WALL STREET SI RIPRENDE PER IL ROTTO DELLA CUFFIA

9 Gennaio 2008, di Redazione Wall Street Italia

Dopo aver oscillato piu’ volte sulla linea di partita’ per l’intera seduta, gli indici americani si sono spinti decisamente al rialzo nell’ultima ora di contrattazioni, chiudendo alla fine in buon progresso. Il Dow Jones ha guadagnato l’1.16% a 1273, l’S&P500 l’1.36% a 1409, il Nasdaq e’ avanzato +1.39% a 2474. Si e’ trattato del piu’ forte rialzo delle ultime due settimane, il che ha permesso di interrompere la lunga serie negativa (ben otto sedute di seguito) per il Nasdaq Composite.

Tra i motivi dei buy all’ultimo minuto, secondo Bloomberg, l’annuncio che la societa’ di Warren Buffett Berkshire Hathaway potrebbe investire nel disastrato comparto finanziario, in societa’ che assicurano i bond degli enti locali. Inoltre ha pesato in positivo anche il fatto che Hewlett-Packard abbia annunciato uno scenario di utili trimestrali che dovrebbe essere sufficiente a fronteggiare l’imminente recessione. Il titolo (HPQ) e’ salito +2.9%.

Il rumor sulle intenzioni di acquisto di Warren Buffett (che sembra essere stato fatto circolare ad hoc per evitare il continuo sgretolamento dei listini) ha fatto si’ che, sempre secondo Bloomberg, si siano intensificati i buy su Bear Stearns, Merrill Lynch e Morgan Stanley che poi hanno aiutato il settore a riprendersi dai minimi degli ultimi 4 anni. Hewlett-Packard, il numero 1 nei personal computer, ha aiutato la riscossa dei tecnologici precipitati nell’assoluta depressione da molte sedute.

Continua comunque a persistere una forte incertezza tra gli operatori, intimoriti proprio dal possibile ingresso dell’economia statunitense in una fase recessiva. Gli ultimi cali avevano spinto Wall Street in una fase di correzione (-10% dai recenti massimi): dall’inizio del nuovo anno l’indice industriale ha perso circa 600 punti, il Nasdaq ha lasciato sul terreno il 7%. Se il listino tecnologico avesse chiuso in ribasso anche oggi, avrebbe uguagliato il record della piu’ lunga serie di sedute negative consecutive (9) registrata nel lontano 1984.

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Dopo l’alert di martedi’ lanciato da Merrill Lynch (MER), in mattinata sono stati gli economisti di Goldman Sachs (GS) ad allarmare gli operatori sulla minaccia della recessione, evidenziando come le condizioni economiche siano in veloce deterioramento. La banca d’affari si attende una pronta risposta da parte della Federal Reserve in termini di politica monetaria: nel meeting di gennaio il costo del denaro potrebbe essere abbassato di 50 punti base e potrebbe essere ridotto fino al 2.5% entro la fine dell’anno. Voci circolate in alcune sale trading di New York riportano addirittura di un possibile intervento della Banca Centrale a mercato aperto, prima della fine del mese.

In giornata non sono stati rilasciati dati macroeconomcii di rilievo; il presidente della Federal Reserve del distretto di St. Louis, William Poole, ha offerto un quadro favorevole sull’economia Usa evidenziando come il pericolo della recessione possa essere evitato. Giovedi’ grande attenzione sara’ riposta sull’intervento di Ben Bernanke. In evidenza anche la decisione della Casa Bianca di alleggerire la pressione fiscale per le famiglie americane e per l’aziende Usa nel tentativo di evitare un brusco rallentamento dell’attivita’ economica.

Gli investitori hanno continuanto a monitorare da vicino i singoli sviluppi relativi al comparto societario dopo l’allarme lanciato martedi’ dal colosso telecom AT&T (T) su un probabile rallentamento della spesa dei consumatori. Un relativo supporto e’ giunto dalle favorevoli previsioni sui profitti emesse dal gigante chimico Du Pont (DD), il cui titolo quotato sul DJIA e’ salito +4.8%.

Tra i titoli tecnologici, hanno fatto segnare progressi superiori a +3.0% le blue chips Google (GOOG), Apple (AAPL), Cisco (CSCO), Qualcomm (QCOM) e Nvidia (NVDA). Tra gli altri titoli, ancora in forte calo Countrywide Financial (CFC) che dopo aver smentito le voci di bancarotta ha dovuto fronteggiare il pessimo dato sul tasso d’insolvenza dei propri clienti, salito del 10% rispetto allo scorso novembre. In ribasso anche la societa’ di servizi finanziari (bond insurer) MBIA (MBI) dopo aver annunciato una riduzione del dividendo trimestrale. E’ in questo settore che vuole investire Buffett.

I volumi sono stati superiori alla media. Sul New York Stock Exchange sono passate di mano 5.23 miliardi di azioni, i titoli in rialzo hanno battuto quelli in ribasso per un margine di 6-a-5. Il volume sul Nasdaq ha toccato i 2.79 miliardi di azioni scambiate, con i ribassi in testa per 8 a 7 sui rialzi.

Sugli altri mercati, forte volatilita’ nel comparto energetico, con il petrolio incapace di avanzare nonostante il nuovo calo delle scorte di petrolio e i commenti “bullish” del ministro iraniano sui futuri prezzi dell’oro nero. I futures con consegna febbraio hanno chiuso con un ribasso giornaliero di 66 centesimi a $95.67 al barile.

Sul valutario, l’euro ha ritracciato rispetto al dollaro. Nel tardo pomeriggio di mercoledi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.4660. In lieve progresso l’oro. I futures con consegna febbraio, balzati ad un nuovo record storico di $884.50, hanno chiuso in progresso di $1.40 a $881.70 all’oncia. In buon rialzo infine i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.7910% dal 3.8420% di martedi’.

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