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WALL STREET: SI FERMA IL RALLY, RIPARTONO LE VENDITE

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All’indomani del forte rally, le prese di beneficio e le contrastate notizie societarie hanno riportato gli indici Usa a trattare in territorio negativo. Il Dow Jones ha ceduto lo 0.76% a 10928, l’S&P500 lo 0.84% a 1249, il Nasdaq e’ arretrato dell’1.98% a 2039. A pesare sul listino tecnologico e’ stato principalmente il deludente outlook di Intel, che funge un po’ da cartina di tornasole dell’intero comparto hi-tech.

Nell’ultimo trimestre, il colosso dei chip ha riportato un crollo dei profitti del 57% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e offerto stime piu’ deboli del previsto, citando un calo delle vendite. Il titolo si e’ deprezzato di quasi il 6%, scivolando ai minimi di sei settimane, trascinando al ribasso l’intero comparto tecnologico: l’indice settoriale, il SOX, ha perso poco meno di due punti percentuali.

A deludere gli operatori sono stati anche il cauto outlook della societa’ di servizi wireless Qualcomm e la forte perdita trimestrale (-$123 milioni) della casa automobilistica Ford Motor.

Non sono mancate comunque le trimestrali superiori alle attese, come quelle formidabili di Apple e Motorola, che hanno diffuso numeri nettamente superiori al consensus. La prima ha riportato una crescita degli utili del 48%, generata dalle forti vendite di Mac e iPod; la seconda ha registrato un’impennata degli utili pari al 46%, grazie alla vendita dei prodotti wireless; i due titoli sono cresciuti rispettivamente del 12% e dell’8% circa.

La giornata e’ stata contraddistinta anche da numerosi aggiornamenti economici. Gia’ prima dell’apertura erano stati diffusi i numeri dal comparto del lavoro, con le richieste per sussidi di disoccupazione diminuite di 30 mila unita’ a quota 304 mila. Poi e’ stata la volta del Superindice, a giugno cresciuto dello 0.1% contro un consensus dello 0.2%, e del Philadelphia Fed, sceso a 6 punti dai precedenti 13, in misura maggiore delle attese pari a 12 punti.

Infine, a due ore dalla chiusura sono state rilasciate le minute sull’incontro del Fomc svoltosi lo scorso 29 maggio, in cui fu deciso il diciassettesimo rialzo consecutivo del costo del denaro, portandolo al 5.25%. Dai dettagli della riunione e’ emersa una forte incertezza tra i membri del Comitato circa Il livello dei fed funds piu’ idoneo alle attuali condizioni dell’economia: in molti hanno comunque dichiarato di aspettarsi una moderazione delle pressioni inflazionistiche nel prossimo futuro.

Intanto gia’ mercoledi’ il presidente della Federal Reserve, Ben Bernake, aveva dichiarato un prossimo affievolimento del caro-vita a causa del rallentamento economico gia’ in atto, lasciando aperte le porte ad un possibile stop al ciclo rialzista sui tassi avviato due anni fa. Ricordiamo che il prossimo meeting della Banca Centrale americana e’ in programma per l’8 agosto.

Nel comparto energetico, dopo l’accentuato calo delle ultime giornate (-6%), il petrolio e’ tornato a guadagnare terreno, rimanendo comunque ben lontano dai recenti massimi storici superiori ai $78. I contratti futures con scadenza agosto, al loro ultimo giorno di contrattazione, hanno archiviato la seduta in progresso di 42 centesimi a quota $73.08 al barile. In rosso, invece, i futures con consegna settembre, arretrati di 50 centesimi a $74.27.

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Sugli altri mercati, sul valutario, l’euro ha continuato ad apprezzarsi nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di giovedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.2636. Dietrofront dell’oro che ha ceduto quasi tutti i guadagni della seduta precedente. I futures con consegna agosto sono scesi di $10.30 a $632.50 all’oncia. Ancora in rialzo, infine, i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 5.028% dal 5.059% di mercoledi’.