Wall Street si innervosisce dopo i dati macro, euro a $1,45

26 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Andamento negativo per i mercati americani già avvio di seduta; si estendono le perdite dopo la pubblicazione di dati macro. In chiusura il Dow cede lo 0,73%, l’S&P lo 0,41%, il Nasdaq lo 0,1%.

I listini avevano beneficiato in un primo momento di una serie di risultati societari convincenti. Ma poi la volatilita’ e’ cresciuta (indice Vix sopra 20 punti). La performance si spiega anche se si pensa che con un occhio ai colloqui in corso a Washington e uno ai risultati societari migliori delle stime di Ups e Ford, gli investitori sono molto nervosi. La situazione di stallo nel Congresso Usa rischia di tradursi presto – tempo una settimana – in un “default” per il paese, in mancanza di un compromesso.

Ma, grazie anche alle trimestrali convincenti, a essere oggetto di vendite non è tanto l’azionario americano, seppure negativo, quanto il dollaro, che nelle ore precedenti è arrivato a testare un nuovo minimo contro il franco svizzero e che di fatto perde contro tutte le valute. Il rapporto usd/yen raggiunge infatti 77,92, mentre anche nei confronti dell’euro il biglietto verde arretra, con il cross eur/usd in rialzo a 1,4513.

“I mercati sembrano esprimere tutti i loro timori attraverso il dollaro, e non sanno ancora cosa fare con i Treasury a dieci anni, i cui rendimenti continuano a oscillare attorno al 3% da giorni”, ha commentato a MarketWatch Richard Kelly, responsabile della divisione dei tassi europei e del mercato valutario presso TD Securities – Il discorso che il presidente Obama ha proferito la scorsa notte non ha fatto molto per chiarire l’outlook e oggi i mercati torneranno a guardare alle notizie per seguire gli eventuali sviluppi”.

In ambito di notizie societarie, oggi in calendario i conti fiscali di Ford, 3M, Amazon (in chiusura) e altri grandi gruppi. 3M ha chiuso il trimestre con utili e fatturato di poco sopra le stime, ma l’outlook ha lasciato il mercato con l’amaro in bocca e i titoli ne pagano le conseguenze, appesantendo per altro il paniere delle blue chip. Ups ha battuto le attese di un penny sul fronte degli utili. Ford ha fatto meglio delle stime per quanto riguarda sia i profitti che i ricavi.

All’interno della sfera macro le vendite di case nuove sono calate piu’ del previsto, mentre la fiducia dei consumatori e’ salita leggermente, mentre gli investitori cercano di guardare oltre il melodramma sul debito, che ormai e’ diventato una sfida politico legale, con una limitata valenza economica.

Guardando intanto al mercato delle commodities, i futures sul petrolio tornano a salire, del 10%, attestandosi in area $99,59. In moderato calo i prezzi dell’oro a $1.616,8 l’oncia, dopo il rally di ieri. Quanto ai Treasuries, i rendimenti sul decennale perdono 2,8 punti base a quota 2,97%.