Wall Street: sell in chiusura, Nasdaq -0.86%

20 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Il Dow Jones ha chiuso la seduta in pari, a +0,07%, lo S&P500 ha perso lo 0,17% e il Nasdaq ha registrato un calo di -0,86%. Perso dunque il rialzo dell’1% circa registrato nella fase iniziale. Gli operatori speculano sul fatto che la banca centrale americana mettera’ in atto nuove misure per alimentare la ripresa. Gli investitori tengono d’occhio con estrema attenzione le prossime misure che la Fed intende intraprendere per rilanciare la ripresa, e le notizie che arrivano dall’altra parte dell’Oceano circa la crisi del debito.

Occhio pero’ alla volatilita’. L’indice Vix – considerata la misura piu’ attendibile per misurare la paura che aleggia sui mercati, scambia in area 33.

Bank of America e Wells Fargo avanzano di oltre mezzo punto percentuale, trainando al rialzo il settore bancario.

Favorite dal rally delle materie prime, Alcoa e Schlumberger guadagnano quasi l’1%. I mercati si attendono un incremento della domanda per i materiali di base e le risorse energetiche.

Fuori dal paniere principale PulteGroup fa un balzo del 4% dopo che UBS ha alzato il giudizio sull’azione del costruttore di case.

A guidare i rialzi sono comunque i settori difensivi quali utilities, telecommunications ed health care, ad indicare il nervosismo che aleggia nel mercato.

Protagonista oltre alla Grecia e’ l’Italia, dopo la decisione di Standard & Poor’s di rivedere al ribasso il rating sul debito. Al momento, le borse europee non danno segnali di panico, anche perche’ secondo i trader stanno gia’ scontando nei prezzi l’abbassamento del rating.

I mercati americani si adeguano così allo stesso trend e confermano i rialzi dopo i dati contrastanti riguardanti i nuovi cantieri edili e le licenze di costruzione. Si segnala a tutti i modi una elevata volatilità. In crescita di 1,2 punti base i rendimenti sui Treasury a 10 anni, che si attestano all’1,952%.

Dal fronte economico degli Stati Uniti, gli occhi sono tutti puntati sulla Fed: oggi inizierà infatti la riunione del comitato di politica monetaria del Fomc. La due giorni si concludera’ domani, con il responso finale su quelle che saranno le misure che Ben Bernanke e colleghi vorranno adottare per risollevare le sorti della crisi economica americana. Si parla di una misura di rotazione del bilancio, che prevede l’acquisto di titoli a breve e la vendita di titoli a lungo termine.

Nel mentre gli operatori nel mercato vengono rassicurati dalle notizie giunte dalle Grecia, secondo cui il paese starebbe facendo progressi nei negoziati e dunque riuscirebbe a ricevere la prossima tranche di aiuti, necessaria per ripagare le obbligazioni in scadenza e dunque evitare il default.

Un’ora prima dell’apertura sono stati annunciati i numeri relativi ai nuovi cantieri residenziali e i permessi di costruzione in agosto. I primi hanno deluso, al contrario dei secondi, che hanno fatto meglio delle previsioni.

Sul fronte valutario vanificato il recupero dell’euro che, dopo essere scivolato immediatamente dopo la notizia del declassamento, ha riconquistato quota $1,37. Al momento si attesta in area $1,3664, tendenzialmente piatto. La moneta unica sale invece contro il franco svizzero, a CHF 1,2158, e guadagna lo 0,10% nei confronti dello yen, a 104,6830.

In ambito di commodities, i futures sul petrolio sono in rialzo dello 0,28%, a quota $85,94 al barile, mentre le quotazioni dell’oro salgono dello 0,6%, a quota $1.787,1 l’oncia.