa, AIG e JP Morgan, mentre Hewlett-Packard e Intel cedono terreno. L’indice di volatilita’, che misura il livello di paura che aleggia sui mercati, e’ sceso sotto quota 24. I principali settori dell’S&P hanno registrato un progresso, in primis finanziari, industriali ed energetici. Le utility hanno chiuso in rosso.

Il mercato ha in un primo momento ridotto i guadagni dopo che la Fed ha segnalato una decelerazione della crescita economica in 12 regioni, ma i listini hanno poi ripreso la strada dei rialzi.

L’economia statunitense sta continuando a crescere, ma negli ultimi due mesi sono stari riscontrati segnali diffusi di una frenata delle attivita’. Tanto che la ripresa e’ stata definita dal presidente Obama “dolorosamente lenta”. Cinque circoscrizioni su 12 hanno accusato un rallentamento o al massimo una situazione stabile.

Dall’ultimo rapporto della banca centrale sull’economia, il Beige Book, e’ emerso inoltre che gli americani tendono a limitarsi all’acquisto dei beni indispensabili.

Obama intanto, intervenuto in concomitanza con la pubblciazione del Beige Book, ha offerto nuovi dettagli sui miliardi di dollari che vorrebbe spendere in nuovi incentivi fiscali e infrastrutture. L’intento dell’inquilino della Casa Bianca e’ cercare di convincere il Congresso a far passare il disegno di legge. Non sono mancate critiche ai Repubblicani per aver voluto bloccare le proposte, pensate sopratutto per la classe media, che potrebbero aiutare l’economia a riprendere la corsa.

Per Obama i Repubblicani hanno politiche erronee che hanno contribuito alla recessione piu’ grave dagli anni ’30 e hanno detto che la nazione non si puo’ permettere di prolungare le misure di agevolazione fiscale per gli americani piu’ benestanti.

Il numero uno Usa ha riconosciuto che la ripresa e’ stata “dolorosamente lenta” e ha lanciato un appello al Congresso perche’ le iniziative vengano approvate. “La gente e’ frustrata, arrabbiata e ansiosa circa le prospettive future”, ha detto Obama al Cuyahoga Community College di Parma, in Ohio, vicino a Cleveland. “Lo capisco. Capisco anche che in una campagna politica, la cosa piu’ facile da fare e’ cavalcare la paura e la rabbia”.

In ambito societario, continuano gli affari nel settore biofarmaceutico con ZymoGenetics che verra’ acquistata da Bristol-Myers per $9.75 per azione in contanti. L’accordo da $885 milioni rappresenta un premio di ben l’84% rispetto alla chiusura dei titoli ieri.

Intanto i fari tornano ad essere puntati su BP, le cui azioni scambiano in buon progresso dopo che il gigante energetico ha reso noti i risultati delle sue indagini interne sulle cause della marea nera nel Golfo del Messico. Non e’ stato un solo fattore a causare la tragedia del pozzo di Macondo. A contribuire all’incidente sembra siano invece state le decisioni prese da “diverse societa’ e team di professionisti”. Intanto continaua la saga Oracle-HP, con l’azienda di software che ha risposto alla decisione dell’azienda informatica di intentare causa contro l’ex ad e nuovo presidente Mark Hurd.

Secondo il Ceo Ellison, persona influente a Wall Street, il CdA di HP si sta comportando in maniera riprovevole, sopratutto considerando che vi e’ un accordo di partnership tra le due aziende, recando danno ai clienti in comune, ai soci azionisti e ai dipendenti della stessa HP, rendendo di fatto impossibile la collaborazione tra le due.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico i futures sul petrolio con consegna ottobre cede lo 0.14% a $73.95 il barile. Il derivato con scadenza settembre dell’oro e’ sostanzialmente piatto in area $1259.40 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro avanza dello 0.14% a quota $1.2699. Quanto ai Treasury, prezzi in flessione con il rendimento del decennale che si attesta al 2.634% (+2.5 punti base).