Wall Street: sell massicci, giu’ in tandem con l’euro

18 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

La borsa americana si e’ indebolita decisamente nel pomeriggio di pari passo con la moneta unica e appesantita dal comparto finanziario e tecnologico. Pesa il nuovo tonfo della valuta Ue sotto $1.22, ai minimi di 4 anni sul dollaro. Sell in accelerazione dopo lo stop in Germania agli short su bond e swap. Giornata no per le banche, che pagano le prospettive di una riforma delle regole di controllo. Il Dow Jones ha ceduto l’1.08% in area 10510.88, il Nasdaq l’1.57% a 2317.26 punti, mentre l’S&P 500 ha lasciato sul campo l’1.42% a quota 1120.78. Il paniere delle blue chip era arrivato a guadagnare sino a 90 punti in mattinata.

Il settore hi-tech non e’ stato risparmiato dai cali indiscrimanti visti nella seconda parte di seduta, mentre sui finanziari pesano le prospettive di una riforma del sistema di regolamentazione del settore. Il Senato dovrebbe dare l’ok al piano in settimana. Il testo dovra’ poi essere armonizzato con quello gia’ approvato dalla camera. Il benchmark settoriale XLF cede circa il 3%. In rosso anche le societa’ di vendite al dettaglio, dove si salva solo Wal-Mart.

Nel frattempo crescono le preoccupazioni per lo stato di salute dei Paesi indebitati dell’area euro e in particolare per i rischi di un contagio. I cali della moneta unica hanno iniziato a farsi piu’ pesanti dopo che la Germania ha annunciato un blocco alle vendite allo scoperto di alcuni asset. Il divieto riguardera’ anche i bond governativi in euro e i credit default swap loro legati. Per quanto riguarda l’Italia, fonti vicine alla Consob escludono che al momento ci possa essere una decisione analoga.

Sul fronte macro, si e’ spento in fretta l’entusiasmo per il boom dei nuovi cantieri edili in aprile, indice di un miglioramento dell’attivita’ immobiliare. Per il quarto mese consecutivo il risultato risulta in crescita, e superiore alle stime: ad aprile + 5.8%. Si tratta dei massimi dell’ottobre 2008. Frenano invece dell’11.5% rispetto a marzo le licenze di costruzione. I prezzi alla produzione nello stesso mese sono risultati leggermente sotto alle previsioni (-0.1%) mentre il dato core e’ salito dello 0.2%.

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Dall’Ecofin non sembra esser uscito un messaggio chiaro mentre proprio oggi la Grecia ha ricevuto la prima tranche di aiuti alla vigilia di un’importante scadenza del debito. Fitch intanto ha confermato su Atene l’outlook negativo dicendo di aspettarsi un rapporto debito/pil arrivare fino al 150% per poi stabilizzarsi, ma non prima del 2013.

Sui mercati aleggia anche l’incertezza circa sull’eventualita’ che oggi siano presentate le nuove regole per frenare l’attività di trading in presenza di inspiegabili crolli verticali come quelli che New York ha esperito lo scorso 6 maggio, quando in Dow era arrivato in pochi minuti a perdere quasi 1000 punti.

Tra le storie del giorno, crolla il colosso legato ai mutui Ambac con conti deludenti. Home Depot centra le attese del mercato con la sua trimestrale e alza l’outlook. anche Wal Mart supera le stime. Ma va detto che nella grande distribuzione in generale sono le stime per il futuro a non convincere gli operatori. Fidelity National scivola dopo che Blackstone ha fatto sapere che l’acquisizione salta per un mancato accordo sul prezzo. La societa’ si trova cosi’ costretta a percorrere la strada della ristrutturazione.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio invertono rotta nel pomeriggio e chiudono in rosso. I futures con consegna giugno segnano un calo dell’1% attestandosi a quota $69.41 al barile. Sul valutario la moneta unica si attesta a $1.2211 dopo aver toccato i minimi di quattro anni nei confronti del dollaro a quota $1.2167. Prese di beneficio per l’oro che cede $13.40 in area $1214.30. Quanto ai Treasury, il rendimento sul benchmark decennale si trova al 3.376% dal 3.472% di ieri (-9.6 punti base). Il trentennale e’ piombato a quota 4.23%, con i prezzi che sono saliti di oltre due punti.