WALL STREET: SI RIPRESENTA IL PERICOLO INFLAZIONE

2 Febbraio 2006, di Redazione Wall Street Italia

Avvio di seduta negativo per gli indici americani, appesantiti dal deludente dato sulla produttivita’ del quarto trimestre e dalle contrastate notizie sugli utili societari. Le forti vendite comparate del mese di gennaio non sono state sufficienti per contenere il tono negativo di apertura. Il Dow Jones arretra dello 0.23% a 10928, l’S&P500 dello 0.28% a 1278, il Nasdaq perde lo 0.33% a 2302.

Dopo lo sprint finale di ieri, che ha permesso anche al Nasdaq, debole per la maggior parte della seduta, di chiudere in territorio positivo, sui mercati sono tornate a prevalere le vendite, innescate dai dati contrastati sugli utili societari, dagli ultimi dati macro, che hanno risvegliato le preoccupazioni di un possibile aumento dell’inflazione e dalla tensione relativa all’importante dato sul rapporto occupazionale, il cui rilascio e’ previsto per domani.

Nell’after hour di mercoledi’, la conglomerata industriale Tyco International ha diffuso una trimestrale inferiore alle attese del mercato, principalmente dovuta ai poveri risultati della divisione farmaceutica e di quella della sicurezza. In mattinata, delusione anche dall’operatore televisivo via cavo Comcast, che ha riportato utili per azione di sei centesimi inferiori rispetto alle stime.

Buoni invece i numeri della popolare catena di bar americana Starbucks che, nell’ultimo trimestre, ha riportato risultati superiori al consensus ed ha offerto, inoltre, un outlook positivo per il prossimo futuro. Positiva anche la trimestrale della societa’ produttrice di elettrodomestici Whirlpool. Dopo la chiusura e’ atteso l’aggiornamento da parte del colosso Internet Amazon.com.

Buono l’andamento del comparto retail, in seguito alla diffusione dei dati sulle vendite comparate di gennaio, risultate in netto rialzo. Wal-Mart e Target sono entrambe in progresso nella prima ora di scambi.

Sul fronte economico, la produttivita’ del quarto trimestre ha registrato un calo dello 0.6%, il primo degli ultimi 5 anni. Le attese degli analisti erano per un progresso dell’1%. A preoccupare maggiormente gli operatori e’, pero’, la componente relativa al costo unitario del lavoro, un indicatore chiave sulle pressioni inflazionistiche, che ha registrato un aumento del 3.5%, il maggiore dell’anno.

Bene invece l’aggiornamento dal mercato del lavoro. Nella scorsa settimana, le nuove richieste per sussidi di disoccupazione sono diminuite di 11 mila unita’ a quota 273 mila. Il consensus degli analisti era per una crescita a 295 mila.

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Sugli altri mercati, in calo il petrolio. Il contratto futures con scadenza marzo sta segnando una flessione di 28 centesimi a quota $66.28 al barile. Ricordiamo che nella seduta di ieri, il dato settimanale delle scorte ha rivelato un aumento delle riserve di greggio e benzina ed un leggero calo di quelle di prodotti distillati.

Invariati i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ al 4.56%. In progresso l’oro, al momento a $577.10 all’oncia. Sul valutario, infine, l’euro viene scambiato a quota 1.2056 contro il dollaro.