WALL STREET: SEDUTA VOLATILE, PREVALGONO LE VENDITE

21 Marzo 2006, di Redazione Wall Street Italia

Gli indici Usa hanno archiviato in rosso una seduta che si e’ distinta per l’alta volatilita’. A spingere i listini al ribasso e’ stato un mix di notizie, dall’aumento dei rendimenti sui bond, alla lettura contrastata del dato sull’inflazione, alla mancata segnalazione di Bernanke di un possibili stop al ciclo rialzista sui tassi d’interesse. Il Dow Jones ha perso lo 0.35% a 11235, l’S&P500 lo 0.60% a 1297, il Nasdaq e’ arretrato dello 0.86% a 2294.

In un intervento fatto all’Economic Club di New York durante una cena organizzata in suo onore, il presidente della Fed, Ben Bernanke, parlando di politica monetaria, non ha offerto alcune basi per pensare ad un prossimo stop del ciclo rialzista sui tassi a breve.

Il governatore della Banca Centrale americana ha ribadito il fatto che l’economia Usa continuera’ a crescere in maniera moderata, anche nel caso di un prolungato rallentamento del settore immobiliare. Ha aggiunto che l’appiattimento della curva dei tassi sui bond non rappresenta necessariamente un rallentamento economico.

Al momento il costo del denaro e’ al 4.5%. Gli operatori danno per scontato un rialzo di un quarto di punto percentuale nel meeting che si terra’ la settimana prossima. Il 60% di essi prevede un ulteriore rialzo, che porterebbe i tassi sui fed funds al 5% nel successivo meeting di maggio.

Per quanto riguarda gli aggiornamenti economici rilasciati in giornata, contrastato il dato sull’inflazione. L’indicatore e’ sceso dell’1.4%, segnando il maggiore calo di quasi tre anni, attestandosi ad un livello nettamente migliore rispetto a quello previsto dagli analisti pari a –0.2%. Superiore alle attese, pero’, la versione “core” del dato, salita dello 0.3% contro un consensus di un rialzo dello 0.1%.

Contrastate anche le notizie giunte dal fronte societario. Il colosso software, Oracle, nell’after hours di lunedi’ ha annunciato un aumento dei profitti e dei ricavi che, pero’, si sono attestati ad un livello inferiore rispetto a quello stimato dagli analisti. Il titolo ha ceduto piu’ dell’1%, ma nelle contrattazioni iniziali era arrivato a cedere il 3.5% circa.

In controtendenza Intel e General Motors. Il colosso dei chip e’ avanzato dell’1.5%, offrendo supporto al comparto, il colosso dell’auto e’ risultato tra i migliori titoli del Dow Jones, grazie ad un rialzo di circa il 4%, innescato dal possibile accordo con i sindacati per la riduzione dei costi.

L’aumento dei rendimenti nel mercato obbligazionario (il rendimento sul Treasury a 10 anni e‘ salito dal 4.66% di lunedi’ al 4.72%) ha pesato su settori come costruzioni, brokers ed utility, tutti in rosso.

Nel comparto energetico, in leggero progresso il petrolio. I contratti futures con scadenza aprile (oggi al loro ultimo giorno di contrattazione) sono avanzati di 15 centesimi a $60.57 al barile, dopo aver toccato un minimo intraday di $59.60. I futures con consegna maggio, da questo momento quelli di riferimento, sono aumentati di 38 centesimi a $62.34. Mercoledi’ alle 16:30 ora italiana verranno comunicati i dati ssettimanali sulle scorte.

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Sugli altri mercati, in ribasso l’oro. I contratti futures con scadenza aprile sono arretrati di $2.90 a quota $553.20 all’oncia. Sul valutario, in calo l’euro rispetto al dollaro. Nel tardo pomeriggio di martedi’ a New York, il cambio tra le due valute e’ a quota 1.2088.