WALL STREET: SESTA SEDUTA COL SEGNO PIU’

15 Aprile 2010, di Redazione Wall Street Italia

Dopo una iniziale incertezza, alla fine Wall Street riesce ad archiviare la sesta seduta consecutiva di rialzi, consolidandosi al di sopra dei livelli tecnici conquistati ieri. Merito anche della fiducia dei costruttori, che ad aprile e’ cresciuta ai livelli piu’ alti dello scorso settembre.

Il Dow chiude in rialzo di 21 punti a 11144. Il Nasdaq segna un +10 punti a 2515 mentre l’S&P 500 termina a 1211, in crescita di un punto.

La giornata era iniziata all’insegna dell’incertezza. Complici alcuni dati macro contrastanti. A deludere, in primis le richieste di sussidi di disoccupazione, inaspettatamente cresciute. Migliore delle stime, invece, è stato il dato sull’attivita’ manifatturiera nell’area di New York. Positiva anche quella nella zona di Filadelfia. E’ salita, ma meno del previsto la produzione industriale a marzo.

A ridare fiducia agli operatori, un indicatore in arrivo da uno dei settori che piu’ fa fatica a risollevarsi dalla crisi, quello immobiliare. L’Associazione nazione dei costruttori di case ha comunicato che l’indice che misura la fiducia nel settore e’ balzata di 4 punti toccanto i 19 ad aprile. Si tratta della miglior lettura dallo scorso settembre. A spiegare questo andamento e’ l’imminente fine delle agevolazioni fiscali, che hanno motivato cosi’ chi stava accarezzando l’idea di comprare casa. Gli aiuti da $8000 per la prima abitazione e da $6500 per chi gia’ ne possiede una terminano a fine mese.

Gli analisti aspettavano trepidanti i numeri di Google, arrivati subito dopo il suono della campanella. Come da attese il motore di ricerca online ha messo a segno utili trimestrali in rialzo del 38% rispetto a un anno fa (a $6.06 da $4.49 per azione) e ricavi a quota $6.77 miliardi contro $5.51 dello stesso periodo nel 2009. Su del 15% i profitti derivanti dal pay per click. Il titolo pero’ scivola nell’aftermarket: qualche analista si aspettava ancor di piu’.

Acquisti anche per il corriere Ups, considerato il punto di riferimento dell’economia americana. Il tutto dopo aver rilasciato un outlook incoraggiante. Gli esperti aspettano con fiducia anche i conti della conglomerata GE, dai quali dovrebbe arrivare la conferma che la ripresa e’ davvero in atto.

Il comparto aereo ha snobbato lo stop al traffico nei cieli del nord Europa, in seguito all’eruzione di un vulcano nel sud dell’Islanda. Piuttosto le compagnie guardano ai dati diffusi dalla Iata, da cui emerge che a febbraio la clientela premium (quella che viaggia in prima e business class) e’ tornata a spendere il 5.9% di piu’ rispetto a un anno prima.

Nel comparto finanziario Citigroup e’ riuscita a superare la soglia importante dei $5 salvo poi chiudere quasi 20 centesimi al di sotto di tale livello. Ma per alcuni analisti le azioni sono pronte a testare i $6-7.

Le attivita’ di fusione e acquisizione sono state in ripresa. Peabody energy ha alzato la sua offerta per l’australiana Macarthur Coal, mettendo sul piatto $3.8 miliardi. Nel settore dell’acqua, Mariner Energy e’ arrivata a balzare di oltre il 40% dopo che Apache si e’ aggiudicata la societa’ per $2.7 miliardi, facendosi carico di $1.2 miliardi di debito. Il premio e’ del 45% rispetto alla chiusura di ieri a $18.09.

Nel frattempo e’ tornata un po’ di pressione sulla Grecia, dimostrata dal fatto che l’euro scivola e il differenziale Bund-titoli di Atene si e’ riportato in mattinata sopra 400 punti. Il portavoce del governo ellenico ha smentito le indiscrezioni circa la possibilita’ che l’emissione di un bond in dollari possa esser sospesa nel caso in cui gli investitori americani non dimostrino interesse. Il roadshow continuera’ come nei piani. In un’intervista all’Expansion il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, non ha escluso che dopo la Grecia altri Paesi europei possano entrare in una severa crisi economica.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio hanno perso quota. I futures con consegna maggio hanno archiviato la seduta in calo di $0.36 attestandosi a quota $85.48 al barile. Sul valutario la moneta unica scivola per la prima volta in cinque giorni portandosi a quota $1.3576 (-0.57%). L’oro e’ riuscito a recuperare le perdite della mattinata portandosi in area $1161 (+0.09%). Invertono rotta i titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che si attesta al 3.84% dal 3.8550% di ieri.