Wall Street senza bussola, torna la cautela dopo i record di ieri

5 Marzo 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – All’indomani di una seduta da record per l’S&P 500 – la terza in quattro sessioni, la 49esima in 12 mesi – Wall Street chiude senza direzione dopo che il Beige Book della Federal Reserve ha confermato che la debolezza degli ultimi dati economici e’ in gran parte da attribuirsi al maltempo. In calo il Dow Jones che segna una flessione dello 0,22% a 16.360 punti mentre lo S&P 500 resta fermi a 1.874 punti. In lieve aumento il Nasdaq, che guadagna lo 0,14% a 4.358 punti. Il petrolio ha terminato negativo: il contratto ad aprile ha perso 1,88 dollari, l’1,8%, a 101,45 dollari al barile.

Nel frattempo, i titoli di Stato americani continuano poco mossi con rendimenti in ribasso al 2,69% per il benchmark decennale e al 3,63% per il titolo trentennale. Sui mercati valutari, l’euro cala a 1,3788 dollari mentre il biglietto verde avanza a 102,31 yen.

Tornando al Beige Book, secondo il consueto rapporto stilato dalla Fed l’economia americana ha continuato a espandersi a un ritmo “da modesto a moderato” tra la fine di gennaio e gli inizi di marzo ma alcune ragioni, fra cui quelle di New York e Filadelfia, hanno risentito del forte maltempo che ha ostacolato a tratti le attivita’ economiche. Nel complesso, tuttavia, le prospettive economiche “rimangono ottimistiche”. Nel dettaglio, 8 regioni su 12 hanno riportato crescita da “modesta a moderata” mentre 3 hanno registrato un rallentamento dovuto appunto al maltempo che ha impattato in particolare le attivita’ di retail e quelle manifatturiere. Continua a ritmo modesto il miglioramento del mercato occupazionale mentre le pressioni sui prezzi rimangono sottotono. Le valutazioni contenute nel Beige Book non sembrano destinate a cambiare l’attuale strategia della Fed che prevede riduzioni di 10 miliardi di dollari a ogni meeting del ritmo di acquisti di bond. La prossima riunione e’ in calendario per il 18-19 marzo e dovrebbe dunque portare a un nuovo taglio degli acquisti da 65 a 55 miliardi di dollari al mese.

Per quanto riguarda la seduta odierna, parte dello slancio e’ venuto meno dopo la pubblicazione del dato Adp: a febbraio nel settore privato sono stati creati meno posti di lavoro rispetto alle attese, cosa che secondo i trader non dovrebbe pero’ cambiare le stime per il rapporto sull’occupazione che verra’ pubblicato venerdi’ e relativo al mese scorso. Recentemente infatti il dato Adp ha scattato una fotografia del mercato del lavoro ben diversa da quella data poi dal dipartimento del Lavoro. Nel dettaglio, Adp stima che nel mese di febbraio siano stati creati 139 mila nuovi posti di lavoro nel settore privato, in calo rispetto alla lettura precedente rivista al ribasso da 175 mila a 127 mila unità. Il dato si è rivelato peggiore delle previsioni degli analisti che erano per una cifra pari a 150mila unità.

Delude anche l’indice Ism servizi degli Stati Uniti e’ calato in febbraio a 51,6 punti da 54 in gennaio. Il dato e’ peggiore delle attese degli analisti che si aspettavano una lettura del dato a quota 53,5 punti. Dal fronte macro, alle 20 il Beige Book della Federal Reserve.

Intanto il mercato continua a osservare gli sviluppi in Ucraina. Il segretario di Stato americano John Kerry oggi incontrera’ a Parigi il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Gli Stati Uniti stanno prendendo in considerazione possibili sanzioni contro Mosca e aiuti per Kiev. Ieri il presidente russo Vladimir Putin ha detto di non avere intenzione di invadere – almeno nell’immediato – l’Ucraina anche se si riserva il diritto di ricorrere ad azioni militari per difendere l’etnia russa in Ucraina, soprattutto in Crimea dove le truppe russe sono state dispiegate nel corso del fine settimana. Intanto la Ue e’ pronta a offrire aiuti a Kiev fino a 15 miliardi di dollari nell’arco di due anni.

Per l’S&P 500 da monitorare la prima area di resistenza Ieri in avvio di seduta l’S&P 500 ha toccato un nuovo record assoluto, mentre il Dow Jones ha fatto registrare guadagni di anche 200 punti, per un rimbalzo impressionante rispetto all’inizio di settimana decisamente sottotono.

A livello settoriale, l’health care è tra i peggiori, un segnale che le pressioni al ribasso hanno più a che fare con il cambiamento di posizioni di portafoglio in vista di eventi ad alto rischio. Allo stesso tempo anche i gruppi del settore oil & gas sono venduti, pagando il ridursi dei pericoli di un conflitto militare in Crimea.

Tra i titoli in evidenza oggi: Honeywell International prevede di incrementare le vendite complessive del gruppo a 50 miliardi di dollari entro il 2018. Secondo rumors Morgan Stanley starebbe valutando la vendita della sua private bank svizzera, che gestisce circa 10 miliardi di franchi svizzeri di asset. Nel primo trimestre Navistar International ha registrato una perdita trimestrale di 248 milioni di dollari dal rosso di 123 milioni di un anno prima.

Sul valutario l’euro -0,19% a $1,3716; dollaro/yen +0,18% a JPY 102,38. Euro/franco svizzero -0,05% a CHF 1,2186, euro/yen -0,01% a JPY 140,43.

Sul fronte delle materie prime, i futures sul petrolio -1,92% a $102,91, oro -1,21% a $1.333,90..