WALL STREET: SI RIAFFACCIANO I RIBASSISTI

13 Novembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Prima parte di seduta sotto il segno della debolezza per i mercati americani, condizionati a borse ancora chiuse dalla trimestrale deludente di Wal-Mart, la prima societa’ retail al mondo, e dai dati economici poco brillanti.

Il Dow Jones cede lo 0,47% a 9802, lo S&P500 e’ in calo dello 0,50% a quota 1053 e il Nasdaq Composite lascia sul campo lo 0,73% a 1958 punti.

L’intonazione negativa del mercato e’ partita dal bilancio di Wal-Mart, che nel terzo trimestre ha realizzato EPS di $0,46, 1 centesimo al di sotto delle attese, e ha dato previsioni poco incoraggianti sul trimestre in corso. Il fatturato e’ cresciuto del 13,1% a $62,48 miliardi, contro i $62,21 miliardi stimati dagli analisti. Dei trenta componenti il Dow Jones, 21 sono in territorio negativo.

Oltre a Wal-Mart, che registra la maggiore perdita, soffrono in particolare Home Depot, Honeywell, International Paper, Microsoft e SBC. In rialzo le farmaceutiche Merck e Johnson & Johnson. Boeing invece e’ ai massimi di 52 settimane.

Il ribasso del mercato ha coinvolto anche i semiconduttori, nonostante le previsioni molto incoraggianti annunciate mercoledi’ da Applied Materials. Le notizie dal fronte macro non sono state in grado di fornire il necessario sostegno richiesto dal mercato. Le domande di nuovi sussidi di disoccupazione la settimana scorsa sono cresciute di 13.000 unita’ a quota 366,000. Sul versante dei prezzi, le pressioni inflazionistiche continuano ad essere tenui, come emerge dai dati su prezzi import/export di ottobre, e il deficit della bilancia commerciale a settembre si e’ ulteriormente ampliato, salendo a $41,27 miliardi dai $39,52 miliardi di agosto.

Passando al reddito fisso, sono in rialzo i titoli di Stato: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ al 4,331% contro il 4,412% della chiusura di ieri. Inversione di rotta del prezzo dell’oro, passato in territorio negativo dopo il buon andamento di inizio mattinata: il prezzo spot segna un calo di 60 centesimi a $393,60 all’oncia. Il metallo prezioso ieri ha raggiunto il massimo di sette anni e mezzo.

L’euro e’ in rialzo nei confronti del dollaro, con il cambio salito a 1,1699 dagli 1,1507 del tardo pomeriggio di ieri. Le incertezze sulla questione Iraq continuano a pesare sull’andamento del biglietto verde, mentre crescono le preoccupazioni sul deficit federale e della bilancia commerciale. Il petrolio e’ in rialzo di 25 centesimi a $31,58 al barile. Oggi sono attesi i dati settimanali sulle scorte di greggio negli Stati Uniti (da Target News, in tempo reale per gli abbonati a INSIDER).