Wall Street, si spegne l’effetto yuan

21 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

Forti prese di beneficio sull’oro, ritracciamento del petrolio in area $77, rimonta dei prezzi dei Treasury, ampliamento della flessione del corss euro/dollaro. Il tutto mentre i listini americani hanno frenato rispetto alla corsa iniziale con il Nasdaq passato per qualche istante sotto la parita’.

Quando manca mezz’ora al termine delle contrattazioni il Dow cede lo 0.17% a 10435 (-17 punti), il Nasdaq segna un -1% a 2287 (-23 punti) mentre l’S&P 500 regestra un -0.57% a 1111 (-6 punti).

All’inizio della seduta, si poteva tracciare il seguente bilancio per Wall Street: il Dow risulta in calo del 26.22% dal top del 9 ottobre 2007 a quota 14163.53. Rispetto ai massimi toccati lo stesso giorno dall’S&P 500 a 1565.15, il benchmark di Wall Street segna un -28.60%. Calo del 19.21% dal livello record del 31 ottobre 2007 a 2859.12 per il Nasdaq.

Sono le materie prime a guidare ancora di piu’, ma la percentuale di incremento si e’ dimezzata (+1.2%), cosi’ come accaduto per il settore energia (+0.5%) e quello finanziario (+0.81%). A limite della parita’ i tecnologici (+0.09%). Hanno invertito rotta le utilities (-0.40%).

L’ottimismo che aveva entusiasmato inizialmente gli operatori, reduci da un’ottava in cui Dow e S&P avevano guadagnato il 2.4% (da inizio anno +0.2%) mentre per il Nasdaq l’incremento e’ stato del 3% (miglior settimana da meta’ maggio), era alimentato dall’apertura arrivata dalla Cina a una fluttuazione flessibile ma graduale dello yuan. La valuta cinese ne ha subito approfittato contro il dollaro portandosi ai massimi di oltre 20 mesi.

Ora pero’ ci si interroga se l’annuncio si tradurra’ in un vero cambiamento della politica valutaria cinese. “C’e’ molta speculazione sul fatto che la Cina sia davvero pronta o meno a fare quello che ha detto”, ha spiegato Adrian Cronje, capo investimenti di Balantine.

Positivo e’ stato il commento del numero della Bce Trichet: la decisione va nella giusta direzione, ha detto.

La mossa cinese consentirebbe di aumentare il potere d’acquisto e la domanda in Cina, terza economia del mondo. Uno yuan più forte contribuirebbe inoltre a frenare l’inflazione spingendo verso il basso i prezzi all’importazione, e questo potrebbe comportare una minore necessità per Pechino di attuare una politia monetaria restrittiva in maniera aggressiva.

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Negli Stati Uniti giornata priva di dati macro mentre si guarda alla riunione del G20 in calendario il prossimo week end.

Sul fronte societario, BP (-4%) ha comunicato di aver speso fino ad ora $2 miliardi per ripulire il Golfo del Messico dalla marea nera.

Si riaccende l’M&A. La societa’ farmaceutica canadese Biovail balza: formera’ un nuovo gruppo (si chiamera’ Valeant) unendosi a Valeant Pharmaceuticals. American Italian Pasta vola: sara’ acquisita per $53 ad azione da Ralcorp Holdings, che cede terreno dopo aver annunciato un taglio delle stime di Eps per il terzo trimestre.

I listini d’Europa hanno brindato alle novita’ arrivate da oriente ma alcune preoccupazioni restano. Lo dimostra l’agenzia di rating Standard & Poor’s, che ha aumentato le stime di possibili sofferenze nel settore bancario spagnolo nel periodo 2009-2011. La vifra passa a 99.3 miliardi di euro, un incremento del 21.7% rispetto al suo precedente rapporto. S&P inoltre conferma la previsione di una caduta del 30% entro il 2012 del prezzo delle case in Spagna dai massimi raggiunti nel 2008.

Nel frattempo, per quanto di nuovo in calo, l’euro sembra ben impostato (la settimana scorsa e’ stata la migliore dallo scorso settembre). La moneta unica trae beneficio dallo smorzarsi dei timori sui problemi che attanagliano la zona Euro, grazie alle misure messe a punto la scorsa settimana dall’Eurogruppo.

Si arresta la corsa dell’oro, che aveva conseguito l’ultimo record venerdi’ scorso a 1.261,90. Ma i motivi del recente rally del metallo prezioso, secondo alcuni, sono ben altri.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio frenano. I futures con consegna agosto avanzano di un risicato $0.13 attestandosi a quota $77.31 al barile. Sul valutario la moneta unica e’ poco mossa a quota $1.2336 (-0.42). L’oro torna a cedere $22.70 a quota $1.235.60 l’oncia. Quanto ai Treasury, il rendimento sul benchmark decennale si trova al 3.24% dal 3.2230% di venerdi’.