Wall Street si rafforza. Nasdaq strappa piu’ degli altri indici

5 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Virata in positivo della borsa americana, che chiude così in rialzo per il secondo giorno di fila, con gli investitori che sperano di vedere segnali di miglioramento dal fronte europeo. Hanno entusiasmato gli ultimi dati Usa sul mercato del lavoro, mentre continuano a preoccupare le divisioni tra Ue e Fmi sulle misure da intraprendere per contenere la crisi del debito sovrano e impedire che il settore bancario venga contagiato.

Dopo una partenza in rosso il Dow chiude su di 131,24 punti (+1,21%) a 10.939,95, il Nasdaq di 55,69 punti (+2,32%) a 2.460,51 e l’S&P 500 di 20,08 punti (+1,79%) a 1.144,03.

Tra i singoli titoli spicca il balzo di Yahoo! (oltre +2%) sulla scia delle indiscrezioni stampa secondo cui il gruppo Internet avrebbe iniziato ad ascoltare offerte di chiunque fosse interessato ad acquistare i suoi servizi di informazione finanzaria. Si parla anche di un’acquisizione da parte di Microsoft.

Le piazze finanziarie mondiali guardano agli ultimi sviluppi sulla situazione disperata in Grecia, paralizzata dagli scioperi. Snobbata invece la decisione annunciata ieri sera di Moody’s di tagliare il rating sul debito italiano di ben tre gradini, portandolo ad A2.

Il mercato americano ha consolidato i guadagni nel preborsa dopo la pubblicazione di dati migliori del previsto sul fronte del lavoro. I posti creati in settembre nel settore privato sono risultati maggiori del previsto, anche se in un report separato e’ emerso che i licenziamenti hanno raggiunto i massimi di oltre due anni. Pur evidenziando un calo, l’Ism non manifatturiero ha fatto meglio delle previsioni.

Intanto in Europa ci si interroga sulle possibili soluzione per proteggere le banche europee dall’impatto negativo che un default della Grecia potrebbe comportare. Antonio Borges, direttore europeo del FMI, ha precisato che servono tra i 100 e i 200 miliardi di euro per ricapitalizzare le banche europee e riconquistare la fiducia degli investitori.

Per il momento mancano pero’ misure concrete per risolvere la crisi del debito sovrano e Ue e FMI sono divise sulla creazione di un fondo salva banche sulla falsa riga del TARP americano.

Intanto sul fronte valutario, l’euro sconta il declassamento dell’Italia da parte di Moody’s, ma in seguito recupera contro il dollaro a quota $1,3352.

Sul fronte delle commodities, i futures sul petrolio con consegna novembre balzano a $79,68 al barile,così come le quotazioni dell’oro a $1.641,6. Quanto ai Treasuries, i rendimenti sul decennale avanzano di 11 punti base a quota 1,888%.