Wall Street si risveglia tardi, settimana peggiore da agosto

25 Febbraio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Nonostante i buoni rialzi di oggi la cinque giorni si chiude in negativo. Il Dow ha guadagnato, La borsa archivia la settimana con la peggiore prova da agosto dell’anno scorso, interrompendo la striscia positiva che perdurava da tre settimane. In febbraio e nel 2010 i titoli Usa sono ancora in rialzo.

Il Dow ha guadagnato lo 0,51% a 12.130 punti, il Nasdaq l’1,58% in area 2.781, mentre l’S&P 500 l’1,06% a quota 1.320. Nonostante i progressi il paniere delle blue chip ha perso il 2,1% rispetto alla chiusura di venerdi’ scorso.

Il mercato veniva da tre sedute negative di fila, ma oggi finanziari e tecnologici hanno trainato al rialzo i listini che, sostenuti dalle buone notizie giunte dal fronte dei consumi e dalla stabilizzazione dei prezzi del petrolio dopo l’impennata dei giorni scorsi, si sono riscattati.

L’indice della Fiducia del Michigan e’ salito ai massimi dal gennaio 2008 e cosi’ gli indici aumentano i guadagni.

A New York si e’ confermato dunque il tono positivo visto nelle altre piazze finanziarie. Questo malgrado la delusione – solo momentanea per la verita’ – per la revisione al ribasso della crescita economica interna americana nel quarto trimestre del 2010.

Le cifre economiche finora annunciate sono state deludenti, con il PIL che negli ultimi tre mesi dell’anno ha registrato una crescita inferiore rispetto a quella precedentemente comunicata. La seconda lettura ha evidenziato infatti un risultato di +2,8% contro il +3,2% del dato preliminare e contro il +3,3% delle attese.

A pesare e’ stata la revisione al ribasso al 4,1% dal 4,4% delle spese al consumo, che come e’ risaputo, rappresentano circa il 70% della crescita americana. Le spese di governi locali e stati sono anch’esse risultate inferiori a quanto precedentemente comunicato.

Sul Dow si mettono in luce Intel e Boeing, con rialzi dell’ordine del 2.5-3%, mentre Wal-Mart ed Exxon Mobil cedono quota. L’indice Vix della volatilita’, misura attendibile per conoscere il livello di paura che aleggia nei mercati, e’ calato del 10% in area 19 punti.

In ambito di notizie societarie, le trimestrali di Gap (GPS) e J.C. Penney (JCP) hanno sorpreso in positivo. Mentre Netflix cede quota dopo le notizie riguardanti la nascita di un servizio rivale da parte di un colosso dell’hi-tech.

Il mercato viene da tre sedute consecutive in ribasso, ma ieri le perdite si sono attenuate decisamente sul finale di seduta con il Nasdaq che ha chiuso in positivo. Ad offrire un contributo al miglioramento ci ha pensato il calo dei prezzi del petrolio, sui dubbi circa il potere di leadership rimasto in mano al colennello libico Muammar Gheddafi, ormai rinchiuso in un bunker nella capitale Tripoli.

Inoltre l’Agenzia Internazionale dell’Energia e l’Arabia Saudita hanno promesso che si impegneranno a colmare il gap lasciato a aperto dall’interruzione a gran parte delle esportazioni ordinato dalla Libia in seguito allo scoppio delle rivolte.

Di sicuro gli investitori non hanno perso di vista gli sviluppi sul fronte del petrolio. “I mercati incominceranno a fare piu’ attenzione ai sondaggi sui consumi e sulle attivita’ aziendali per vedere quale sara’ l’impatto dell’impennata dei prezzi del greggio”, osserva Jim Reid, strategist di Deutsche Bank, in una nota agli investitori riportata da Marketwatch.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico i futures con scadenza aprile del greggio hanno registrato un progresso dello 0,6% a $97,88 il barile. I contratti con scadenza aprile dell’oro hanno ceduto lo 0,5% a $1.409,3 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro e’ arretrato dello 0,34% a $1,3751. Quanto ai Treasury, il rendimento sul decennale vale il 3,425%, in flessione di 1,3 punti base.